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Visualizzazione dei post con l'etichetta depressione

GIOIA E TRISTEZZA VANNO A BRACCETTO

"Passione per la vita e chiusa, riflessiva malinconia. Gioia e tristezza vanno a braccetto dentro me. E, paradossalmente, in alcune delicate fasi, è stata proprio la tristezza a donarmi la spinta per la nuova gioia alla vita. Non dimentico mai il ruolo della tristezza. Senza la tristezza, la gioia sarebbe vuota stupidità". (M. De Pretis, Note a margine dell'essere umano, 1970).

SCHEMI NUOVI

"Mi chiedi il senso di dar vita a schemi nuovi. Partiamo dal constatare che è tutto negativo dentro te! C'è terra bruciata. Qualcuno ha iniziato, tanti anni fa, ma poi ti passò il cerino e continuasti da te, fino al pertinace, masochistico, vittimistico autodafé. Contro il dato oggettivo, vò rammentarti che alle volte la prospettiva inganna. E l'assumere con gli occhi e la mente questa prospettiva nera, pesante e senza speranza, di certo non ti aiuta. Ti lamenti di quest'universo sempre e comunque pronto ad ordire trame contro te. Ma ti servono piuttosto nuove strade nel cervello, per uscir dalle rotonde, da queste inutili routines che ti hanno tolto il desiderio e l'energia, portandoti a succhiare disperatamente quell'altrui. Senza mai soddisfazione e sazietà. P.S.: ricordi il vecchio gioco? Con un semplice trattino trasforma i 'meno' in 'più. Ti aspetto, in sala disegno". (M. Thompson Nati, I paradossi dell'Io, 1995).

DONARE IL 100% DI NOI STESSI

DONARE IL 100% DI NOI STESSI. "Donare è ricevere quel che dai. Quando si perde il senso, quando si pensa di lasciar tutto,   è possibile tornare a dirigere l'orchestra della nostra vita? È possibile tornare ad operare sulla nostra piccola ed unica opera d'arte? Tu vivrai, se lo vorrai! Metto l'ipotetico, è vero, poiché io sono per l'eutanasia esistenziale, ed ognuno ha il diritto di lasciare andare la vita da sé. Penso però che ognuno dovrebbe avere il diritto di donare al mondo il 100% di se stesso". (M. Thompson Nati, Psicoanalisi, buddismo e, più che altro vita di tutti i giorni. 2015).  

HO 16 ANNI MI SA CHE HO ESAGERATO CON L'ERBA

"Ho 16 anni e mi sa che ho esagerato con l'erba. La fumo la mattina appena sveglio -non mi fa pensare alla giornata che inizia-, durante la mattina -lo so che sembra strano, ma è per tirarmi su-, dopo pranzo -mi aiuta a digerire-, il pomeriggio mi rilassa, e la sera mi sballa mischiarellandola con le birrozze. La notte invece la fumo quando non prendo sonno, cioè sempre. Mi piace sentirmi libero, dalla testa al corpo. Libero e leggero, senza alcuna importanza alle pesantezze della vita, anzi, come dico con la ragazza mia, senza akuna matata. Prima mi piaceva quando non ricordavo niente, ma ultimamamente ho iniziato ad avere la capoccia con la nebbia fitta dentro. Mi sento mezzo morto, ma leggero. Ma a sto punto sti cazzi che stai leggero da morto. Meglio stare un pochetto pesante ma da vivo, no!!? Parlo sempre meno, anzi che scrivo questa lettera, pure se è da un mese che la scrivo e non la finisco mai. L'altro giorno sono partito da Prima Porta per andare a scuola a Osti...

Leadership for a sheep!!!

"E' vero che è dura, per questo ce la possiamo fare! Ma tu ora non devi pensare alla Felicità, quella è una parola grossa. E pure la Serenità, oddio che parola grossa. Adesso è così, meglio lavorare sulle piccole cose del quotidiano, riprendere a spazzolare un vecchio gatto, cercare le scarpe da ginnastica rinchiuse nel ripostiglio, mettere acqua alla piantina, tornare a respirare l'odore della pioggia, del mare, della vita. Vita? Oddio che parola grossa. No, no, pensa a spazzolare il gatto. Adesso è così. E' vero che è dura, per questo ce la possiamo fare!". (M. Thompson Nati, Leadership for a sheep,1996).

Dormire per svegliarsi guariti

"Vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Succederà così anche a te. Un giorno ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Al tuo fianco, io aspetto che tu abbia completato il viaggio dentro di te, e guarito le vecchie ferite. So che quando tornerai dai tuoi incubi cammineremo mano nella mano". (Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”/Isabel Allende “Eva Luna racconta”).

Narcisi

NARCISI. "Un Verme presto saprà se quella porta scricchiolante si aprirà definitivamente o verrà chiusa per sempre. Però c'è un però. Però, però, però e però. Ecco come vanno le cose. Ta-dah! Il Però è servito. I vermi sono i maestri dei però, dietro un grande verme si cela sempre un immenso però. Sono proprio i sé e i ma i propulsori per le fughe". (Like a rolling worm, LGS, 2014).

