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LA CANZONE DEL BAMBINO IPERATTIVO

SEI UN BAMBINO IPERATTIVO. Sei un bambino iperattivo è dedicato ai bambini iperattivi. In questo video, la canzone inno dei bambini iperattivi (Gigi e la bambina,mal minuto 1'34"), è preceduta da un intervento di uno dei mie personaggi, lo psichiatra M. Thompson Nati. "Esiste il gene responsabile del tuo comportamento? Cerco di aiutarti, ma tu che stai facendo? Sei un bambino iperattivo, ma come ti funzionano i neuroni? Ti ci vorrebbe una diagnosi. I sintomi son gravi, sai? Un problema tu lo rappresenti in questa società. D'accordo, tu non vuoi gli psicofarmaci del dottor Nati però, che soluzioni alternative hai portato al tavolo della coscienza? 11 milioni di bambini in America si alleviano con farmaci psicoattivi, sai? Non sei mica il primo! Non credo agli elementi oggettivi ma tu, bambino mio, devi credere allo specialista, abbiamo l'occhio clinico, analizziamo i sintomi e troveremo noi la giusta terapia. Avverti disagio? Rispondimi ti prego! Sto sbagliando io, medico, oppure tu, che non ti fermi un attimo e dai fastidio a scuola e poi alla mamma ed al papà, ed a questa sporca società". "Your gene predicts Response to life. I'm trying to help you son. Are you doing anything to help yourself? You're an hyperactive child. Poor boy, your neurons do not function. Would you like to know what is wrong with you?mWe'll help you identify your symptoms and manage your life. Ok mister, you don't want to take Thompson Nati's drugs but...You are just talking, you don't want real solutions. Pill is the Solution, my little Devil. Medication should be the first resort not the last, my little silly bear. We'll be friends forever won't we? Please answer. Someone correct me if I am wrong! But I am the doctor who told the monkeys not to jump on the bed". (You're an hyperactive child, 2006, Andrea Battantier).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).