Era infine giunto quel momento del rapporto in cui la tappezzeria inizia a scollarsi. Come quando, in una stanza a lungo illuminata da una lampada calda, qualcuno apre d’un tratto le persiane. La luce del giorno, quella vera, è bianca, impietosa. Mostra la polvere sul comò. Mostra che il divano, visto nell’oscurità complice, è in realtà di un color senape ormai sbiadito. Ecco il principio di realtà. Noi abbiamo un talento speciale per l’illuminazione d’atmosfera. Ci innamoriamo di un’idea, di un riflesso, di un progetto di persona. Il sé grandioso è un regista di interni. Non gli interessano i muri portanti, gli interessano gli effetti luce. “Guarda come brilla”, ci dice. E noi, beati, crediamo che una lucciola possa essere un faro. È un errore di valutazione della scala. La lucciola fa il suo mestiere, è il nostro occhio che la trasforma in una lanterna per non dover ammettere che fuori è buio pesto. Poi la realtà bussa alla porta. “Si tratta delle fondamenta”, dice. Il brusco ri...
Eccolo lì, Gianni il Mago, appoggiato alla ringhiera della banchina Ichnusa. Lo chiamavano così gli amici perché si era iscritto a un corso online di magia e si allenava con loro in attesa di grandi trionfi in teatri rinomati. Ora era un romantico in attesa. Guardava l'orizzonte, Luna Rossa là dietro, con i suoi scafi milionari. Top secret, non si poteva entrare nei cantieri: tanta tecnologia iper-sofisticata per vincere una coppa che, alla fine, è solo un calice d'argento per miliardari annoiati. Gianni spera. Spera che lei, l'amica Sarah, inciampi nel suo stesso identico sentimento. Gianni è stanco. Stanco di sopravviversi a Quartu Sant'Elena. La sua è una stanchezza passiva, capite? Una resa in attesa di un miracolo: che la sua amica si svegli una mattina e pensi: "Ma sì, e se mi accoppiassi con quel bel soprammobile parlante che mi racconta le sue poesie mentre sorseggio uno Spritz?" Gianni non agisce, non ancora. Lui attende. Ha trasformato la speranz...