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Visualizzazione dei post con l'etichetta vecchiaia

Hai imparato a perderti nel vento

"Mi piace il tuo viso scolpito dai disegni del tempo. Hai imparato a perdonarti, a sorridere nel sogno, a brindare agli anni ormai passati, a perderti nel vento". (Ylpa Racine, 1930).

AUTUNNO

"Da piccolo, a scuola, mi innamorai di una poesia sull'autunno. E dal dovere d'impararla, divenne un piacere l'amarla. L'autunno lo senti da prima, dal vento di agosto, dalle piogge di settembre, dalle mosche lente e impazzite, quell'aria diversa non ancora appesantita, ma lo capisci che estate e cicale sono cose vieppiù che lontane. Nonno Vincenzo dice che la terra ora è nuda e triste, ed accoglie un sole smarrito. L'autunno mi piace quando arriva piano, con lentezza, ma non è sempre vero che con lui il miglior tempo della nostra vita, lungamente ci dice addio. A me piace salutare le foglie una ad una, pensare che la terra voglia riposarsi dopo i tanti clamori ed esplosioni. Come me, che alle volte mi spengo senza una ragione, e mi rintano a pensare a niente, in attesa di una rondine nuova, o di una mosca dell'anno prima. Ps: poi però ballo il rock e penso alle caldarroste, e alla neve e alla stufa, e allora mi torna il felice dentro, pensando che la ...

La felicità? Uno stile di vita

"Volli raggiungere i miei maestosi obiettivi, dimenticando di apprezzare, amare e godere la strada percorsa. In vecchiaia ho capito che sono ancora in tempo per apprezzare, godere, amare, quanto di semplice è intorno a me. Dono un consiglio ai giovani: non aspettate troppo; vincere, perdere, che importa? Che la felicità sia nella strada percorsa". (Manlio De Pretis, Aforismi, 1979).

MI PORTO DENTRO I MIEI VOLTI

MI PORTO DENTRO I MIEI VOLTI. "Ci sentiamo sempre più giovani di quel che siamo. Mi porto dentro i miei volti precedenti, come un albero contiene i suoi anelli. Io sono la loro somma. Lo specchio vede solo il mio ultimo volto, ma io sono anche tutti quelli precedenti. I ricordi mi scrutano -un mattino di giugno- troppo presto per svegliarsi, troppo tardi per riprendere sonno. Come quando un uomo è così immerso in un sogno che mai, ritornato al suo spazio, ricorderà l'esserci stato. E nelle profondità della terra, scivola silenziosa l'anima come una cometa". (M. Thompson Nati, Around. Around Tomas Tranströmer, 2015).

IL PORTATORE DI ACQUA

"Che vi credete che mi piace? 50 anni fa ho scavato io il pozzo, ed ogni giorno la porto io l'acqua, tutti i giorni da 50 anni. 10 chilometri al giorno, taniche da 10 litri e da 20. Felice non lo sono però neanche infelice. E' così e basta come ve lo devo dire, voi fate i giornalisti e avete le sfortune vostre, lasciatemi le mie. Che posso fare? Niente. Che avrei  voluto fare? Non lo so, giocavo a pallone da piccolo,  poi ho iniziato a portare l'acqua. Io sono un portatore di acqua, un MAZA DERSHU, qualcuno deve farlo, lo faccio io e non mi  lamento. Io la vendo l'acqua, è potabile sapete? Vi fa schifo vero? Ma no, che dite? Non sono vermi sono foglie. E certo voi la bevete all'hotel signorina, voi avete la jeep, voi poi tornate all'america e fate il libro  sui poveri, come lo chiamate il libro? 'UN SOGNO: L'ACQUA IN CASA'. Ma non mi rompete i coglioni, che se  arriva l'acqua in casa io non lavoro più!". ("Memorie di un lavoro...

La gioventù a qualsiasi età

"Vecchio è colui che ha smesso di essere giovane dentro. Le passioni, la curiosità, flessibilità ed apertura mentale, rinnovano la gioventù a qualsiasi età". (La percezione della vecchiaia e della morte, e riderci su, A. Battantier, 2010).

