La spiaggia era tutta infilzata di ombrelloni, e sotto gli ombrelloni c’erano pance, braccia, cosce, costumi che chiedevano pietà, bambini che urlavano e radio che si sfidavano a colpi di decibel: un cantante straziato da un altoparlante, un jingle che prometteva salsicce e salvagenti, una voce gridava “Wanda!” sopra un reggaeton, un tizio in tanga spalmava crema solare e sentenze sul meteo africano. Potevi chiuderti in te stesso, ma quel frastuono era un muro che entrava nei denti: non era un dettaglio, era il programma della giornata. Astolfo, detto Astò, si era presentato a Giulia come Astro: diciassette anni e una certa fiducia nelle metafore. Le parlò della luna, della poesia di Leopardi, del fatto che forse il cielo è solo un modo elegante per non guardarsi i piedi. Giulia ascoltava come si ascolta un ventilatore: utile, ma non decisivo. Poi Giulia, forse per toglierselo di torno, nominò Alex, ex più grande, studente di Fisica a Uppsala, futuro astrofisico; lui sì che ci capiva. ...
Uno spazio per storie da raccontare alla Persona che è in noi. Buona pace, Andrea Battantier. Psicologo, Fondatore e Master Trainer MIP (Modello Ideale di Persona), anche Skype. Sceneggiatore (Terapia con la scrittura). RIPRODUZIONE VIETATA ©