“Non si cresce mai abbastanza. Ho dedicato la mia vita al perfezionamento, che non vuol dire che poi diventi uno perfetto. Ma almeno a tagliarne i difetti che poi, se li riconosci e dici ‘io sono fatto così’ alla fine mi viene da dire ‘Sei uno stronzo’. Cosa vuol dire ‘io sono fatto così’? Nulla. Devi sempre cercare di migliorare te stesso. Devi cominciare a studiare il perché sei così. Ho dedicato tutta la mia vita a questo; più che alla musica devo dire.” (Franco Battiato) “Io sono fatto così” è la versione educata di “vaffanculo, sono cazzi miei, fatti i cazzi tuoi”. E’ il mantra di chi ha trasformato un difetto in un diritto. Hai il dovere di tagliarti i difetti, non di esibirli come trofeo. Il perfezionamento non è diventare perfetti -il perfezionismo è un incubo per nevrotici- ma smettere di credere che la tua pigrizia sia un dato geologico. La personalità non è un monolite, è un bucio de culo, impegno, sudore, fatica: allenamento. “Sono fatto così” è...
NON SEMPRE LA SORPRESA È RIUSCITA (la manipolazione è un’arte che richiede solo vittime disposte a scusarsi. Ho imparato che certi gesti belli sono come semi lanciati su un vetro)
Una torta con le candeline portata al buio, gli occhi che si spalancano, la risata di un bambino. C’è chi guarda la scena e invece di unirsi al coro si sente escluso dalla gioia, come se la torta fosse un rimprovero. Allora accusa: la crema è troppo dolce, le candeline colano la cera, e tu hai esagerato a farne troppa. Il giorno dopo ti spiegherà che eri tu a voler metterlo in imbarazzo. La manipolazione è un’arte che non richiede tele, solo vittime disposte a scusarsi. Ho imparato che certi gesti belli sono come semi lanciati su un vetro: non attecchiscono. Non si tratta di ingratitudine, ma di un’allergia alla bellezza altrui. Perché un atto gentile, se non lo si sa ricevere, diventa uno specchio dove il sabotatore vede solo la propria polvere. Così, per non specchiarsi, rompe lo specchio. La famiglia felice che ride intorno al tavolo è un giardino: chi continua a calpestare le aiuole, alla fine, va accompagnato con delicatezza al cancello. Nessuna scena, solo il silenzio di un ...