Che strano 'sto cervello, un vecchio teatro un po' bizzarro, attori che parlano tutti insieme, orsetti in bicicletta e vecchi ricordi nascosti e apparentemente dimenticati, escono fuori all'improvviso da una scatola a molla. Nessuno sa cosa stia succedendo lassù. Si può provare a decodificare la mente? Possiamo accendere le luci in quel teatro e indagare i trucchi del mestiere? Come funziona la testa mentre sogni? Perché a volte si ricordano cose mai successe? Cosa combina il cervello quando ti innamori? Perché andiamo in ansia per un compito in classe? La mente, secondo me, è come la camera di un ragazzo che dice “ho pulito” e poi nasconde tutto nell’armadio. Dentro ci sono cose importantissime e scontrini vecchi di pizza bianca. Che casino la testa! Uno suona il piano, uno litiga, uno dorme, e all’improvviso tutti parlano di te. E tu fai finta di niente. Perché? Boh. Forse fa paura avere questo casino nel cervello permanente. La cosa strana è che decidiamo di non pensare ...
LO SCHIAFFO (forse il perdono comincia quando smettiamo di chiedere alla morte di pagare il conto della morte)
Aveva gli occhi bendati e il cappio al collo. La folla aveva il suo posto, la legge il suo orologio. Mancavano pochi istanti. In Iran, nel 2014, la morte aveva una procedura: si poteva assistere, si poteva perfino spingere lo sgabello. La chiamavano giustizia: un figlio tolto, un altro figlio da togliere. Il conto non torna mai, ma si continua a sommare. Samereh, per sette anni, aveva voluto la morte di Balal. A volte, chi perdona troppo presto teme di aver amato poco. Poi, pochi giorni prima, suo figlio Abdollah le apparve in sogno. Il ragazzo le chiedeva di non vendicarsi. Si trovava nel cortile esterno di un tribunale; i morti giocavano a calcio. Balal implorava. Aveva diciannove anni quando uccise. Samereh salì sul rialzo. Lo schiaffo fu breve, quasi domestico, ma scaricò sette anni. Poi la madre disse: «Perdono». Suo marito tolse la corda. La madre di Balal arrivò; le due donne piansero insieme. Le fotografie fecero il giro del mondo. Ma il perdono non è un’amnesia. Balal restò in...