SUPER ALLENATI

"Non esistono super bambini, né super uomini. Esistono bambini e uomini super allenati". (Danilo Capuzi)

Mi aspetta a casa un puccio (Diario di un lavoratore che ancora spera)

Sto attento a spendere, penso a mangiare, a pagare l’affitto. Mi aspetta a casa un puccio. Il denaro fa la felicità? Chiedetelo a chi ha fame. Si ha fortuna ogni tanto, talvolta si vince. I keep on eye on what I spent, gotta think about eating, gotta think about paying the rent. My pelouche is waiting for me at home. And I might get lucky now and then you win some. (Mark Knopfler, Get lucky).

PER QUANDO VADO NEL PALLONE

"PER QUANDO VADO NEL PALLONE. Ci sono giorni in cui mi sembra tutto storto e inutile e strano. E allora vado nel pallone. Ma quando vado nel pallone devo ricordarmi che non sono io il pallone, io sono un forte giocatore, e allora devo uscire dal pallone e riprendere a giocare". (Era lei, Thomas Bergen/Andrea Battantier, 2009).

LACRIME E SENSO DELLA VITA

"Le lacrime ed io conviviamo. Mi piace un sacco piangere. E' l'unico momento in cui mi sento ME stessa. E' liberatorio ma, c'è dell'altro: entro in contatto con le emozioni. Piango in macchina, a casa da sola, mi emoziono per una qualsiasi stronzata -ok lo dico- sono una piagnona dalla lacrima facile. Ma anche per quei momenti belli, come il sole all'alba sul terrazzo di casa. Piango quando penso: guarda quanto è semplice e bella la vita!! Sì, piango per la semplicità della vita. Quanto può essere facile stare bene, provare dentro il senso della vita. Ora piango di meno, perché sento che è più vicino quello che potrei raggiungere. Mi sono rimessa in cammino verso un nuovo castello, questa volta senza rovi e, la novità, è che non ho fretta. Dice Thompson Nati: "Chi si accontenta gode se sereno. Chi si accontenta muore se rassegnato. Chi si accontenta gode ancor di più se, nel mentre attende il meglio, vive in serenità". (La bella addormentata si...

LAVORO: DAL FALLIMENTO È POSSIBILE RINASCERE

Il lavoro che ho perso mi ha fatto capire che dovevo affrontare la vita in modo diverso. Ho lavorato 15 anni sempre nello stesso posto. Era la mia casa-mamma. È un fallimento ma è possibile rinascere. Partendo dalla sconfitta, ci ho messo quasi 2 anni per creare una storia nuova di me stesso, affrontando un male al cervello che si chiama depressione. Mi sono rimesso in gioco. Ho lavorato gratis, preso 3, 4 inculate, mi sono ri-formato e, quello che sembrava un normale terremoto, mi ha aperto la mente al mondo. Sono partito per Londra,  "co dù scarpe e na ciavatta", poi Amsterdam. Conosco un cliente che, nel tempo, si fida di me e mi propone Dubai. Ora, forse, Oman (che nemmanco sapevo esistesse), ripensando sempre alla mia amata Italia. La vita genera ancora in me batticuore. Imparate l'arte, mettetela da parte. Tutto può servire. Anche chi ha studiato non disdegni i lavori manuali. Studiate le lingue, girate il web ma, soprattutto, costruite amicizie e rapporti verament...

Lettere ad una figlia. Mario Thompson Nati.

"Quando negli occhi e nel cuore traspare amarezza e disincanto nei confronti della vita, ricordiamoci che la vita stessa non è ancora finita. Utile ad esempio è cambiare atteggiamento, per non arrendersi agli ostacoli posti lungo il nostro cammino. Non arrendiamoci. Cambiamo schemi, e strada, riprogrammiamoci, fottiamo chi ci ha catalogato dandoci per spacciati, foss'anche il fato, il destino infame, che tanto non esiste. Iniziamo a scriverlo noi un compito che si chiama destino. E non manchi mai un sorriso alla vita". (Lettere ad una figlia, Mario Thompson Nati).

INFELICITÀ (FELICITÀ)

INFELICITÀ (FELICITÀ). "In alcuni casi l'infelicità sopraggiunge quando il desiderio è lanciato al di là delle nostre possibilità. E un desiderio incompatibile con la nostra realtà -se non risolto o arginato- può generare conflitto da senso di fallimento. Serve una buona  conoscenza di sé, in grado di regolare l'ampiezza dei desideri. Ansia, depressione, dipendenze, sono alimentate da un senso malato del desiderio. Ma occorre precisare che l'infelicità non è inevitabile. E che l'auto commiserazione,  il piangersi addosso (e addosso agli altri) non è un sistema molto valido per prenderci cura di noi stessi. L'infelicità non è un nemico, ma solo una scelta". (Mario Thompson Nati, Ricerche sulla Felicità: Kaufman a cena, 2014).

Perché ci siamo lasciati?

