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RAGNI CHE PAURA!!!

RAGNI CHE PAURA!!! "Mica sono l'unica, però, solo io tra le mie amiche ne rimango attratta e, nel contempo, terrorizzata. Ho scoperto che non è una paura casuale ma ci sta qualche corto circuito nel cervello, collegato a qualcosa di profondo. L'uomo, per esempio, è più pericoloso. Nella fattispecie mia madre. Pensavo che andasse tutto bene, ma più pensavo che andasse tutto bene e più aumentava il mio terrore per i ragni. Coincidenza? Quello che posso dire è che io nella vita voglio controllare tutto, e 'sti maledetti ragni rappresentano l'unico neo alla mia ricerca di perfezione: infatti non riesco a controllarli, sfuggono al mio spietato controllo, anzi, in quei momenti il controllo sfugge da me. E forse è qui che sono più vera. Perché a pensarci (pure se mi fa schifo) io in finale sono come un ragno, che tutto controlla nella sua ragnatela. È mia madre ad avermi insegnato l'arte del controllo spietato sulla mia vita e sugli altri: poraccio il ragazzo mio, lo so. Sto imparando a lasciarmi andare, la via per il distacco sereno è lunga, passa sempre per un'altra via che si chiama consapevolezza". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2006).


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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).