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Visualizzazione dei post con l'etichetta Società e costume

La fantascienza è un documentario senza la scenografia kitsch

"Da giovane snobbavo la fantascienza, ritenendolo un genere minore d'evasione. Non avrei mai pensato di potermi innamorare della fantascienza, intesa come fedele documentario della vita di tutti i giorni.  Togliete alla fantascienza le navicelle spaziali, ridicoli abiti luccicanti, ed ecco che resta l'amaro e vuoto realismo che ci siamo meritati:  la dittatura del futuro pagata con comode rate fatte di coscienza e pezzetti di libertà".  (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and other animals, 1996)

QUANDO LA STORIA DEL TOPOLINO PUÒ INSEGNAR QUALCOSA AI RAGAZZI (E SOPRATTUTTO AI LORO GENITORI)

"Un giorno Skinner mise il topolino Jerry in un labirinto. In un punto del labirinto vi era una levetta che, se premuta, provocava l'uscita di cibo. Il topolino iniziò ad esplorare il labirinto e, casualmente, si appoggiò alla levetta: cadde del cibo. 'Uhm, buono', pensò il topolino che, da allora, sempre piu rapidamente si prodigò per raggiungere l'agognata levetta. Skinner scoprì che il comportamento pro-levetta era tanto più rapido quanto più la MOTIVAZIONE era potente e la RICOMPENSA gratificante. Applichiamo per un attimo la storia del topolino ai nostri ragazzi. Pensano di non stare in gabbia (pensano!!!), ritengono di essere totalmente liberi nei DIRITTI e PIACERI e soffrono -attaccando- al pur minimo DOVERE richiesto (implorato) dalla famiglia, scuola, società. Probabilmente perché la loro motivazione alla 'pagnotta' è bassissima. Perché affaticarsi a cercare cibo e piaceri in stupidi labirinti, quando tutto è sempre stato a portata di zampetta? Se...

SAREBBE ANCHE REALISTICO CHIEDERE LA LUNA

"Sarebbe anche realistico a questo punto chiedere la luna. Abbiamo smesso di chiedere la dignità, scambiandola con ninnoli e perline colorate. Poco a poco ci hanno tolto tutto, ce ne siamo accorti solo ora, che siamo nella merda". (M.Thompson Nati, Rivoluzione, 2014, memorie di un adolescente).

Quegli occhi tristi sono anche i nostri

"Ho sempre trovato paradossale il disinteresse di molti nei confronti dei soprusi, sopraffazioni ed ingiustizie presenti nel mondo. Si dimentica facilmente quando anche gli italiani erano oppressi e trattati con disprezzo ed arrancavano per trovare, all'estero, un loro posto nel mondo. Il dolore e la tristezza nei cuori di tanti nostri migranti che hanno abbandonato terre amate e che non hanno mai dimenticato. Dovremmo ricordarci più spesso che profughi lo siamo stati anche noi, o che potremmo tornare ad essere tali. Il destino di un popolo può mutare nel tempo, ed è importante serbare la memoria degli avi fuggiaschi, disperati, vesseggiati e sfruttati. Che cos'è la fratellanza? Forse è amare, forse perdonare, ma soprattutto comprendere che il destino degli uomini è comune in questo piccolo, microscopico granello di universo. Guardiamoci allo specchio, quegli occhi tristi sono anche i nostri". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995).

MEMORIE DI UN AMORE, SERIE TV E RINCOJONIMENTO

MEMORIE DI UN AMORE, SERIE TV E RINCOJONIMENTO. "Ho sempre odiato Smallville, e il protagonista con la faccia idiota bambocciona. Eppure, quando hai il nulla dentro, anche Smallville diventa tutto. Ora in lui vedo il supereroe dei miei sogni. Oddio sto tanto male, vero? Mi piace questa irrealtà, quando intorno a me respiro solo merda. Ohh superman, uomo ideale mio, salvami tu. Nel tempo ti sei fatto pure zitto zitto super fico!!! Se uno ha un obiettivo lo persegue. Ma quando l'obiettivo piange ecco superman a salvarmi, a coccolarmi con le sue frasi giuste, belle, e così rassicuranti". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2013).

NEONATI A 50 ANNI: CHE COS'È IL TANGUISMO MILITANTE

"La 'neotenia'  è la prematurità fisiologica e psicologica del piccolo essere umano, rispetto alla maggior parte dei neonati di altre specie animali. Il neonato umano nasce insufficientemente preparato ad adattarsi al mondo. Questo ruolo, che è ricoperto, nei primi anni,  dall'ambiente familiare del piccolo, sovente, nella società occidentale, si protrae fino ai 50 anni e più del neonato (Tanguismo) che se ne resta gagliardamente per decenni un micio bello e bamboccione. Poi, i genitori, sfiancati,  lasciano il posto nel mondo alle 'nuove' leve". (M. Thompson Nati, Common sense in everyday life, 1995, 2015).

