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LA VITA NON È RAGIONEVOLE (come la fisica quantistica: appena cerchi di darle un senso, ti sfugge)

La fisica quantistica. Si parla di cose che se non le guardi sono in un posto e in un altro, come quando cerchi le chiavi di casa. Finché non le cerchi stanno lì, nel cassetto e in cucina, o in mezzo ai cuscini del divano. Poi appena le cerchi, puff, sono solo in un posto. E di solito è quello sbagliato. Per alcuni fisici la coscienza è una proprietà fondamentale, come la carica elettrica. Irriducibile, appunto.  Faggin, ad esempio, afferma che il libero arbitrio è un postulato. Cioè, una di quelle cose che devi dare per scontate. Non c'è motivo, è così. Io a volte non riesco a decidere se prendere il gelato alla crema o al cioccolato. E lui dice che è una proprietà fondamentale dell'universo. Sarà. Ma allora l'universo è indeciso quanto me. La cosa che mi piace di più è quando parla dell'amore. Dice che tutto è fatto d'amore. Questa mi riconcilia con la fisica. Perché se un protone e un elettrone si attraggono, non sarà mica solo una questione di carica? Forse è...
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LASCIARE ANDARE (riflessioni sull’io)

Come se fosse semplice dirsi adesso mi alzo e lascio andare. Mio figlio di 6 anni mi ha detto che se lascia andare qualcosa, tipo un piatto, quello si rompe. Forse possiamo lasciare il nostro io, e poi dove va? C'è chi dice che dobbiamo liberarcene. Ma io all’io ci sono affezionato. Ci ho fatto l’abitudine. La mattina, quando mi sveglio, l’io è lì che mi dice: quanto sei brutto! Che gli devo dire? Ha ragione, ma è il mio. Il problema è che noi stiamo sempre a pensare a cosa siamo, a cosa vogliamo. Si può stare al mondo senza un perché? Shhh, è un segreto. Come i gatti. I gatti mica stanno lì a chiedersi: 'Ma io chi sono? Un persiano o un soriano?'. Loro fanno le fusa (o i dispetti) e basta. Ecco, io vorrei essere così. Senza scopo, senza direzione. Lasciare andare l’io, va bene, ma se poi ho freddo, chi me l’accende la stufa? L’universo è distratto, non ci pensa. Allora, con calma. Cominciamo a lasciare andare le scarpe quando siamo a letto. Poi si vede. A Torino ho ...

IL CORPO, LA MENTE E LA RICERCA DELLA VERITÀ

Il corpo  registra, trattiene e infine esprime ciò che la psiche, per difesa o adattamento, ha relegato nell’ombra. La tensione cronica nei muscoli, il respiro contratto, la postura difensiva non sono semplici inconvenienti fisici, ma la cristallizzazione somatica di emozioni inespresse: vergogna, desiderio represso, paura antica. Quando questa tensione accumulata supera una soglia di sopportazione, il corpo "rompe la diga". Questo movimento non è un cedimento, ma un atto di salute: è il ritorno dell’energia vitale bloccata, il primo passo verso l’integrazione. Tuttavia, il risveglio del corpo segna solo l’inizio di un processo più profondo. Esiste un pericolo fondamentale: che il corpo proceda verso una verità -quella del desiderio, dell’intensità, della vita piena- mentre la mente razionale e sociale continui a percorrere il sentiero tracciato delle convenzioni, degli impegni e delle identità consolidate. Questa scissione tra l’esperienza vissuta dal corpo e la realtà...

SOLE INGANNATORE

Pioggia sui vetri, il tempo è scivolato via senza fare rumore. Cara Flavia, non credevo che potesse avvolgersi così in poco tempo. Non ce ne siamo quasi accorti, presi come eravamo a crescere. Per fare cosa? Per seguire una via che oggi non sappiamo nemmeno se sia quella che volevamo. Abbiamo imboccato una strada per abitudine, o facile entusiasmo, forse per stanchezza. Magari il desiderio vero era altrove, in un vicolo che abbiamo ignorato. Chissà, il desiderio forse era un'altra via, ma il tempo non aspetta. Restano i ricordi: quelli belli, il sapore dolciastro della malinconia, l'odore della polvere nelle stanze chiuse. Se siamo bravi a custodirli, nei momenti più bui ci danno un poco di tepore quando fuori il freddo si fa sentire. Il sogno è un sole ingannatore, ma te ne accorgi dopo. Il sogno è un sole ingannatore, Flavia. È un riflesso che inganna l'occhio. Ma è un trucco che si capisce solo alla fine, quando la luce inizia a calare. (A. Battantier, Memorie di un...

CHI PARTE SA DA COSA FUGGE MA NON SA CHE COSA CERCA (Prenderla come viene o cercare disperatamente una rotta? Forse, quello che cerchiamo è la conferma di non essere soli in questa ricerca)

Lo ammetto, ho sorriso anche io, come Marta, quando Gaetano ha risposto con quella frase. Anche a me capita di cercare le parole degli altri quando le mie non bastano.  "Chi parte sa da cosa fugge ma non sa che cosa cerca." Che sia detta da Lello o da Montaigne, in questa ricerca del "senso", credo che siamo tutti un po' dei fuggiaschi.  Si fugge dalla noia, dalla paura di non essere niente, dall'ansia che tutto scorra senza che tu riesca a prenderne un pezzetto in mano.  Si fugge dall'idea di un destino già scritto, come un copione che non hai scelto. E poi arrivava mia madre, con la sua saggezza che ti spiazzava sempre al momento giusto: "La vita va presa come viene".  E io, naturalmente, rispondevo: "Allora io sono scemo. La piglio come viene ma, guarda caso, mi viene sempre una schifezza!". Da una parte, l'accettazione, il prendere la vita come viene, il non farsi troppi problemi perché, in fondo, il mare è grosso e noi siamo ...

LO SCHEMA PONZI DEI RIMORSI E DEI RIMPIANTI (La banca dei sensi di colpa. Perché questa piramide l'abbiamo costruita noi e facciamo una cosa assurda: usiamo il tempo presente, che è l'unica cosa vera che abbiamo, per fare la fila alla cassa e pagare bollette scadute da vent'anni)

Lo schema Ponzi è una truffa finanziaria. Uno ti promette guadagni favolosi. Tu ci metti i soldi tuoi. E i primi guadagni, chi te li dà? I soldi degli altri che arrivano dopo. E così via. Una piramide. Finché non ci sono più nuovi soldi, e tutto cade. La nostra testa, il nostro cuore, funzionano talvolta così, coi sensi di colpa. All'inizio, quando sei giovane, investi. Investi in un'idea della vita. "Devo fare così, devo essere così, devo piacere, devo riuscire, devo accontentare." Questo è il capitale iniziale. I primi soldi che metti. Poi arriva il primo rimpianto. "Potevo dire di sì a quella persona, e invece ho detto no." "Potevo studiare quella cosa, e ho studiato questa." Il primo senso di colpa vero. "Ho fatto soffrire mia madre per quella frase." Ecco. E come fai a pagare questo debito, questo dolore? Con che moneta? Ci provi, investi di più. "Da domani mi comporto bene. Da domani faccio tutto giusto." Speri che i ...

UN PERCHÉ PER VIVERE

“Chi ha un perché per vivere può sopportare quasi ogni come.” (F. Nietzsche)