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QUANDO LA STORIA DEL TOPOLINO PUÒ INSEGNAR QUALCOSA AI RAGAZZI (E SOPRATTUTTO AI LORO GENITORI)

"Un giorno Skinner mise il topolino Jerry in un labirinto. In un punto del labirinto vi era una levetta che, se premuta, provocava l'uscita di cibo. Il topolino iniziò ad esplorare il labirinto e, casualmente, si appoggiò alla levetta: cadde del cibo. 'Uhm, buono', pensò il topolino che, da allora, sempre piu rapidamente si prodigò per raggiungere l'agognata levetta. Skinner scoprì che il comportamento pro-levetta era tanto più rapido quanto più la MOTIVAZIONE era potente e la RICOMPENSA gratificante. Applichiamo per un attimo la storia del topolino ai nostri ragazzi. Pensano di non stare in gabbia (pensano!!!), ritengono di essere totalmente liberi nei DIRITTI e PIACERI e soffrono -attaccando- al pur minimo DOVERE richiesto (implorato) dalla famiglia, scuola, società. Probabilmente perché la loro motivazione alla 'pagnotta' è bassissima. Perché affaticarsi a cercare cibo e piaceri in stupidi labirinti, quando tutto è sempre stato a portata di zampetta? Secondo voi, se il topolino Jerry avesse trovato cibo illimitato all'ingresso del labirinto, senza fare sforzo alcuno, avrebbe mai oltrepassato la porta del labirinto? Chi ha tutto e subito, perché mai dovrebbe esser motivato a faticare in attesa di qualcosa tra un po'?". (M. De Pretis, Don Chisciotte vive qui, 2009).

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Stringimi forte, abbracciami. 
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Si sta fermando il tempo, ci lascia qualche attimo, forse qualcosa in più. 
Si sta placando il vento, sì, però, però che spavento ci siamo presi. 
Stringimi forte, abbracciami. 
Stringimi più che puoi. 
(G. Conte).