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Biscotti (Amerigo, 46A)


Un ricordo. Mia madre mi diceva: "Non fare colazione con troppi biscotti". Riempivo la tazza di biscotti. Cosa intendeva per "Troppi"? Non lo diceva. Ed io, che ne frantumavo con pollice ed indice una trentina (troppi?) scendevo il giorno dopo a 25. E lei diceva: "Non fare colazione con troppi biscotti". Ed io, malvolentieri, passavo a 23, 21, 20, 19 e via scendendo di numero. Per lei erano sempre troppi, ma non diceva mai il numero. Alla fine delle medie, dopo l'esame (portai la scoperta dell'acqua su Marte), smisi di mangiare biscotti, ma anche tutto il resto, ad eccezione di ananas e gelato allo champagne. Un anno dopo ripresi a mangiare 1 biscotto, poi 2, 3, 5, 7, 10, in quell'unico modo che avevo per farla franca: in silenzio, lentamente. E infatti non se ne accorse. Arrivai a 20 biscotti al giorno. Verso i 18 anni tornai a 30. Quando mia madre scomparve, decisi per sempre di smettere di mangiare biscotti. Anche perché era lei che me li cucinava.

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LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...