12.6.16

PAOLO POLI

PAOLO POLI: NON C'È AMORE PIÙ GRANDE CHE REGALARE AL PUBBLICO LA FANTASIA. "Mi chiamo Paolo Poli, ho sempre giocato seriamente con la vita, prendendola in giro senza dargliela troppo a vedere. Amo l'innocenza mascherata dal male, e il male, invece, mi piace immaginarmelo tenero, tristo imbevuto in salsa di ironia e farsa. La mia santa preferita? Indubbiamente Rita da Cascia, una santa da Oscar. La vita è noiosa e va condita in qualche modo. Suvvia coraggio, travestitela di luci colorate, che ciascuno trovi la sua essenza perversa e preferita, e si prepari da sé il suo diabolico cocktail, perché tanto la vita, così com'è, non si può bere. Nel mio finale di partita chiedo solo di andare e, senza aspettare, godo. Non posso certo io occuparmi di Godot, io me ne vado, voglio il cerchio magico, un milione di candele, un mondo d'acqua. A chi ha come nemica noia e ipocrisia, cedo un poco di travestitismo e trasgressione e, soprattutto, la mia fantasia. Non c'è amore più grande che regalare al pubblico la fantasia, per amore, per magia.  Felice è chi riempie una piazza vuota travestendosi da lorsignori senza che lorsignori lo sappiano, pur ridendo essi a crepapelle. Ed ogni volta è tutto da rifare, pover'uomo che son io, leggero e nobile però. Gli equivoci di una notte li ho risolti alla mattina, sorseggiando un tè con il Babau, disquisendo amabilmente su quel conformismo che alle volte indossi pure te. Chi non prova non ci crede che è possibile inventare un mondo nuovo più reale della fantascienza. E lasciatemi divertire, perché tanto siamo tutte delle gran bugiarde. Ed è brutto amare i fiori e doversi accontentare di fare il fioraio". (M. Thompson Nati, Around, 2015. Around Paolo Poli).