30.9.16

Omaggio a Jankovic

"Donare tempo ai bambini malati è niente rispetto a quello che ci restituiscono loro con un semplice sorriso. L'umanità è la speranza che si alimenta nella passione di tutti i giorni. Un bravo medico dovrebbe saper giocare a rubamazzo coi bambini, e con i soldatini. Più che dire, occorre fare, fare per cambiare il senso storto di un numero stampato in fronte ai pazienti. Non siamo numeri, l'umanità non si conta, si abbraccia. È bello, è importante resistere accanto a chi resiste, lottare con gli sguardi, con la complicità. La leucemia non deve minare la dignità, e questo vale per qualunque altra malattia. Certo, alle volte si diventa grandi in fretta, eppure mai scordarsi che un bimbo vive sempre in noi. E come dice la Sapienza, 'non sapevo che il buio non è nero...e il fermarsi è correre ancora di più'. Qui, chi si ferma non è perduto, anzi, ha solo voglia di correre di più". (Omaggio a Jankovic, A. Battantier, 2016).