Una ragazza di ventitré anni ha detto ai genitori, arrivati apposta da lontano, che si sarebbe laureata. Peccato che non fosse iscritta all’università da due anni. Poche ore dopo l’annuncio, il corpo è stato trovato nell’abisso di una tromba delle scale. Non è la storia di una bugia. È la storia di una sopravvivenza, portata avanti fino all’ultimo respiro utile del Falso Io. Quella ragazza aveva costruito un personaggio così convincente, "solare e determinato" -come la descrivevano gli amici, i parenti- da incantare tutti. Era la figlia perfetta, la studentessa modello, quella che "la vita è tosta ma tu lo sei di più". Questo era il suo Falso Io: una fortezza di cartapesta eretta per compiacere lo sguardo altrui, per difendere la famiglia dalla delusione e, soprattutto, per difendere se stessa dal giudizio. Ma dietro la maschera, cosa c'era? C'era il Vero Io, svuotato, impoverito, non iscritto a nessun esame da tempo. Un’identità segreta e fallimentare che ...
L’ULTIMO GESTO DI PROPRIETÀ (La cultura che trasforma l’omicida in una vittima della propria incapacità di gestire l’abbandono)
La butta giù, poi si butta lui. Mai il contrario. Patrizia, 54 anni. Luigi, 61. Un volo dal quinto piano. Due figli, venticinque anni di matrimonio, una separazione in corso. Subito scatta la ricerca dell’attenuante emotiva: “Era depresso?”, “Non ce la faceva a stare senza di lei?”. È il riflesso condizionato di una cultura che trasforma l’omicida in una vittima della propria incapacità di gestire l’abbandono. Si può tentare di riconoscere la matrice culturale dietro l’orrore individuale. Qui non si muore d’amore. Si muore perché nella testa di certi uomini -a venti come a settant’anni- resiste l’idea tossica che il corpo e la vita di una donna siano un'estensione del proprio patrimonio. In questo copione di potere lui percepisce la decisione di lei di esistere altrove come un’insubordinazione ontologica. La violenza privata è un pilastro del sistema pubblico. Fa paura perché questo signore non era un mostro conclamato con denunce alle spalle; era il vicino della ferramenta....