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L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA: L'ALBERO CHE CRESCE DENTRO, E STARE BENE, SENZA CHIEDERSI PERCHÉ.

L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA: L'ALBERO CHE CRESCE DENTRO, E STARE BENE, SENZA CHIEDERSI PERCHÉ. "Come si fa a trattenere qualcosa che ti accade, senza affibbiare subito un nome, un cognome, un'identità? Io ho iniziato ad ascoltare i battiti del cuore. E non si ascolta quando parte...Bum bum bum. Bum bum bum: stai sentendo, non stai ascoltando. Ascoltare è un'altra cosa. Ascoltare il silenzio delle montagne, il silenzio del mare. Siamo noi che facciamo partire il Bum bum bum. 'Il cuore è la mente che non sa di pensare', dice Thompson Nati. Il silenzio ti conduce a pensare, è come un albero, ed io, di un albero ho le radici dentro. Crescerai con me fino a che si potrà raccontare la storia di un albero dentro l'albero. Radici ovunque, un albero cresce in me. Aspettavo che il rumore mi dicesse qualcosa. Un inferno non troppo caldo, un paradiso non troppo beato, un purgatorio di passaggio. Ecco l'altra faccia della luna. Trovare una soluzione a tutto, ma stare bene senza chiedersi il perché. L'altra faccia della luna è possibile, e sì...va bene i Pink Floyd, ma mica è sempre scura l'altra faccia della luna. Ecco il profumo dei fiori. L'albero è uscito quand'era il momento. Gli alberi vanno sempre a finire da qualche parte, e sanno farsi guardare, quand'è il momento. Seguire il corso della natura, attendere, continuando a crescere dentro". (Raccontami l'estate, A. Battantier, S. Negro, 2016).

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Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
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UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).