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IL CORPO, LA MENTE E LA RICERCA DELLA VERITÀ

Il corpo  registra, trattiene e infine esprime ciò che la psiche, per difesa o adattamento, ha relegato nell’ombra. La tensione cronica nei muscoli, il respiro contratto, la postura difensiva non sono semplici inconvenienti fisici, ma la cristallizzazione somatica di emozioni inespresse: vergogna, desiderio represso, paura antica. Quando questa tensione accumulata supera una soglia di sopportazione, il corpo "rompe la diga". Questo movimento non è un cedimento, ma un atto di salute: è il ritorno dell’energia vitale bloccata, il primo passo verso l’integrazione. Tuttavia, il risveglio del corpo segna solo l’inizio di un processo più profondo. Esiste un pericolo fondamentale: che il corpo proceda verso una verità -quella del desiderio, dell’intensità, della vita piena- mentre la mente razionale e sociale continui a percorrere il sentiero tracciato delle convenzioni, degli impegni e delle identità consolidate. Questa scissione tra l’esperienza vissuta dal corpo e la realtà...
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SOLE INGANNATORE

Pioggia sui vetri, il tempo è scivolato via senza fare rumore. Cara Flavia, non credevo che potesse avvolgersi così in poco tempo. Non ce ne siamo quasi accorti, presi come eravamo a crescere. Per fare cosa? Per seguire una via che oggi non sappiamo nemmeno se sia quella che volevamo. Abbiamo imboccato una strada per abitudine, o facile entusiasmo, forse per stanchezza. Magari il desiderio vero era altrove, in un vicolo che abbiamo ignorato. Chissà, il desiderio forse era un'altra via, ma il tempo non aspetta. Restano i ricordi: quelli belli, il sapore dolciastro della malinconia, l'odore della polvere nelle stanze chiuse. Se siamo bravi a custodirli, nei momenti più bui ci danno un poco di tepore quando fuori il freddo si fa sentire. Il sogno è un sole ingannatore, ma te ne accorgi dopo. Il sogno è un sole ingannatore, Flavia. È un riflesso che inganna l'occhio. Ma è un trucco che si capisce solo alla fine, quando la luce inizia a calare. (A. Battantier, Memorie di un...

CHI PARTE SA DA COSA FUGGE MA NON SA CHE COSA CERCA (Prenderla come viene o cercare disperatamente una rotta? Forse, quello che cerchiamo è la conferma di non essere soli in questa ricerca)

Lo ammetto, ho sorriso anche io, come Marta, quando Gaetano ha risposto con quella frase. Anche a me capita di cercare le parole degli altri quando le mie non bastano.  "Chi parte sa da cosa fugge ma non sa che cosa cerca." Che sia detta da Lello o da Montaigne, in questa ricerca del "senso", credo che siamo tutti un po' dei fuggiaschi.  Si fugge dalla noia, dalla paura di non essere niente, dall'ansia che tutto scorra senza che tu riesca a prenderne un pezzetto in mano.  Si fugge dall'idea di un destino già scritto, come un copione che non hai scelto. E poi arrivava mia madre, con la sua saggezza che ti spiazzava sempre al momento giusto: "La vita va presa come viene".  E io, naturalmente, rispondevo: "Allora io sono scemo. La piglio come viene ma, guarda caso, mi viene sempre una schifezza!". Da una parte, l'accettazione, il prendere la vita come viene, il non farsi troppi problemi perché, in fondo, il mare è grosso e noi siamo ...

LO SCHEMA PONZI DEI RIMORSI E DEI RIMPIANTI (La banca dei sensi di colpa. Perché questa piramide l'abbiamo costruita noi e facciamo una cosa assurda: usiamo il tempo presente, che è l'unica cosa vera che abbiamo, per fare la fila alla cassa e pagare bollette scadute da vent'anni)

Lo schema Ponzi è una truffa finanziaria. Uno ti promette guadagni favolosi. Tu ci metti i soldi tuoi. E i primi guadagni, chi te li dà? I soldi degli altri che arrivano dopo. E così via. Una piramide. Finché non ci sono più nuovi soldi, e tutto cade. La nostra testa, il nostro cuore, funzionano talvolta così, coi sensi di colpa. All'inizio, quando sei giovane, investi. Investi in un'idea della vita. "Devo fare così, devo essere così, devo piacere, devo riuscire, devo accontentare." Questo è il capitale iniziale. I primi soldi che metti. Poi arriva il primo rimpianto. "Potevo dire di sì a quella persona, e invece ho detto no." "Potevo studiare quella cosa, e ho studiato questa." Il primo senso di colpa vero. "Ho fatto soffrire mia madre per quella frase." Ecco. E come fai a pagare questo debito, questo dolore? Con che moneta? Ci provi, investi di più. "Da domani mi comporto bene. Da domani faccio tutto giusto." Speri che i ...

UN PERCHÉ PER VIVERE

“Chi ha un perché per vivere può sopportare quasi ogni come.” (F. Nietzsche)

GLI ELETTRONI SONO COME UNA CANZONE

A volte penso che la paura più grande non sia quella di morire. È quella di non aver capito niente, mentre sei qua. Di aver guardato tutto, ma senza vedere. Cent’anni fa Erwin Schrödinger, in una baita, con una donna misteriosa (chissà com’era), scrive un’equazione. Schrödinger ci ha fatto capire che le cose più piccole dell’universo, gli elettroni, non stanno mai davvero in un posto preciso. Sono come una canzone. Una vibrazione. Una possibilità spalmata dappertutto, come un’emozione che senti arrivare ma non sai da dove. È solo quando tu decidi di guardare, di “misurare”, che questa canzone, -puf- diventa una nota precisa. Un puntino. Prima di lui, pensavano che l’elettrone fosse una pallina che girava, tipo pianetino. Zum zum zum, precisa. Bohr aveva messo dei “gradini” fissi all’energia, come una scala. Ma erano regole messe lì un po’ a caso, per far tornare i conti. Schrödinger, invece, ha trovato la musica che fa suonare quella scala. Ha scoperto che i numeri interi, i “gra...

L’INSONNIA (o, come dico io, la nottata dei pensieri)

L’insonnia. Milioni di persone ne soffre. Ognuno ha la sua tecnica. C’è chi legge finché non gli cade il libro in faccia. Chi si infila gli auricolari e se ne sta ad ascoltare voci che sussurrano, tipo Chiara ASMR, che sembra ti faccia la ninna nanna con voce suadente e flautata. Poi c’è il sonnifero. Melatonina? Bisognerebbe studiare meglio come funziona. C'è chi la prendeva all’estero, da 10 mg. In Italia? Massimo 1 mg. C’è chi dopo un po’ si arrabbia pure con la meditazione guidata, si alza, va in cucina, fissa il frigo, ci litiga e la notte se ne va così. Poi c’è il rituale degli integratori: ashwagandha, magnesio. Pensi: ora dormo come un ghiro. Invece niente. Poi c’è chi la mattina alle 4 dice: Basta, mi alzo. E il pomeriggio cerca di recuperare. Chi resta sveglio due notti e alla terza crolla. Che chi si beve, nell'attesa di Morfeo, una boccia di vino. La verità è che tutte queste cose sono come mettere la polvere sotto il tappeto. Tu non dormi perché c’è qualco...