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DEI E FALSI PROFETI (Memorie di un adolescente)

Il mondo che ci circonda è un mosaico di innumerevoli credenze, un panorama sterminato di fedi e di divinità. Si contano a migliaia, forse di più. Ognuno possiede la sua verità, il suo dio, il suo testo sacro. E in questo possesso, c'è la radice del conflitto. Ognuno è convinto che la propria credenza sia superiore, l'unica via, l'unica luce, mentre tutte le altre sono tenebre o, peggio, eresie. Questa è la follia dell'uomo. Migliaia di voci che gridano in cori diversi, ognuna proclamando di possedere la melodia assoluta.  Immaginiamo un mondo in cui queste fedi, così profonde e personali, rimangano un fatto privato. Come l'amore per un colore, come il piacere per un certo sapore. Qualcosa che vive nel cuore dell'individuo, che lo ispira, che lo conforta, ma che non si riversa nelle piazze per dettare legge, per imporre costumi, per limitare la mente altrui. Che spazio, che libertà respirerebbe la società! Le decisioni collettive sarebbero prese non in nome di ...
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LA CANDELA DI MIO NONNO

Verso la fine di ottobre nonno arrivò dall'Albania. Mia madre aveva preparato la stanza vicino alla cucina, quella con il letto di ferro e la finestra che dava sul cortile dei vicini, ma lui non la usò mai. Dormiva sul divano, in salotto, come se volesse stare al centro della casa, come se avesse paura di perdersi qualcosa. I primi giorni erano stati difficili. Si alzava alle cinque, quando ancora non era giorno, e camminava avanti e indietro con le pantofole consumate. A mio padre sembrava un animale in gabbia, e in effetti era così. Andava alla finestra, guardava fuori, tornava indietro. Toccava un mobile, lo ritoccava; lo stesso faceva con le sedie: le spostava nervosamente da una parte all'altra del tavolo. Si sedeva, si rialzava. Non c'era verso di farlo stare fermo. Poi verso la fine di novembre, accadde qualcosa. Era saltata la luce per un paio d'ore e mia madre aveva messo delle candele sui mobili. Quando la corrente tornò, lei le spense tutte, ma il nonno ne...

L'INCONSCIO

"L'inconscio è quella cosa che capisci tutto quando sale su." (M. Thompson Nati, 1970) #mthompsonnati #memoriediunamore #MIPLab #stephenstadif

IL SUONO DELL’APPLAUSO DI UNA SOLA MANO

Cercavo il suono dell’applauso di una sola mano. Lo cercavo da quel pomeriggio, da quando avevo chiuso la porta della stanza e mi ero seduta, con una certa goffaggine, su un cuscino. La consegna del maestro era stata semplice: ascolta. Ma per me, che ho un braccio solo, ascoltare è sempre stata una cosa semplice. I guai cominciano quando si tratta di fare. Tipo allacciarsi le scarpe. O aprire un barattolo. O, per l’appunto, applaudire. Il maestro, con la sua tunica color zafferano e quell’aria perennemente seccata, doveva aver visto qualcosa di patetico nel mio tentativo di battere le mani l’anno prima, a una sua conferenza. Avevo fatto un rumorino sordo, come un colpo di tosse soffocato. “Tu,” mi aveva detto poi, “devi trovare il suono di una mano sola. È il tuo koan.” All’inizio, il silenzio non era silenzio. Era un pandemonio. Il brontolio del mio stomaco. Il ticchettio dell’orologio di mio padre sul comodino. Il rombo di una moto, probabilmente la stessa che passava ogni pomeriggio...

LA VITA NON È RAGIONEVOLE (come la fisica quantistica: appena cerchi di darle un senso, ti sfugge)

La fisica quantistica. Si parla di cose che se non le guardi sono in un posto e in un altro, come quando cerchi le chiavi di casa. Finché non le cerchi stanno lì, nel cassetto e in cucina, o in mezzo ai cuscini del divano. Poi appena le cerchi, puff, sono solo in un posto. E di solito è quello sbagliato. Per alcuni fisici la coscienza è una proprietà fondamentale, come la carica elettrica. Irriducibile, appunto.  Faggin, ad esempio, afferma che il libero arbitrio è un postulato. Cioè, una di quelle cose che devi dare per scontate. Non c'è motivo, è così. Io a volte non riesco a decidere se prendere il gelato alla crema o al cioccolato. E lui dice che è una proprietà fondamentale dell'universo. Sarà. Ma allora l'universo è indeciso quanto me. La cosa che mi piace di più è quando parla dell'amore. Dice che tutto è fatto d'amore. Questa mi riconcilia con la fisica. Perché se un protone e un elettrone si attraggono, non sarà mica solo una questione di carica? Forse è...

LASCIARE ANDARE (riflessioni sull’io)

Come se fosse semplice dirsi adesso mi alzo e lascio andare. Mio figlio di 6 anni mi ha detto che se lascia andare qualcosa, tipo un piatto, quello si rompe. Forse possiamo lasciare il nostro io, e poi dove va? C'è chi dice che dobbiamo liberarcene. Ma io all’io ci sono affezionato. Ci ho fatto l’abitudine. La mattina, quando mi sveglio, l’io è lì che mi dice: quanto sei brutto! Che gli devo dire? Ha ragione, ma è il mio. Il problema è che noi stiamo sempre a pensare a cosa siamo, a cosa vogliamo. Si può stare al mondo senza un perché? Shhh, è un segreto. Come i gatti. I gatti mica stanno lì a chiedersi: 'Ma io chi sono? Un persiano o un soriano?'. Loro fanno le fusa (o i dispetti) e basta. Ecco, io vorrei essere così. Senza scopo, senza direzione. Lasciare andare l’io, va bene, ma se poi ho freddo, chi me l’accende la stufa? L’universo è distratto, non ci pensa. Allora, con calma. Cominciamo a lasciare andare le scarpe quando siamo a letto. Poi si vede. A Torino ho ...

IL CORPO, LA MENTE E LA RICERCA DELLA VERITÀ

Il corpo  registra, trattiene e infine esprime ciò che la psiche, per difesa o adattamento, ha relegato nell’ombra. La tensione cronica nei muscoli, il respiro contratto, la postura difensiva non sono semplici inconvenienti fisici, ma la cristallizzazione somatica di emozioni inespresse: vergogna, desiderio represso, paura antica. Quando questa tensione accumulata supera una soglia di sopportazione, il corpo "rompe la diga". Questo movimento non è un cedimento, ma un atto di salute: è il ritorno dell’energia vitale bloccata, il primo passo verso l’integrazione. Tuttavia, il risveglio del corpo segna solo l’inizio di un processo più profondo. Esiste un pericolo fondamentale: che il corpo proceda verso una verità -quella del desiderio, dell’intensità, della vita piena- mentre la mente razionale e sociale continui a percorrere il sentiero tracciato delle convenzioni, degli impegni e delle identità consolidate. Questa scissione tra l’esperienza vissuta dal corpo e la realtà...