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SUICIDIO, MAL DI VIVERE E SOLUZIONI ALTERNATIVE

SUICIDIO, MAL DI VIVERE E SOLUZIONI ALTERNATIVE. "Alle volte ci si ammazza per sentirsi vivi. Perché quando da vivo ti senti morto, provi a morire per scoprire la vita. Eppure, manca un passaggio logico. Provare a viver prima da vivi. Molti non ci provano nemmeno un po', ed allora il suicidio diventa l'alibi perfetto, la scorciatoia per i senza fatica da mal vivere. Per ammazzarsi ci vuole coraggio. Ma per vivere seguendo la propria strada non basta solo il coraggio, serve anche il sudore, la fatica, la pazienza, l'umiltà, l'ostinazione di portare avanti la propria via nella passione". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Jean V.).

Avevo pensato di ammazzarmi

"Avevo pensato di ammazzarmi se fosse andata male scuola. Ma non era la scuola, era per fargliela pagare ai miei. Quando ci si ammazza è sempre per farla pagare a qualcuno. Anche le mie amiche non si sentivano capite, tra di noi lo dicevamo sempre: sì è vero siamo viziate, ma ci avete fatto voi adulti così, e comunque sono i grandi i primi a non parlare coi bambini. Io da piccola avrei parlato per ore, e intere nottate, ma mia madre aveva da fare, o piangeva, e mio padre non c'era mai per il lavoro. Poi dicono che una si chiude. Certo, ma se quando tu apri la porta, loro te la sbattono in faccia, è normale che poi resti dentro con i tuoi problemi, che si gonfiano e ti schiacciano sempre più.  Mi avvicinai alla finestra studiando come fare per non ferirmi e basta. Sai che beffa poi sulla carrozzella, schiava a vita dei miei genitori. Dicevate a me che ero sempre distratta, e invece voi? Dove eravate? Perché mi avete fatta? Per parcheggiarmi poi al parcheggio della vita? Ma per...
CHI MI HA DERISO NON DEVE PAGARE. Che nessuno paghi, ma che almeno cerchi di capire. Mi hanno tormentato, ma mio padre non si è mai chiesto perché a lui non ho mai raccontato nulla. L'altra notte ho sognato che mi lanciavo dalla torre del paese. Dopo aver visto la partita alla  tv, con mio padre, senza parlare, come al solito. Poi mi sono svegliato, ma non ero triste, anzi, mi sentivo leggero e liberato. A scuola mi deridevano, mi chiamavano "frociarello" invece di Antonello. Oggi sogno per davvero solo di partire per l'Inghilterra. (Memorie di un adolescente, Andrea Battantier, tak, 2007).

L'addio non sarà tanto lieve

Yes little Otty, You will always be swimming in my heart little one!

Arturo

Arturo decadeva giorno a giorno e non risorgeva. Era snello e nell'urto si sarebbero sentite le ossa. Arturo era un uomo intero, uno stelo, un filo di pensiero, un litro di buon vino andato a male. Arturo non strillava, a cadere era abituato solo, non era abituato a rialzarsi. Arturo decadeva verso il nulla e intanto si sentiva re. Lo spago non ha peso senza rotolo. Arturo è morto illeso ha perso un turno e non è ripartito, Arturo.

Ecco tutto (Quando Clara smise di volare)

C’erano esami unici, nuovi universi, orizzonti, verità, ogni meta incontrava le linee di perimetri già definiti. Non esistevano tesi, il cielo conteneva ancora le stelle, gli uccelli, i desideri sinceri in gestazione come ogni desiderio che si rispetti. Clara si mise il rossetto soppesando la vita davanti ad uno specchio, senza nascondersi niente mise un punto, per sempre, ma prima poggiò la sigaretta sul posacenere, lasciandola volare. Smise di volare, ecco tutto.

Have a good Thanatos (dedicato a Luciano)

Ecco Ultimo Thanatos, Amore Naturale, Amore Speciale, Indolore Amore Io sono già morto. Chiedo il permesso di andare via. La legge non lo consente. Ma non posso aspettare che mi diciate voi come morire ancora e ancora. Credo sia giusto e vi dirò perché. E' semplice, non voglio più morire ogni giorno in questa vita che vita non è. Non mi sto arrendendo e avrò vinto, Se potrò scegliere quando andare via. La video poesia "Have a good Thanatos": http://www.youtube.com/watch?v=p2zR5VUNy4Q

NON POSSO (frammenti di un tentato suicidio)

(Inserisco il contributo di Manuele, che ha condiviso con noi un momento del suo recente passato) Non posso prevalere sul mondo intero. Non posso limitare il mio essere a poche sparute particelle. Non posso stare fermo e Non posso più andare avanti verso ignoti pensieri che disperdono la disperazione nel tiepido mare della conoscenza. Non posso più sognare al buio e Non posso più ardere per questa povera realtà. Dunque, mi scaravento da solo dal ponte rupestre della super strada km 112 e 200 mt. Dio lo vorrei contemplare così, assorbito nel vuoto di una luce eterna.