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Visualizzazione dei post con l'etichetta ansia

LA SERENITÀ

LA SERENITÀ CHE ATTENDE SOLO DI ENTRARE. "La serenità, questa sconosciuta amica che ti rimira da lontano. Senza capire che lei è lì fuori, poiché son io che non la faccio entrare. Lei attende solo di vivere in me. Serve far posto, gettando via gli inutili fardelli che mi sono messo da me in fondo all'anima". (P. Tosca Panunzio, Tutte le lettere, 1932).

IL PRESENTE, QUESTO SCONOSCIUTO

"Penso al passato, penso al futuro, ODDIO mi assale l'ansia. VIVO il presente, e sono così impegnata che non ho tempo per soffrire, e neanche per asciugarmi il sudore" (Cicci, 2018, la rinascita passa con l'85. Memorie di una dipendenza, A. Battantier).

E COLMIAMOLI STI CAZZO DI VUOTI

E COLMIAMOLI STI CAZZO DI VUOTI. "Mi aggrappai a chi amore dispensava e dirompente mi riempì di cartilagine e nefandezze, scambiate per dolciumi. Illusione, dipendere da chicchessia eletto a regola di vita, ultima e sublime scimitarra del mio filo logico.  Il buio lacerava il silenzio e  quella notte mi svegliai trovandomi abbracciato ad un cuscino. Ero lì, a scaldarmi coi pensieri. Ponti sul vuoto, passaggi verso nuovi desideri di vita".  (A. Battantier, 1994).

L'ANSIA E LE PASSIONI

LE PASSIONI. "L'ansia non vuole solamente dirti di restare a casa, quanto piuttosto di andare avanti nell’esplorare e accendere il tuo modello ideale di persona. L'ansia non è la malattia, ci racconta di un disagio dell'Essere, e del desiderio di intraprendere strade nuove alimentate da passioni vive inscritte in equilibri armoniosi". (M. Thompson Nati, L'attaccamento e il conflitto d'ansia, 1999).

CI È UTILE L'ANSIA?

CI È UTILE L'ANSIA? "Ma tu lo provi mai quel terrore, quel panico, quella sensazione di sprofondare quando pensi che un giorno non potrai più guardare il mondo?". "Con me l'ansia non attacca mai. Non glielo permetto, non mi è utile, non mi serve ad un cazzo, mi farebbe perdere tempo. E fai girare la canna grazie". (T. Bergen, Era lei, 2009. Quando lei cerca di spiegare il suo disturbo d'ansia all'amico che contempla le stelle).

L'ansia? Un paese di nebbia

"Ognuno ha la sua strada per cercare la felicità. È una strada che implica cambiamenti, i cambiamenti fanno paura, la paura blocca e uccide. Perché alle volte si cambia per non morire, altre si muore per non cambiare. Le nostre paure si trasformano in mostri quando non sono affrontate. Ma quando sono affrontate con le armi dell'Umiltà, della Consapevolezza, della Flessibilità, della Risata, ecco che allora scopriamo che quei mostri abitavano un paese di nebbia. E, diradandosi, un nuovo sole illumina il cammino". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995).

La felicità? Uno stile di vita

"Volli raggiungere i miei maestosi obiettivi, dimenticando di apprezzare, amare e godere la strada percorsa. In vecchiaia ho capito che sono ancora in tempo per apprezzare, godere, amare, quanto di semplice è intorno a me. Dono un consiglio ai giovani: non aspettate troppo; vincere, perdere, che importa? Che la felicità sia nella strada percorsa". (Manlio De Pretis, Aforismi, 1979).

CHI CERCA TROVA, SÌ MA DOPO.

CHI CERCA TROVA, SÌ MA DOPO. "Cercavo sempre emozioni nuove. Vivere a mille, con il pepe al culo e nel cervello. Ci ho messo 20 anni per capire che più cerco e meno trovo quel che cerco. Adesso è così, l'importante è non accettare il cellophane intorno al cuore. Intanto, si può togliere il cellophane tornando al mare, sola, a fare una passeggiata. La passeggiata è reale, la sabbia, il mare è reale, esistono, esisto io, la vita nuova possibile che ricomincia a battere. E non perché glielo chiedo io. Perché, ritrovando me stessa, cerco quello che trovo, trovando quel che non pensavo di poter cercare: la serenità. Siamo lenti ad accettare i cambiamenti, eppure, meglio tardi che mai!". (SGAB 2015).

