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PERDI PESO E BLA BLA BLA: DA SOLA NON BASTA LA VOLONTÀ

PERDI PESO E BLA BLA BLA: DA SOLA NON BASTA LA VOLONTÀ. "Per me volontà, da sola, è parola vuota. E quando a una persona giù e gli dici: 'Volere è potere!' dopo sta peggio. Io mangiavo per riempire dei vuoti d'affetto e perché, tanto siccome mi facevo schifo, allora pensavo 'schifo per schifo almeno mangio'. Sembra strano ma io volevo perdere peso, ma non ero interessata a perdere peso. 'Volere è potere', mi dicevano. Ma non bastava. Quanti soldi ho dato per far mangiare nutrizionisti, personal trainer, pure un consulente d’immagine a Milano (ed io abito a Roma). La mia volontà era fredda, meccanica, mancava la consapevolezza della mia Persona. Brancolavo cieca con la mia servizievole e inutile (allora) volontà. Non sapevo neppure che era alla mia portata stare bene, mi era molto più facile ed immediato farmi del male, punirmi per qualcosa che io non avevo commesso. Perché, chi subisce da piccola un furto d'amore, non ha colpe, ma finisce per avere decine di alibi. Nel tempo, senza fretta, ho iniziato a vedere realmente il mio modello ideale: ma con i piedi per terra, tante volte sono scesa dal cavallo delle mie rigide idee di perfezione. Alle volte l'ottimo è nemico del bene. Ho capito, e lo ripeto, che, SENZA FRETTA, si può iniziare a dimagrire con la mente, eliminando, buttando via fisime, blocchi, groppi, pesi, sensi di colpa. La cosa strana è che, all'inizio di questa consapevolezza, stavo meglio mentalmente, ma peggio fisicamente: presi addirittura, ancora, qualche chiletto. Ma, per la prima volta, non me ne preoccupai affatto. Ho iniziato a riconoscermi dentro e, poi, quasi automaticamente, anzi, naturalmente, ho invertito il trend della ciccia. Non pensandoci, focalizzandomi sui fondamentali pilastri della mia Persona, sulla mia autentica, unica strada. Ps: E ora faccio la figura mia! :)". (A. Battantier, Memorie di una dipendenza, CB, 2015).


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Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
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LA BARCHETTA DI CARTA. "Prima o poi dovevo capirlo, occorre fare i conti con la propria impotenza. Tu stai peggio, e mi dispiace non sai quanto. Ma ho capito in questi anni che AIUTARE è un verbo mefitico e pericoloso. Sono brava ed ho imparato che alle volte serve lasciare andare tutto, così come si abbandona una barchetta di carta alla corrente dell'acqua di un fiume. Ti vedo in lontananza, scendere sempre più giù, e ti ringrazio per quegli sprazzi di dolcezza e serenità. Ho accettato la tua decisione, perché tu non sei solamente quella barchetta, sei anche la mano che l'ha fatta partire. Avremmo potuto costruire una solida barca di legno, avremmo insieme attraversato i mari impetuosi. Mi mancherai sempre, mia fragile barchetta di carta". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2016). 

Un giorno mi perdonerò

"Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte, da non lasciarmi più". (Emily Dickinson).

STRINGIMI FORTE (Giorgio Conte)

Stringimi forte, abbracciami, prima che si alzi il vento. 
Tienimi stretto ancora, alla faccia di questo tempo che ci vuole portare via. 
Stringimi forte, abbracciami. 
Stringimi un po' di più. 
Si sta fermando il tempo, ci lascia qualche attimo, forse qualcosa in più. 
Si sta placando il vento, sì, però, però che spavento ci siamo presi. 
Stringimi forte, abbracciami. 
Stringimi più che puoi. 
(G. Conte).