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Visualizzazione dei post con l'etichetta Passione ossessiva

Lo strozzai con stile

"Lo strozzai con stile. Simulando il più caldo ed armonioso degli abbracci coccolosi. Si addormentò, il porco, tra le spire delle mie mani assassine. So che non ha sofferto. E forse, a pensarci, avrebbe dovuto soffrire di più, ma prevalse in me la solita nostalgia per il lento addio". ("15 storie d'amore e la fiaba d'Hélène", A. Battantier, 2003).

GIOCO D'AZZARDO, IL BANCO VINCE SEMPRE E IL BANCO SI CHIAMA STATO. MA ALLE VOLTE SERVE IL CORAGGIO DI ABBANDONARE LA CERTEZZA DI ESSERE STRONZI

GIOCO D'AZZARDO, IL BANCO VINCE SEMPRE E IL BANCO SI CHIAMA STATO. MA ALLE VOLTE SERVE IL CORAGGIO DI ABBANDONARE LA CERTEZZA DI ESSERE STRONZI . "Mio padre ha giocato sempre d'azzardo, specie con le macchinette. Ma io l'ho capito solo dopo. Quando avevo 7 anni mi diceva che lui di lavoro riparava le macchinette e doveva provarle. Io gli dicevo: 'E allora perché ci metti i soldi?'. Ma lui rispondva che glieli ridavano con lo stipendio a fine mese. Ma intanto io giravo con lo zainetto bucato di mio fratello e con le scarpe estive pure d'inverno. Quando proprio mamma lavorava lui era costretto a portarmi alle bische. Per un periodo mi fatto giocare alle slot, tenendomi in braccio o in piedi su una sedia. Un po' perché diceva che gli portavo fortuna. Un po' perché, secondo lui, mi facevo le abilità, come gioco per il cervello. Ma poi mi ha lasciato a casa: diceva che gli portavo sfiga e che con me non riusciva a riparare bene le macchinette. Poi lo han...

Il problema è che all'ultimo ti devi accontentare

"Tu hai sempre grandi problemi. Ma una volta, almeno, la vogliamo trovare una piccola soluzione prima che sia troppo tardi?". "Ricorda, che quando tutto è perduto, sull'orlo del precipizio escono sempre le ali". "Il problema è che all'ultimo ti devi accontentà delle alucce di polletto...e te scroci uguale!". (T. Bergen, A. Battantier, Era lei, 2009).

STORIE DI FRATELLI: DAVID E BOB BOWIE

I FRATELLI BOWIE. "Forse non tutti sanno che David Bowie, ha iniziato a cantare sulle orme dell'oggi sconosciuto fratello. Bob Bowie, fine degli anni 60, primogenito, 5 anni più grande di David, cantante folk-rock e poi psycho-trash. Bob scrisse delle belle e originali canzoni di rottura, lontane dagli schemi stantii di Dylan e dalla psichedelia malata di Wilson dei Beach Boys. A Bob Bowie, tuttavia, lo rovinò la sua rigidità, il non voler dare ascolto ai suoi agenti Wayne Poster e Jennifer Brimmer, che gli consigliarono, ripetutamente, di cambiar nome d'arte. 'Bob Bowie', aveva infatti, secondo Brimmer, un'eccessiva assonanza con l'abbaiar dei cani. Bob Bowie, Bob Bowie, babbaui, babaue: declamate ad alta voce per 10 volte il nome e converrete con le perplessità dei suoi agenti. Bob Bowie venne, difatti, nel tempo relegato ai margini del sistema musicale americano. Ebbe negli anni 80 un discreto successo come terapista canino a Dallas, con l'appellati...

COMBATTERE LA DIPENDENZA CON LA FANTASIA

COMBATTERE LA DIPENDENZA CON LA FANTASIA. "La fantasia andrebbe sperimentata più spesso nella realtà. L'uomo è un creatore di immagini fantastiche. È che alle volte sembra dimenticarsene e cerca altrove quel meraviglioso mondo che ha già dentro se stesso. Il gioco d'azzardo, l'eroina, la cocaina, l'alcool, tutte le dipendenze, che altro sono se non mancanza di fantasia? Con la fantasia è possibile creare altre infinite fantasie. Ma senza fantasia, la realtà è poca cosa, ed è di una noia mortale. Ecco allora la dipendenza a ricreare artificialmente la fantasia, miraggi vuoti che donano provvisoriamente conforto al sopraffare della noia del nulla". (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and others animals, 1996).

Dà più adrenalina non giocare

"Il non giocare mi dona la serenità che il gioco mi toglieva. La mia nuova adrenalina è il non giocare. E' diventato  uno speciale gioco il non giocare. Lo dico a tutti i miei ex compagni di merende ludiche. Guardate che dà più adrenalina non giocare. E la mente alla sera ringrazia". (A. Battantier, Memorie di una dipendenza, 2014).

