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LA MOTIVAZIONE: LA PIÙ GRANDE TRUFFA DEL MARKETING ESISTENZIALE? (Memorie di un adolescente inquieto e breve omaggio alle Arti Marziali)

L'inizio sta sempre nel conoscere e valutare le proprie capacità, in base ai propri limiti e poi evolversi. Bella frase, da scrivere nel biscotto della fortuna.  Ho toppato molto in questi ultimi anni, la vita mi sembrava finita ma lo psicologo mi ha detto:  “E che cazzo figliolo!!! Hai solo 21 anni!”.  E’ vero, non ci avevo pensato. Forse, in previsione della mia ripresa di studi, questo atteggiamento non me lo posso permettere.  E’ che non credo molto alla motivazione, non lo so, che vi devo dire, non mi convince.  Ti dicono: “Trova la tua passione!”.  Ma quale passione, se sei precario anche nei sogni?  La Gioventù: l’età dell’oro in cui puoi tutto, purché tu sia flessibile, disposto a stage gratuiti e a sentirti dire che “il posto fisso è una gabbia”.  Mi arrivano in continuazione video motivazionali, eppure metto “NON MI INTERESSA!” Intanto ho scelto le arti marziali. Ma mica per diventare un guerriero, giusto per tirare calci al nulla. ...
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E’ SOLO UN PASSERO (mica possono fare tutto loro!)

Mi chiamo Gian Maria e ho quasi sette anni. Oggi ho letto un racconto e ho capito che la Terra sta male. Continua a girare ma sta tanto male. Le maestre ci hanno detto che dobbiamo salvare il pianeta. Io ho guardato un passero. Ma il passero è un uccellino, salta, cerca semi, fa cose da passero. E’ piccolo, è solo un passero. In campagna da papà ho visto una volpe. Anche lei faceva la volpe. E che deve fare? Mica possono fare tutto loro! Nessun animale può salvare il mondo. Ma, aspetta, noi anche siamo animali, anzi, siamo scimmie. Ce l’ha detto il signor Millo Peg, che viene in classe a parlarci della natura. Chi dovrebbe salvare la Terra? Noi. Gli esseri umani dicono sempre di essere superiori. Più intelligenti e più importanti. Epperò se siamo così bravi, perché aspettiamo gli uccellini per aggiustare quello che abbiamo rotto? Io se rovescio il latte di riso sul tavolo, mica aspetto che il gatto passa con uno straccio! Momò è un gatto molto simpatico ma mica è il suo lavoro. La...

GLI ANNI CRESCONO O DIMINUISCONO? (Invecchiare è un lusso che non tutti possono permettersi)

Tra poco compio 56 anni. Sul tavolo c’è un barattolo di olive. Le conto: sette. Poi guardo la data sul calendario, e le dita fanno il conto alla rovescia senza che nessuno le abbia chiamate. Gli anni crescono o diminuiscono? Bella domanda. Aggiungo candeline sulla torta e sottraggo respiri nel mio diario a quadretti: da un lato la colonna dei “già stati”, che si allunga ingombrante; dall’altro quella dei “forse ancora”, che si accorcia con educazione discreta (ma come m'ha detto il mio amico Matteo, sento dentro una farfalla che s’è rotta il cazzo!). Epperò se inverto il foglio, i numeri non litigano: sono la stessa cifra, solo letta da due sponde diverse. Ecco perché il conto torna sempre, ma non dà mai resto. Mio padre diceva che invecchiare è un lusso che non tutti possono permettersi. Lo ripetevo a memoria, come una poesia di cui non capisci il peso. Finché le olive stanno nel barattolo, sei ricco. Poi le conti, e scopri che la ricchezza è solo un modo più raffinato per tener l...

HO SOGNATO (l’ex che ritorna)

La sveglia suona. Il sogno arretra come una marea, depositando sulla battigia della coscienza un volto che non vedevi da tempo. Un ex.  Un ricordo, ma non è nostalgia. È un appuntamento con una parte di te che hai chiuso in una stanza sul retro, senza finestre.  Quella figura non è una persona, ma un’immagine dell’anima che torna ad interrogarti. Sognare un trauma non è solo rivivere il dolore; è la mente che cuce di notte ciò che il giorno ha strappato. Senza anestesia. La mente non butta niente. Accumula fotogrammi, frasi, silenzi. E quando dormi, li mette in ordine, un archivista paziente senza scadenze.  Forse perché il passato non esiste finché non lo si è guardato davvero. I sogni ripetuti tornano soprattutto per ricordarti che un accordo è rimasto sospeso, una parola non detta.  Siediti accanto a quel sogno come fai con un ospite inatteso. Non cacciarlo. Non aggrappartici. Offrigli una tazza di tè. La via d’uscita è attraverso.  Ogni ferita vuole diventar...

LA RECITA DEL BENE (il dolore)

“Come stai?”  Ho risposto “dai…bene”. Bene, una bugia da quattro soldi. Dopo un lutto, un dolore grande, una malattia, non siamo più attaccati al mondo. Siamo caduti. E gli altri pretendono che ce ne stiamo lì, per terra, a brillare come se niente fosse. La fragilità è la fatica di reggere un copione scritto da altri. Il lutto, fedelmente che ti segue, ma tu devi andare in ufficio e dire che il tempo è bello. Lo dici perché altrimenti la gente si spaventa.  Ogni “bene” pronunciato dopo una perdita è un piccolo crimine contro se stessi. Ma un crimine necessario, come rubare il pane quando hai fame.  In società si fa così, tu non mi mostri il tuo baratro, io non ti mostro il mio. E così si va avanti. Il guaio è che il baratro, nel frattempo, si allarga. Il dolore non si racconta. Si indossa. Stamattina sono uscito. Il sole era un ostaggio del cielo. La portiera ha detto: “Vedrai, il tempo aggiusta tutto”. Le ho sorriso a mezzo. Avrei voluto dirle che il tempo non aggiusta n...

LE PERSONE CHE MI HANNO VOLUTO

Si chiama Sofia ma poteva chiamarsi in un altro modo, e forse, da qualche parte, si chiama ancora in un altro modo. È adottata. Me lo dice con tranquillità. I suoi genitori adottivi sono “le persone che mi hanno voluta, ho preso con loro la mia strada”, si vede che ci crede. Però stanotte non dormiva. “Perché mi chiedevo se conta di più il sangue o la fatica”, mi spiega, e intanto muove nervosamente le scarpe da ginnastica. Sofia ha voluto immaginare che i suoi genitori biologici abbiano avuto “problemi di droga, se loro fossero stati diversi, magari sarei rimasta là e non saprei nemmeno che esiste un’altra vita”. Lo dice senza rabbia, provando a far quadrare i conti. I figli sono di chi li ama, non di chi li fa. Non si diventa genitori procreando. Ci vuole responsabilità. E l’altruismo, quando è quotidiano, vale più di qualunque esame del DNA. Lei annuiva, ma teneva lo sguardo basso, a verificare la tenuta dei lacci. Poi ha tirato fuori una frase: “Io lo so che questo è un moment...

RACCONTAMI UNA STORIA

L’acqua la racconta la sete La terra la raccontano gli oceani trascorsi Lo slancio lo racconta l’angoscia La pace la raccontano le battaglie L’amore i tumuli delle memorie (Emily Dickinson, 1859) #emilydickinson #memoriediunapoesia