Esisterà mai una mappa precisa delle persone intorno? Sai qual è il problema delle mappe? Che le guardi solo quando ti sei perso. Finché tutto va bene, la mappa sta lì, nel cassetto, e tu pensi “tanto so dove andare”. Poi arriva la tempesta, e tiri fuori quel foglio sgualcito e scopri che alcune strade che credevi sicure, in realtà portavano dritte al burrone. E ti viene una rabbia epperò, passata la rabbia, ti accorgi di una cosa: quelle persone che “non ti hanno dato niente” e ora ti stanno accanto, le vedi come piccole luci in mezzo al deserto. E non te le aspettavi. La vita ti toglie i gioielli di famiglia, ma poi te li fa ritrovare sotto forma di persone che ti fanno venire “i lucciconi allo stomaco”. Ricambierai con la tua presenza e disponibilità. Il fatto che tu abbia dato tanto a chi poi ti ha voltato le spalle non è una fessaggine. È una testimonianza di come sei fatta tu. E se loro non l’hanno capito, il problema è loro, non il tuo gesto. Non è solo tracciare una ma...
Tu non ti fidi di me. Lo vedo dal modo in cui scagli le parole, dai comportamenti spietati, senza spiegazioni. Ma non sarà mai quanto io non mi fido di te (lo so, pensi lo stesso). La mia sfiducia è nuova, senza cicatrice ancora. È un pozzo che ho ereditato senza saperlo (se solo avessi saputo). È un muro che ho costruito con le tue stesse pietre. La tua sfiducia è antica, pieno di crepe è il pozzo arido (quando sapesti). E il muro crollò con le mie stesse pietre. Così stiamo. Due sentinelle che si guardano dalla parte sbagliata della stessa porta. Ogni gesto è un negoziato. Ogni silenzio, un’arma. Ogni “come stai”, un campo minato. L’eroismo è solo un’altra trappola: “Guarda, mi fido”, e intanto si conta quanto l’altro esiti. Forse l’equilibrio ...