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IO SO DI NON SAPERE

IO SO DI NON SAPERE (EPPERÒ QUALCOSETTA POTREI PURE IMPARARE). "A scuola un bel giorno è arrivata una prof, Valeria Gentili, doveva fare qualche supplenza d'italiano ma poi è rimasta tutto l'anno. Io sono sempre stato una chiavica a scuola e figuriamoci in italiano. Mi salvo quando scrivo perché ci sta il correttore che scrive quasi al posto mio. Però Valeria la prof mi aveva saputo prendere e mi aveva trasmesso il piacere di leggere. Quando leggeva lei i promessi sposi e pure la divina commedia tradotta tipo in italiano, io restavo ad ascoltarla per tutta la lezione, senza uscire dalle bidelle. Lei mi ha aiutato ma io alla fine, verso aprile ho iniziato a fare sega e sono andato poco a scuola e alla fine mi hanno bocciato. Valeria ci è rimasta male, e poi non l'ho più vista, è stata trasferita. Io ho scritto sui muri vicini a dove forse m'ha detto Cico abitava Valeria e ho fatto una promessa: leggere tanto e riprendere il libro di grammatica delle medie, perché io alla professoressa Valeria ho voluto tanto bene. È bello quando i professori ci mettono la passione e allora anche il piú somaro può volare". (Memorie di un adolescente, 2007, A. Battantier, Giovannin senza paura).



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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).