Alda Merini diceva che i grandi amori sono sempre in movimento. Certo, dipende in quale direzione si sta andando. In certe coppie il movimento è diventato un galleggiamento: non si litiga più (o troppo malamente), non ci si bacia più, si sta insieme per non restare soli. La solitudine in due è la peggiore, perché non ha nemmeno il coraggio di chiamarsi con il suo nome. La noia è un rancore educato; il rancore è una noia che ha perso le buone maniere. C’è poi la trappola dell’io. Quando il legame diventa una contrattazione utilitaristica, un contratto di mutuo soccorso senza soccorso, l’altro non è una soggettività, ma un mezzo per soddisfare bisogni personali. Lo si trasforma in un oggetto di consumo. Ci si ripiega su sé stessi per paura dell’incertezza e si cerca nella relazione una garanzia di protezione egoistica. Ma finché l’io resta la misura di tutte le cose, l’altro è solo un’immagine da esporre. L’amore autentico richiede il superamento dell’egocentrismo....
Importanti riunioni aveva sempre da fare mio padre. Diceva: "C'è un pezzo che è molto difficile trovare" ed io cercavo il tassello di un puzzle. Non l'ho ancora trovato. Nonno era fragoroso ed ampolloso. Mi parlava dei suoi tempi d'oro ma almeno mi amava. Lo ricordo sporcarsi di fuliggine accanto alla sua stufa, accarezzare la testa del segugio. Mi narrava di mirabolanti possedimenti d'oltre mare. A me oggi basterebbe uno scoglio, starmene ammassato in un ambiente ristretto con me stesso. Ed invece in un cerchio dantesco sono immerso, schiacciato da una massa di cialtroni che chiede entusiasta il bis di un indegno spettacolino che a me invece fa cacare. Da piccolo credevo di essere immortale ed altre cose strane. (Andrea Battantier, Memorie di un adolescente, Memorie di un amore, Mip Lab, 2004, EdoT) #memoriediunadolescente #memoriediunamore #MIPLab #stephenstadif