La Francia si scioglie e con essa l’EDF, l’orgoglio nucleare, costretta a spegnere i reattori perché l’acqua del Rodano è ormai brodo primordiale. È la rivincita della termodinamica contro l’hubris ingegneristica. Il capitalismo non aveva previsto che i fiumi potessero scioperare. Intanto i treni si deformano sui binari. Gare de l’Est evacuata: passeggeri collassati senza aria condizionata. La Festa della Musica è annullata. Niente vino all’aperto: la République proibisce alcolici perché i pronto soccorso sono già strapieni. Il Baccalauréat si celebra in aule a quaranta gradi: così i ragazzi imparano l’unica lezione che conta: il pianeta vi friggerà il cervello, prendete appunti. In Italia, penisola del cemento dove ogni metro quadro di suolo è un potenziale capannone abusivo, abbiamo pensato miseramente di segare via gli alberi (a Roma la giunta sta facendo schifo, tagliano alberi sani in maniera vergognosa) come se fossero nemici personali, per far posto a mangimifici e centri c...
Lo Yellow Day, il giorno ufficialmente brevettato come il più felice dell’anno. Si celebra il 20 giugno, è contrapposto al Blue Monday, coincide con l'aumento delle ore di luce, il clima favorevole e l'avvicinarsi delle vacanze estive. Dite la verità: Ne sentivate il bisogno? Deve sembrare tutto spontaneo, leggero, felice, anche se per raggiungere quell’effetto ci sono voluti quarantasette scatti e un esaurimento nervoso….lo scatto finale della vena. Una paziente mi ha detto: “per fare una foto che sembravo felice ci ho messo quasi un’ora, sono incazzata nera! Se qualcuno oggi mi dice A…lo sbrano”. Forse sarebbe stato meglio non fare la foto. Una story, un sorriso al momento giusto. Come se la felicità avesse bisogno di un notaio che timbri “approvato” altrimenti non vale. C’è chi cerca la felicità perfetta: sempre luminosa, sempre in tiro, pronta per essere mostrata. Ma la felicità non è una gara del sorriso alle Olimpiadi del buonumore. La confusione è proprio questa...