L’importante è consumare calorie nella giornata. Un chilo di grasso è circa 7.700 calorie: surplus per accumularlo, deficit per perderlo. Poi c’è chi promette miracoli, ma di solito ingrassa il suo conto. Il metabolismo varia di poche centinaia di calorie, non di migliaia, a parità di condizioni. A fare la differenza è il NEAT: l’energia spesa in gesti quotidiani (camminare, scale, stare in piedi). Levine dimostrò che può valere fino a 2.000 calorie in più al giorno. È il termostato nascosto. Preferiamo l’ora di corsa da esibire, ma salire scale o lavare i pavimenti incide più di quanto crediamo. Il corpo guarda il bilancio, e non le intenzioni. Costruiamo alibi: «Mangio poco ma ingrasso». Spesso è scarsa consapevolezza: ci muoviamo poco, sottostimiamo l’introito e sovrastimiamo l’attività. Il NEAT si assottiglia. Mangiar bene non è solo calcolo: il cibo è piacere. Privarsene scatena abbuffate. Equilibrio: concedersi uno strappo e compensare con più movimento, perché il bilancio si val...
LASCIAR VIVERE IL CACTUS E L’AMORE (Quando la premura soffoca e il controllo non è romanticismo: appunti per smettere di indagare e iniziare a fidarsi)
Alle volte l’ansia si traveste da crocerossina: ti controllavo il telefono come un detective della Omicidi, interpretavo ogni “ok” come una dichiarazione di guerra o qualche tuo sotterfugio, ogni abbraccio come un possibile addio. Credevo fosse amore, mi aveva preso la mano fino ad autonominarmi amministratore del nostro protettorato emotivo. Ero convinta che la premura fosse l’anticamera dell’amore. Più ti tenevo stretto, più scappavi; più scappavi, più stringevo e, insomma, il resto l'avete capito. La gelosia è la versione romantica del diritto di proprietà. Io ti facevo visitare la mia insicurezza ammobiliata e pretendevo che firmassi un contratto a vita. La mia premura era così soffocante che anche le piante grasse mi schiattavano. Ho iniziato proprio dalle piante grasse, ho iniziato a dare meno acqua e a farle respirare, smettendo di rinfacciare. Prima o poi bisogna capirlo che non sei il centro del mondo, e si può sempre imparare a offrire un bicchiere d’ac...