GLI INTROVERSI SOCIEVOLI

Gli introversi socievoli hanno imparato a stare bene da soli e sanno essere socievoli quando serve, quando gli va.  Non hanno necessità di stringere amicizie finte o di superficie.  Sanno stare bene in gruppo, ma un po', a piccole dosi.  Poi tornano a ricaricarsi coi loro pensieri, nel loro mondo interno.  [...] Il paradosso degli Introversi Socievoli è che sono tanti, ma ognuno desidera star per i fatti suoi.  È che son gentili, alcuni non sanno ancora dire NO agli inviti, ma con il tempo diverranno sempre più bravi a salvaguardare il loro giusto compromesso tra mondo esterno e mondo interno.  (A. Battantier, M. Thompson Nati, Ciascuno il suo, 2006)  

La felicità? Uno stile di vita

"Volli raggiungere i miei maestosi obiettivi, dimenticando di apprezzare, amare e godere la strada percorsa. In vecchiaia ho capito che sono ancora in tempo per apprezzare, godere, amare, quanto di semplice è intorno a me. Dono un consiglio ai giovani: non aspettate troppo; vincere, perdere, che importa? Che la felicità sia nella strada percorsa". (Manlio De Pretis, Aforismi, 1979).

L'UNIONE FA LA FORZA

"...E poi c'è la storiella del serpente che, quando è vivo, mangia le formiche.  E quando è morto è mangiato dalle formiche.  Certo, è vero, le cose possono cambiare in qualsiasi momento, ma c'è un fatto ancor più sorprendente che la storiella trascura. Mica dobbiamo aspettare la morte del serpente. Le formiche possono mangiare il serpente pure quando è vivo.  Ma serve un lavoretto fatto per bene, con coraggio, ostinazione ma, sopra tutto, unità nel bene comune.  Grazie all’unione la resistenza è più forte, fino alla vittoria.  Cosa farebbe mai una formica da sola?  E noi esseri umani?  Per cambiare il mondo serve lavorare insieme, un obiettivo comune; e l'impossibile sarà possibile".  (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and other animals, 1996) http://video.ilmessaggero.it/animali/tutte_per_uno_le_formiche_uccidono_un_pitone-16819.shtml X

AVEVAMO 16 ANNI, SI BEVEVA PER DIMENTICARE. MA COSA?

 Si cominciò a bere per lasciarsi andare, per sentirsi del gruppo, perché lo fan tutti, per dimenticare. Ma de che? Che devi dimenticare a 16 anni? La noia prima che uno muoia? Perché se sei triste pensi che non sarai mai felice, e quando sei felice che tanto poi sarai triste. Io e Chicca abbiamo iniziato a bere presto, per farci notare, per andare contro i nostri genitori che non ci hanno mai cacato e che si preoccupano solo della figura in società. Prima dov'erano me lo spiegate? È bello avere l'attenzione di qualcuno, ma tanto è sempre un surrogato, se non hai avuto l'attenzione più importante: quella di mamma e papà. Ma no l'attenzione dei soldi e dei vestiti. Anche quella di farci fare le cose insieme, anche lavorare con loro, prima che ci dicessero: "non fate niente". È pure colpa dei grandi se un piccolo non fa niente. Io a mio figlio lo farò apparecchiare e rifare la stanza a 3 anni. Ed è sempre troppo tardi. Siamo giovani, e soli, e già mezzi morti d...

BRUTTA BESTIA LA PIGRIZIA

Brutta bestia la pigrizia, vedo tanti ragazzi che fanno quello che gli pare, e, sai, fossero felici pure pure, ma sono pure tristi, incazzati e mezzi rincoglioniti. Sarà che io la pigrizia non me la sono mai potuta permettere , perché aiutavo i miei al ristorante, da sempre, da quando avevo 5 anni che preparavo i cestini del pane, e poi le ceste di legna per la brace. I miei amici sembrano annoiati a 20 anni, e allora a 70 che fanno? Il fatto è che quando hai troppo tempo per cazzeggiare poi i pensieri cedono il posto all'azione per la vita di tutti i giorni. E con i pensieri liberi ogni giorno diventa uguale a quello dopo. Io sto imparando ad aspettare, a chiedere scusa quando sbaglio, a portare rispetto per chi lavora, studia, si dà da fare. Ma mica perché voglio la medaglietta! Perché ho fatto un patto con la vita, l'emozione che mi dà la vita me la voglio gustare, centellinare, non voglio bruciare tutto subito e arrivare a 30 anni vecchio, senza essere cresciuto. (Memorie ...