Riesco a sentire la mia paura

Riesco a sentire la mia paura. "Oggi non so se sono meno paranoico, ma riesco a sentire la mia paura ed il mio dolore che riesco meglio a padroneggiare. Io sono lo stesso di prima. Solo che adesso esiste uno sfogo. Non resta tutto dentro me: va in giro ed io posso muovermi più leggero" (J. Lennon)

Per un cor che fugge

"Per l'amor proprio l'errore più grande è il rincorrer un cor che fugge! Meglio l'attendere il dipanarsi di matasse interne! Il nostro eroe non fuggirà se non lo braccheremo! Il distacco sereno, ancora una volta, riporterà nell'animo l'arcobaleno". (Manlio De Pretis, Aforismi, 1963).

La respirazione e le emozioni

I bambini imparano molto presto a reprimere le emozioni spiacevoli trattenendo la respirazione e, se questo meccanismo di difesa diventa abituale, si instaurano nel corpo delle tensioni croniche che limitano la respirazione e la percezione delle emozioni, soprattutto di quelle contenute nella pancia. Ampliando la respirazione l'organismo dispone di maggiore energia e si torna in contatto con le emozioni represse, potendo così integrarle all'interno della propria personalità.

L'Ansia e la teoria delle cerchie amicali

"L'ansia, gli attacchi di panico mal si combattono in solitudine. Non chiudiamoci in noi stessi, saremmo preda del nemico invisibile. In linea con la teoria delle cerchie amicali, è importante comunicare il proprio disagio a persone significative di primo livello. Esternare, aprirsi, senza remore e timori del tipo: "Oddio e poi che penserà!?!!". E che penserà? Se è amico 100% penserà solo ad accoglierci, contribuendo a sciogliere i timori e le angosce in nuove forme di serenità". "Occorre precisare che l'infelicità della sofferenza non è inevitabile. E che l'auto commiserazione, il piangersi addosso non è un sistema molto valido per prenderci cura di noi stessi. L'infelicità non è un nemico, ma solo una scelta". (Mario Thompson Nati, Ricerche sulla Felicità: Kaufman a cena, 2014).

INFELICITÀ (FELICITÀ)

INFELICITÀ (FELICITÀ). "In alcuni casi l'infelicità sopraggiunge quando il desiderio è lanciato al di là delle nostre possibilità. E un desiderio incompatibile con la nostra realtà -se non risolto o arginato- può generare conflitto da senso di fallimento. Serve una buona  conoscenza di sé, in grado di regolare l'ampiezza dei desideri. Ansia, depressione, dipendenze, sono alimentate da un senso malato del desiderio. Ma occorre precisare che l'infelicità non è inevitabile. E che l'auto commiserazione,  il piangersi addosso (e addosso agli altri) non è un sistema molto valido per prenderci cura di noi stessi. L'infelicità non è un nemico, ma solo una scelta". (Mario Thompson Nati, Ricerche sulla Felicità: Kaufman a cena, 2014).
INSONNIA. Pensavo di essere l'unico e invece, ad una cena di lavoro, scopro che su 8 -al mio tavolo-in 4 soffrivamo d'insonnia. Magra consolazione. Io vorrei solo dormire,  mi basterebbero 5 ore non chiedo altro. Fino a 30 anni stavo sveglio fino a tardi, e poi crollavo. Da qualche annetto ho iniziato a svegliarmi rincoglionito alla mattina, come se non avessi dormito. Ora invece non dormo proprio più. 3 ore mi basterebbero, ma il sogno mio sarebbe 10 ore di sonno a notte, per almeno 1 mese. Vorrei una cura del sonno in qualche casa di cura in Provenza. Perché il fatto è che mi sento una chiavica durante il giorno, ma la notte io ripenso e ripenso senza riuscire a lasciarmi andare. Soffro d'insonnia perché non sono soddisfatto della mia veglia, del mio essere in vita durante il giorno. E sconto la notte rimuginando sul perché e sul come di tutte le cose. Nel buio e nel silenzio m'intorcino come una biscia, dando la colpa al cibo, al bere, la caffè, ma sono i pensieri, ...

Perché dovrei credere alla Psicologia? (Angelina Pringles incazzata)

Il mio umore è disperso tra le onde della vita. Che cosa succede oggi? Starò ancora male per un nonnulla? E quell'allarme rosso del cuore impazzito suonerà l'ansia che mi protegge impedendomi di vivere? Avrei potuto risparmiare tanti di quei soldi. Lo psicologo ascolta e professionalmente parla al mio cervello. Ma io non ci sono, lo capisci? Tu non parli a me, che beffa mi faccio di te. Lasciami solo con le mie vane speranze strampalate. (Pringles mezza masticata)

L'ansia di Maria (La voglia di capire)