TIPOLOGIE DI NARCISISTA: IL VOLUBILE SU RICHIESTA

TIPOLOGIE DI NARCISISMO: IL VOLUBILE SU RICHIESTA. "Il volubile su richiesta (VSR) cambia idea, ma solo quando pungolato e stimolato. Il VSR comunica di circostanza, solo quando è costretto a comunicare, indotto a prendere una pur vaga posizione di intenti. E quando sembra rilanciare un'idea di coppia, lo fa per pigliar tempo. Il VSR è una bandiera al vento delle disperate richieste esterne. Eppure resta fisso il suo bastone al terreno.  Il VSR non è la bandiera, è il bastone conficcato nel terreno dei beatissimi cazzi suoi. È il vento che ruota intorno a lui". ("Memorie di un amore: Il vaccino N". A. Battantier, M. Thompson Nati, 2007).

DIPENDENZA: NON C'È COSA PIÙ BELLA CHE DIPENDERE DALLA LIBERTÀ

DIPENDENZA: NON C'È COSA PIÙ BELLA CHE DIPENDERE DALLA LIBERTÀ. "Dipendo da te, da qualche cosa che mi umilia e mi ammalia sull'onda di promesse false di emozioni. Dipendo da te, dolcemente e amaramente mi risveglio, e addosso sento il peso di una gabbia che mi fa sballare fuori e non mi fa più uscire dentro. Mi annoiavo e non ascoltai il vecchio quando disse: '...Il problema non sono le droghe, è la dipendenza'. Ah ah ah!! Ed io ridevo, forte della mia vanità. Dipendo da te, fin quando in faccia io non vedrò la mia libertà; non c'è cosa più bella che dipendere dalla libertà. Non bisognerebbe mai dimenticare come e quando si cade. E la libertà, non è quel cazzo che ti va". (Memorie di una dipendenza, Andrea Battantier, 2011).

IMPARARE L'INGLESE CON LE CANZONI: THE WINNER TAKES IT ALL/CHI PERDE LO PIJA IN CULO

IMPARARE  L'INGLESE CON LE CANZONI: THE WINNER TAKES IT ALL/CHI PERDE LO PIJA IN CULO. "Non ne parliamo più, ci siamo detti tutto, mi fa un pochetto male, ma ormai, è acqua passata. Ho giocato le mie carte, lo hai fatto pure tu, de che stamo a parlà, ho finito de giocà. Chi vince prende tutto, chi perde lo pija in culo. Tu accanto alla vittoria, io in culo e non è un vanto. Tra le braccia tue quanto stavo bene, pensavo avesse senso questo stare insieme. Una casa nostra per essere al sicuro, che scemo sono stato, l'ho preso ancora ar culo. Gli Dei giocano a dadi, di me si son scordati. Lo sai quanto ti amavo, e adesso con chi chiavo. Chi vince prende tutto, chi perde resta qua, a fottersi in città, questa è la verità. Ma dimmi lui ti bacia come baciavo io, ti senti il fuoco dento quando ti chiama 'Amore'. Oddio quanto mi manchi, mi manchi nel profondo. Sò regole de gioco de questo zozzo monno. Chi vince prende tutto, chi perde resta qua, a guardare dagli spalti c...

QUANDO SI INSEGUE IL SOGNO SBAGLIATO

"Io di te posso dire tutto tranne che sia bugiarda. Non era diventato difficile crederti, era diventato impossibile l'amarti. Ho provato ad emularti ma non mi sentivo vero. Ero io il bugiardo ad inseguire un sogno mai stato mio. Fui menzognero a me stesso. E tu vai, continua a divertirti come sai, come hai sempre fatto. È un tuo naturale talento. Quanto a me, vorrei concedermi un po' d'ombra, adesso, per capire come restare me stesso, senza troppo soffrire". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007).

QUANDO LA VERITÀ NON LA SI VUOLE PROPRIO VEDERE

"Ella annegava l'evidenza con ineffabile ed ostinata follia parallela. Schiacciava la sua povera testa nel mare dell'incoscienza, se la schiacciava coi suoi stessi piedi, poiché, proprio nei piedi risiedeva ora quel povero e misero barlume di ragione". (M. De Pretis,  Note a margine dell'essere umano, 1970).

In amore il 100% di 50 è pressoché nulla

"Il suo 50% mi ha amato al 100%, mettendomi su di un piedistallo. Ho preso una parte per il tutto. Ma non ho voluto prestare attenzione all'altro 50%, che è quello che, nel finale di storia, mi ha affossato. Perché in amore il 100% di 50 è pressoché nulla. Che ho capito da tutto questo? Che le parole non contano, contano i tanti minuscoli particolari che, insieme, formano i fatti. Non parlano le parole, parlano i fatti". (M.Thompson Nati, A.Battantier, Vaccino N, 2007).