BAMBINI NATIVI DIGITALI: I GENITORI POSSONO PARLARCI ANCORA?

A navigare sono in tanti, quasi tutti ormai. Sempre connessi, ovunque, chattano per condividere informazioni ed emozioni. Nativi digitali, son nati ciucciando tecnologia, mettendo il dito sulla tetta sapendo che è un touch. Sono percettivi, rapidi (talvolta superficiali), abusano del web, ne sono fascinosamente dipendenti. Ma i genitori cosa possono fare? Ok, sorvegliare i contenuti, porre alcuni paletti temporali e di qualità, a salvaguardia di un cervello da preservare, connesso negli anni a venire. Ma il fatto più importante è che serve voglia e passione per stare con i figli. La novità è che, nel 2015, i figli desidererebbero ancora comunicare, anche con i propri genitori. C'è un tempo in cui è possibile, poi, potrebbe essere tardi. Non è facile recuperare a 13 anni. A 3 anni giocano con il tablet ma, se potessero scegliere di giocare con un genitore presente al 100%, non ci sarebbero dubbi sull'esito della loro scelta. E qui butto la domanda quatto quatto, la domanda ch...

AI PENSIERI LIBERI

Ai pensieri liberi dalle paure,  agli amori volanti  (nel passaggio tra due tempi). Quando quel giorno,  ancora,  ostinatamente,  cercammo di cambiarci e poi,  all'uscita,  ci scoprimmo leggeri nel mondo.  Volano i pensieri,  mai ebbri abbastanza  di spirito libero. E il Guardiano del Tunnel  indicò il mare  e nel mare il sole si tinse di blu,  e il sole il mare scaldava.  E la piccola Lia si perse nel cielo farfalla. (Ai pensieri liberi, A. Battantier, 2015, su raffigurazione di Gio Pistone, Tunnel del Quadraro, Roma, 2012)

QUANDO SONO NATA SENTIVO GIÀ DI ESISTERE

"Quando sono nata sentivo già di esistere. E prima stavo bene, troppo bene. Al buio, al caldo, in quell'acqua accogliente che mi donava amore e affetto, quiete e serenità, la mia unica realtà. Poi, ricordo quella luce fredda, l'aria, i rumori diretti. Mi porto dentro le immagini primordiali, i ricordi, che ho sempre ricercato nel mondo. Solo ciucciando un seno tornai, per un attimo, a riprovar la gioia, ma durò poco. Oggi ho 16 anni, mi chiamo Laura, e voglio fare la modella. I miei genitori hanno sempre avuto tempo libero da me, cioè con me non ci sono mai stati veramente. Io mi sono creata una doppia vita, sembro fredda ma non lo sono. Il punto è che sono in lotta col mondo. In un mondo falso, se sei vera sei una scema, o una povera illusa. Cerco di trovare la mia strada e, se serve, schiaccio i bastardi che mi impediscono di arrivare dove voglio io. Questo me l'ha insegnato mio padre. Mia madre, invece, mi ha insegnato a tradire le amicizie, quante amiche bone mign...

IL LAVORO FUTURO

IL LAVORO FUTURO. Qualche giorno fa scuola abbiamo fatto orientamento scolastico e professionale con gli psicologi. La situazione è una chiavica per noi giovani in Italia. Per esempio è uscito fuori dai questionari che noi in classe pensavamo di fare 127 lavori diversi, e solo il 6% di questi sarà realisticamente fattibile. Molti dei lavori che avevamo scelto non ci saranno più entro breve. Gli psicologi ci hanno fatto capire tutto con una frase agghiacciante: " SCENDETE DA CAVALLO, METTETE I PIEDI NELLA REALTÀ. I VOSTRI GENITORI NON REGGERANNO A LUNGO!". Alcuni lavori sembrano meno incerti di altri e bisogna scegliere bene per non trovarsi poi tra pochi anni fregati. Alcuni lavori scompariranno, altri resteranno ancora utili. Mi ha colpito che mia madre fa l'infermiera ma pare che in futuro (e neanche lontano) molte attività in ospedale verranno svolte da infermieri-robot. Siccome però pare che in società sono tutti mezzi stressati ci hanno consigliato di scegliere un m...