Perché ce semi lassadi mica celo so io so solo  che dicevi che io che ero un somaro e te che studiarvi per prendere il diploma. Ma io pensavo che somaro era un nome carino un nome da namorati e infatti tavevo pure regalato il pelus del somaro e pure il portakiavi. Ma invece era proprio somaro PE di somaro. I maschi ciarriveno doppo quanno so namorati. (Memorie di un amore, Andrea Battantier, 2007). 

Che sfiga Cazzaniga in Golf GTI

Nel mondo ci sono ritratti di persone da esibire a piacimento. Il mio tu l'hai buttato ed ora siamo al "carissimo, ciao come stai? Scusa sono un po' impiccata ma ci conto un giorno o l'altro". Non avevo alcuna idea di quale fine io potessi fare, specie a 7 giorni dal nostro matrimonio. Ehh come vorrei attivare il mio raid omicida: te, quel Gigi Cazzaniga in golf GTI e mamma tua. Ma soffro con dignità. Addio. (Memorie di un amore, A. Battantier, 2014).

IL DEPRESSO

"Il depresso è un’anima instabile dalla luna prima storta e poi nera. Il depresso puo’ avere anche un amico,  un poveraccio incolpevole che si danna per farlo sorridere.  Ma il depresso no, non ride, e l’amico volenteroso finisce per morire sconfitto.  Si comincia da bimbi ad essere depressi.  Da grandi si diventa perfidi.  E intorno a lui muoiono persone che tentano di salvarlo e finalmente, dopo aver distrutto un intero mondo di eroi, il depresso rimane felice: è finalmente libero. Il depresso ti annienta, ti uccide, poi, finalmente, ride. (A. Battantier, 1994, dietro ad un amico).

Angelina Ballerina

Dovrei guardare più spesso i cartoni animati con mia figlia. Ogni volta che mi sento persa, e che vorrei lasciare tutto andare, ogni volta che me ne sto su di una sedia a contemplare un passato che non ho mai visto. Basta maledire il buio, sarebbe ora che accendessi una candela. Ogni volta che guardo Angelina Ballerina con mia figlia, penso che potrei ricominciare, e che non sono l'unica nel mondo. Ogni volta che guardo Angelina Ballerina, so che dovrei ricominciare, ce la posso fare, e mia figlia mi guarda con un sorriso mentre si prova il tutù. Ogni volta che guardo Angelina Ballerina sento una forza nuova, e credo un poco in me, è il momento di ricominciare a guardare il sole. Ogni volta che guardo Angelina Ballerina, scorgo tante vie d'amore, e i fiori, e le amiche, e le idee di libertà, sono me stessa, ancora io, con mia figlia ed Angelina Ballerina, incantevole topina. Sarà pur qualcosa. Angelina Ballerina Angelina Ballerina, incantevole topina. Per realizzare un grande s...

Le ricorrenze che danno tristezza

Cara ragazza triste, la non voglia di alzarti, vestirti, lavarti, ed altri "trasandati atteggiamenti dell'anima" (M.Thompson Nati, "Lasciarsi andare per rinascere"), ha un'origine specifica: la depressione necessaria per elaborare il tuo vero e proprio lutto amoroso. E se tutto ti sembra provvisorio, e se ti senti perduta e sul punto di crollare, ti serve (oh come è difficile agli inizi) vivere godendo di ogni giorno che viene senza pensare a ciò che viene domani. E quando arriva "quel maledetto giorno", è normale che tu pianga, tu sei un animo nobile e sincero e sensibile alle cose belle e brutte della vita. Tu riesci ancora ad esprimere emozioni, e chi esprime emozioni necessita di tempo per rinascere di nuovo amore, per tornare a vivere serbando in sé la vita. Molte persone provano tremende difficoltà nel descrivere un’emozione, e preferiscono andare avanti con uno speciale pilota automatico che lenisce la coscienza. Tu con il tuo dolore sei ...

L'attaccamento è deleterio/Maternal attachment and necessary child death (A. Battantier)

"L'attaccamento è deleterio perché rende gradualmente: teneri, innocenti, innocui, idioti" (Mario Thompson Nati & Andrea Battantier, L'attaccamento e il conflitto d'ansia, 1999, ed. battar) Lo scrivevamo anni fa, e ancora oggi, in terapia, occupano gran spazio tematiche connesse all'elaborazione del lutto da distacco amoroso. Uomini e donne paralizzati/e impreparati/e -a 40 anni- a strappare il cordone ombelicale. Escono dalla famiglia e non sentono l'aria di libertà, bensì l'aria di prigionia, rimanendo sospesi tra il passato ed il futuro. Lasciato in balìa/bàlia delle/alle ansie di se stesso, ogni uomo è un nulla perché non definito ed individuato. Ma se ci si mette insieme con rinnovata umiltà e consapevolezza, a poco a poco si ritorna a vivere e si ritrova la felicità, voltandosi a procurarla agli altri. Il distacco è necessario per la realizzazione del proprio corso. L'uomo si costruisce abbattendo il passato e ricostruendolo ogni gio...