L'OTTIMO È NEMICO DEL BENE

"Alle volte mi ostinavo a voler fare qualcosa nel migliore dei modi, nei minimi dettagli, alla perfezione. E non partivo mai, facendo naufragare progetti su progetti. Poi, ho provato a fare, con un'idea di massima, un programma vago, ma ho iniziato a fare, mica sciattamente, ma senza rompermi la testa se la perfezione era lontana. Ad un certo punto la Perfezione era diventata una mania, una fissazione, diciamocelo pure, una rottura di coglioni. La perfezione ti allontana dall'umanità, ci rende aridi. È bello tendere alla perfezione, ricordandosi però della finitezza dell'uomo, e di mia nonna che diceva 'chi non fa non falla, e chi ben comincia è a  metà dell'opera'". (Memorie di un adolescente. A. Battantier, 2007, Lisa, 17 anni).

L'Amore Maturo

"L'Amore è la cura, ma l'Amore Maturo parte dall'Amore di Sé per fondersi con altro Amore nel mondo. L'Amore immaturo, invece, attende che sia l'Amore Altro ad accedere alle vie del cuore infranto". (M. Thompson Nati. Amori al bar, 2005).

Vaccino N. l'amore parla con i fatti

"Passano le settimane, i mesi, gli anni e non riesci a toglierti dalla testa quell'uomo. I ricordi sono vivi, il pensiero costante e martellante, la folle gelosia, anche solo nell'immaginarlo con un'altra, ti uccide, questo io lo so. Tenti di cancellare le sue tracce, per serbare le ultime tracce di raziocinio nel tuo cervello. Tutto inutile, poiché il cancellare, produce il nefasto effetto di rinvenire altre numerose tracce. Ogni volta sembra sempre più dura delle precedenti. Ma è sempre la stessa idea fissa, l'insana ossessiva passione che ti conduce guerriera nel regno del Nulla. Quando il cervello è inutilmente preda di emozioni a senso unico, passano gli anni, ed è come è come se fosse successo ieri. Vero? E quando il tempo non guarisce, ma uccide lentamente, forse è l'ora di comprendere che l'amore folle non è solo romantico, è anche folle punto. È terribile avere un mondo nel cuore e non riuscire ad esprimerlo con le parole e a trasformarlo in realt...

LA REALTÀ E L'ILLUSIONE (Psychology and fairy tales)

"O dell'idealizzazione di personaggi fantasmi, che non esistono se non nella nostra orgogliosa e saccente volontà di vincere. O terrore di perdere. E così si finisce, giorno dopo giorno, nella trappola della passione ossessiva. L'idea fissa che cristallizza il desiderio nell'illusione malata. Quasi era meglio, quando, assorbita dagli astratti concetti, discettavi con filosofia della vita. Ora, avvinghiata ad un grande, pesantissimo totem, rischi di affondare nei gorghi della tua follia. Io ti sarò vicino, sperando di esser degno bagnino dell'anima. Tu, mi obietterai, che sai nuotar benissimo, eppure, perché ti ostini a regalare qualità a chi non le merita? Quand'è che hai iniziato ad inventare così bene qualcuno che non esisteva, se non come controfigura di se stesso? Quand'è che hai perso la tua dignità, cercando di aggiustare la realtà incollando emozioni inesistenti? Io lo so, tu eri in buona fede quando ti prodigasti al salvataggio di quell'Essere-...

COERENZE E FATTI IN AMORE

COERENZE E FATTI IN AMORE. "...Però mi chiedo, accidenti a lui, perché non mi risponde? E perché non vede tutto quello che faccio per lui?". "In fondo, lui è coerente con il suo scarso interesse per te. Tu sei coerente con la tua idea fissa ossessiva per lui. Vedi? Siete coerenti senza incontrarvi. È già un risultato!!!"..."Allora io lo amo, lui mi ama anche se mi ha un attimo lasciato...dice che ha troppa paura di vivere per provare a essere felice con me". "Voi donne vi fate fregare dalla stupida ostinazione. Non capisci che non è amore il suo?". "Ma se me l'ha detto proprio ieri che mi ama!!". "Se ti amasse non si comporterebbe così!! Ma voi vi fate incantare dalle parole, senza osservare i fatti più elementari". "Ma lui ha detto che ha bisogno di tempo e che però mi ama e che...". "Mi ami? VAFFANCULO  me lo dimostri che mi ami! Le chiacchiere restano chiacchiere senza i fatti dell'Amore". (Era ...

VINCI SE NON GIOCHI!!!

"Luis ha problemi di gioco e pure il fratello e la madre. Ma quanti sono? Cosa fare per loro? È tremendo esser compulsivi ed ossessivi. Finisci ridotto ad un povero schiavo. C'è chi dice che non si guarisce, che al massimo passi da una schiavitù ad un'altra. Non è giusto, non è giusto" [...] "Si può guarire, ma serve una vera e propria riprogrammazione dell'Io, servono nuovi mantra, nuove consapevolezze. Iniziare ad uscire dalla via del Nulla, della Noia, soprattutto dal vicoletto-scorciatoia del Tutto e Subito. Nuove consapevolezze portano ad innalzarsi, a vedere la nostra vita scorrere in un determinato modo. La vita va vista allontanandosi da essa, da un'altra prospettiva!". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2015).