Mi ha detto la verità: ho l'Alzheimer.

"Ringrazio mia figlia perché mi ha detto la verità. Ho l'Alzheimer. So che molti familiari non vogliono che il malato venga informato. Ma è giusto essere informati in caso di malattia. Non bisogna nascondere niente ad una persona amata. E se lo avessi poi scoperto da sola? Io voglio organizzare il mio futuro, finché sono in tempo. Sì, va bene che uno potrebbe buttarsi giù tipo che si ammazza o si deprime di brutto, però, io, ora che sono in tempo, voglio decidere del mio futuro: testamento, chiedere come essere curata, da chi essere seguita e accompagnata nei giorni che verranno. È stato bello essere informata all'inizio della malattia perché io posso ancora prendere decisioni, conto ancora qualcosa nella mia testa. Grazie a mia figlia so che i prossimi mesi saranno intensi, impegnativi, belli. Ho ancora tanto da fare. Grazie". ("La percezione della vecchiaia e della morte", 2010, A. Battantier).

Un giorno crescerai...se lo vorrai!!!

"Alle volte si è costretti a dover crescere troppo in fretta...e non ci si può fare niente. Altre volte non si fa niente, ma proprio niente, e non si cresce mai". (M. Thompson Nati, Un giorno crescerai, se lo vorrai, 1970).

LACRIME E SENSO DELLA VITA

"Le lacrime ed io conviviamo. Mi piace un sacco piangere. E' l'unico momento in cui mi sento ME stessa. E' liberatorio ma, c'è dell'altro: entro in contatto con le emozioni. Piango in macchina, a casa da sola, mi emoziono per una qualsiasi stronzata -ok lo dico- sono una piagnona dalla lacrima facile. Ma anche per quei momenti belli, come il sole all'alba sul terrazzo di casa. Piango quando penso: guarda quanto è semplice e bella la vita!! Sì, piango per la semplicità della vita. Quanto può essere facile stare bene, provare dentro il senso della vita. Ora piango di meno, perché sento che è più vicino quello che potrei raggiungere. Mi sono rimessa in cammino verso un nuovo castello, questa volta senza rovi e, la novità, è che non ho fretta. Dice Thompson Nati: "Chi si accontenta gode se sereno. Chi si accontenta muore se rassegnato. Chi si accontenta gode ancor di più se, nel mentre attende il meglio, vive in serenità". (La bella addormentata si...

GIOVENTÙ

Quei giorni perduti a ricorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento. (FDA). GIOVENTÙ: Com’eri bella giovinezza mia! Sei passata in fretta, sei volata via. Quasi più non ti ricordo, se non ci fosse qualche fotografia. In punta di piedi te ne sei andata, io ti ho invocato tanto, ma tu, non ti sei fermata. mi hai lasciato solo, ad invecchiare, ma sei rimasta imprigionata, nella mente e in cuore. (Ezio Del Vero) SE GIOVENTU'SAPESSE , SE VECCHIAIA POTESSE (contributo di S. Barocco).

La percezione della vecchiaia e della morte.

"La crisi di mezza età è tosta perché negli ultimi decenni l'elastico dell'adolescenza si è prolungato sempre più. E quando arriva il punto di rottura, eccoci giù vecchi. Ed è un brutto risveglio e triste è la consolazione di aver raggiunto almeno un barlume di saggezza. E sti cazzi la saggezza! Eppure dovremmo trovare un nuovo senso alla vecchiaia incipiente, uscendo dal vittimismo del destino di morte guardato alla finestra. Anche gli antichi rosicavano eppure avevano un senso naturale di dignità legato alla morte. Oggi la morte sembra un dramma, con il vecchio relegato al margine della società. La vecchiaia è sofferenza in attesa della morte, questa è la verità. Sì certo, ma non solo. Questo è maggiormente vero quando si perde lo stupore, la curiosità, la voglia di conoscersi ancora a fondo". ("La percezione della vecchiaia e della morte", A. Battantier, 2007).