LA FINESTRA ROTTA (di Andrea Battantier)

LA FINESTRA ROTTA. OGGI RIPARIAMO L'ITALIA. "Se c'è una finestra rotta, prima o poi finisce che vengono rotte pure le altre. Le persone si lasciano influenzare dall'ambiente circostante. Se la finestra viene subito riparata, e qualcuno vigila sulla finestra, e se il colpevole viene punito o, meglio, invitato a ripararla, forse la situazione può migliorare. E se poi vicino alla finestra si mettono vasi da fiori e tutti mettono fiori alle finestre, si aggiusta non solo la finestra ma pure, poco a poco, la città. Noi ragazzi non siamo tutti cattivi, ma siccome in Italia ci sono un sacco di cose che non vanno, allora  ci adeguiamo...al peggio. Ricordo che giardinetti misero dei giochi per bambini. È vero che molti ragazzi hanno distrutto gran parte dei giochi, ma è pure vero che non c'era manutenzione. I giochi iniziarono a scricchiolare, a cigolare, a perdere bulloni. Ricordo genitori che portavano da casa chiavi inglesi ed olio e fil di ferro per aggiustare. Ma ...
CHI MI HA DERISO NON DEVE PAGARE. Che nessuno paghi, ma che almeno cerchi di capire. Mi hanno tormentato, ma mio padre non si è mai chiesto perché a lui non ho mai raccontato nulla. L'altra notte ho sognato che mi lanciavo dalla torre del paese. Dopo aver visto la partita alla  tv, con mio padre, senza parlare, come al solito. Poi mi sono svegliato, ma non ero triste, anzi, mi sentivo leggero e liberato. A scuola mi deridevano, mi chiamavano "frociarello" invece di Antonello. Oggi sogno per davvero solo di partire per l'Inghilterra. (Memorie di un adolescente, Andrea Battantier, tak, 2007).

NON POTEVA AVVICINARSI A DIO. DIO SI È AVVICINATO A LUI

LA CROCE DI WOJTYLA HA SCHIACCIATO UN RAGAZZO DISABILE. Non poteva andare a Roma per celebrare la canonizzazione di papa Wojtyla, così Marco, un ragazzo disabile di 21 anni, ha deciso di visitare la croce di Wojtyla. Ma la croce, 6 quintali per 30 metri di altezza, gli è andata incontro. Il ragazzo ha affrontato con coraggio la morte in faccia offertagli da Dio. Ora lo aspetta la vita eterna. Eppure, chissà, Marco con la vita qui in terra ci avrebbe ancora giocato. Viveva in provincia di Bergamo -nei luoghi natii di papa Roncalli-, abitava in via Giovanni XXIII, è morto sotto la croce di papa Wojtyla. Un bel tris. Speriamo che lo ricordi papa Bergoglio nell'omelia, per un pur poco invidiabile poker papale. Qualcuno racconta che Marco aveva captato un rumore. Cristo alle volte ci parla pure così, con il suono del vento, o l'impercettibile scricchiolio di qualcosa che è dentro noi, l'equilibrio di un'anima che si spezza sol per liberarsi dal giogo del corpo e perdersi ne...

SCHIAVO CON LA CRAVATTA (pe impiccamme?)

Ho un contratto a termine e una retribuzione che vado a lavorare a piedi così risparmio la palestra, e mangio un panino a pranzo e cotoletta solo quando è festa, e la sera scrocco in giro tra parenti e amici na bistecca, ma che vita è questa? Loro sanno che m'affogo e che m'affanno, ma io in cambio vivo di baratto, aggiorno cellulari, pc e accendisigari magari, sì siamo precari. Sì sono precario, e se non sono ancora schiavo, di sicuro io non sono libero, questo è chiaro. Il diritto al lavoro è diventato una chimera, non c'è più decoro, quando finisci a rubare una colomba pasquale e a natale il pandoro. Il fatto è che vuoi far vedere che è tutto ancor normalità, ma questo ormai è futuro, si chiama globalizzazione ma a me me pare na bestialità, il ritorno alla feudalità. (Memorie del lavoro, di Andrea Battantier, 2014, TT).

Aviaria: eravamo noi i polli da spennare?

FREGARE 50 MILIONI INVENTANDOSI L'AVIARIA? PERCHÉ NO! SIAMO NOI I POLLI DA SPENNARE. C'era una volta il virus dell'Aviaria. Ricordate il terrore e la fobia? Nel 2005 il Governo Berlusconi aveva acquistato 50 milioni di euro di vaccini, c'era un'emergenza, un grande allarme, allarmismo, il grande contagio, una bufala bomba. Tutti avevano paura, qualcuno però si fregava le mani, alcuni dirigenti del ministero della Salute, i manager delle case farmaceutiche, qualche ricercatore. Chissà forse se la rideva la virologa Ilaria Capua. D'altra parte 50 milioni di euro dei cittadini da papparsi non sono pochi, e l'antivirus Tamiflu, non è servito a niente, l'antivirus utilizzato nel 2005 si è rivelato del tutto inefficace. In pratica, sono stati spesi decine di milioni di soldi pubblici per un antivirus inefficace che sarebbe dovuto servire a contrastare un pericolo di contagio che forse non è mai esistito. Attendiamo gli sviluppi delle indagini. (A. Battantier)...