«Papà, in Brasile i bambini stanno a testa in giù?» La domanda arrivò mentre mi allacciavo una scarpa. Io sorrisi con quella sicurezza che hanno i grandi quando credono di sapere le cose. «No, certo che no.» «E perché? Se noi siamo sopra e loro sotto…non dovrebbero cadere?» Mi fermai. Mmm. La scarpa rimase con un laccio in mano. Presi un’arancia dalla cucina. «Immagina che questa sia la Terra.» Maria Sole la girò subito. «Va bene. Ma dov’è il sopra?» «Be’…» cominciai, e mi accorsi che il “sopra” era appena scappato dalla finestra. Lei infilò due dita nell’arancia come fossero gambe. «Se io sono qui e un bambino è dall’altra parte, chi dei due è capovolto?» Ci pensammo insieme. Poi disegnai una freccia verso il centro del frutto. «Ecco il trucco! Non è la testa che decide dov’è il basso. È la gravità. Tutti hanno i piedi rivolti verso il centro della Terra.» Lei rimase in silenzio, serissima. «Quindi i bambini brasiliani guardano il cielo come me?» «Esattamente.» «E allora nessuno è a t...
Me ne stavo in cucina e pensavo: «Sto bene», mentre lavavo due tazze, una delle quali non serviva più. Volevo restare, quindi preparai la valigia; volevo essere visto, quindi spensi la luce. L’amore è una ferita che parla. Riesco a essere felice senza motivo, contento del sasso che mi hai regalato. Quando andai verso di te, sapevo che non ci saremmo mai posseduti. Ma in cuor mio lo sperai. Ho comprato il pane che ti piace; com’è che si dice? Si chiude una porta, si apre un portone. Mi sveglio e sono un altro; forse amare è permettere all’altro di essere un altro. Allora l’anima si afferma negandosi, come il mare si afferma ritirandosi. Non è una contraddizione da risolvere: è il modo in cui respiriamo. Amare è dire: non sono tutto, e proprio per questo sono. Perdere e restare. Negarsi ed esserci. Come l’amore, quando non chiede prove. (A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 9/26, Dorothy. Art by Stephen Stadif) #memoriediunamore #miplab #stephenstadif ...