L'ansia mi ha accompagnato per tanti anni. E quando leggo che esiste l'ansia normale, e che un moderato livello di ansia aiuta a percorrere meglio la strada della vita io mi chiedo: la mia ansia aveva sbandato la strada? Non c'era nessun pericolo ed io scappavo dal niente. Tutto è partito da quando mi ero trasferita a Roma da Nuoro. Difficile raccontare cosa ho provato. Un senso di vuoto e di pienezza insieme. La famiglia mi schiacciava, ma ora mi mancava. Dovevo essere felice ed invece iniziai a sognare la morte dei miei, ed io che li guardavo morire senza far niente. Incubi che mi accompagnavano durante la giornata. Mi sentivo in colpa per aver abbandonato la mia famiglia. Eppure stavo male con loro, li amavo ma mi soffocavano. Sono sicura di una cosa. Se fossi rimasta in Sardegna mi sarei ammalata ancor di più. Sardegna/Nuova vita: un conflitto che andava risolto, paura e desiderio, Perché sognavo la morte o il dolore dei miei? Volevo capirlo. Ho scoperto il concetto di ...

The last cigarette (L'ultima sigaretta). Dipendenza e nicotina

You Never Let me go. You never leave me alone. My little fire, you warm me like the morning sun. There's no way to slow down, but in 3 minutes I reset my soul. I see nothing in the smoke. My little fire, I catch you for a while, And life goes on with you. You kiss me, Judas, and one day you'll betray me. I know you're not my Messiah. (Cigarette, Andrea Battantier, Poesie, 2006, ed. Battar) L'ultima sigaretta (La poesia sulla sigaretta, A. Battantier) CI SEI SEMPRE COMPAGNA. E NON MI LASCI MAI. PICCOLO FUOCO, MI SCALDI COME UN FOCOLARE IMMENSO. L'ANNULLAMENTO CHE PASSA IN QUEI 3 MINUTI MI E' DI SOLLIEVO NELL'ATTENUARE IL NULLA. NULLA CHE NEL FUMO IO VEDO, E PER UN ATTIMO TI TENGO TRA LE DITA, VITA CHE VAI VIA. AD OGNI BOCCATA, FEDELE PER SEMPRE, COMPAGNA CHE UN GIORNO MI TRADIRA'. MA QUESTO IO LO SO. (Sigaretta, Andrea Battantier, Poesie, 2006, ed. Battar) The song "My good day" (A. Battantier) That is nice. I'm expecting my good day. I neve...

Lo Tsunami della mente: storia di un Attacco di Panico (Massimo)

Prima dello tsunami stavo bene? Certo che no, ero stressato come pochi. Mia moglie sempre più lamentosa che mi sembrava l'asinello Ih-Oh di Winnie the pooh, avete presente l'asinello di pezza sfigato? Per non parlare del lavoro, 3 ore di traffico tutti i santi giorni e quell'ufficio con le stanze sempre più piccole e le pareti che lentamente mi cercavano per schiacciarmi. E no cazzo, mica sono un pezzo di formaggio dentro a un toast!! All'inizio non lo vedevo lo stress, a dire il vero non lo vedevo neanche dopo gli attacchi, perché ci vuole tempo per vedere il tuo stress: noi siamo sempre bravi a vedere la sofferenza degli altri, ma la nostra no. Quando arriva lo stress e ti sovraccarica il cervello, dovresti staccare, e invece uno con l'incoscienza del coglione non molla e va avanti, avanti, come una macchinetta, un robottino. Il corpo mio i segnali me li mandava, eccome. Respiravo male, mi sembravo un sub in apnea, e poi il cuore che iniziava a traballare. Quando ...

L'attaccamento è deleterio/Maternal attachment and necessary child death (A. Battantier)

"L'attaccamento è deleterio perché rende gradualmente: teneri, innocenti, innocui, idioti" (Mario Thompson Nati & Andrea Battantier, L'attaccamento e il conflitto d'ansia, 1999, ed. battar) Lo scrivevamo anni fa, e ancora oggi, in terapia, occupano gran spazio tematiche connesse all'elaborazione del lutto da distacco amoroso. Uomini e donne paralizzati/e impreparati/e -a 40 anni- a strappare il cordone ombelicale. Escono dalla famiglia e non sentono l'aria di libertà, bensì l'aria di prigionia, rimanendo sospesi tra il passato ed il futuro. Lasciato in balìa/bàlia delle/alle ansie di se stesso, ogni uomo è un nulla perché non definito ed individuato. Ma se ci si mette insieme con rinnovata umiltà e consapevolezza, a poco a poco si ritorna a vivere e si ritrova la felicità, voltandosi a procurarla agli altri. Il distacco è necessario per la realizzazione del proprio corso. L'uomo si costruisce abbattendo il passato e ricostruendolo ogni gio...

Ansiosi di tutto il mondo unitevi!

“So che non è molto, ma solo lo 0,000002% degli ansiosi muore. Di ansia non si muore mai. Semmai, si vive male. Ma questo è un altro discorso”. (Mario Thompson Nati, frammenti dall’intervista di Wageningen, Olanda, 2005, ed. battar)