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Visualizzazione dei post con l'etichetta gioco d'azzardo

Dà più adrenalina non giocare

"Il non giocare mi dona la serenità che il gioco mi toglieva. La mia nuova adrenalina è il non giocare. E' diventato  uno speciale gioco il non giocare. Lo dico a tutti i miei ex compagni di merende ludiche. Guardate che dà più adrenalina non giocare. E la mente alla sera ringrazia". (A. Battantier, Memorie di una dipendenza, 2014).

Il cacciatore di alibi

"Non hanno conosciuto  il senso del dovere e del sacrificio. Solo diritti, premi, libertà, palcoscenico e lesa maestà. E poi, quando devono entrare nell'arena della vita, si trasformano in codardi cacciatori di alibi, per la soddisfazione di un immediato piacere. Piuttosto che umilmente rimboccarsi le mani, si accontentano di miraggi, dipendenza, follia, finanche la morte". (IL CACCIATORE DI ALIBI,  2008/2014. M.Thompson Nati). IL LAVORO È SUDORE E FATICA, MA CHI SEMINA RACCOGLIE. "Un lavoro ce l'ho grazie a mio padre, che mi ha dato un mestiere. Da ragazzo mi rosicavo l'anima, quando i miei amici, finita la scuola, se ne andavano al mare, ed io lavoravo fino al 10 agosto. Non esistevano ponti, sabati e altre finte feste, ma adesso so fare qualcosa, ho un mestiere tra le mani. E tutto è grazie a lui, mio padre. Con me c'hanno provato in molti a togliermi il sorriso, ti parlano dietro, diffamano. Tu fai una cosa: BALLA, qualunque musica ti piaccia balla...

FIDUCIA in noi stessi e VACCINO N: contro i NARCISISMI di tutto il mondo.

FIDUCIA in noi stessi e VACCINO N: contro i NARCISISMI di tutto il mondo.  Quando crediamo troppo in noi stessi, è facile cadere giù, spinti nel vortice dell'autodistru zione "amorosa". L'eccesso di sicurezza gonfia oltre modo l'orgoglio ("Io non posso perdere!", "Io ti salverò", " Noi noi e solo noi, siamo la coppia più bella del mondo") e ci chiude gli occhi e la mente ai segnali del mondo reale. Ma quando crediamo in noi stessi, senza strafare, sulla base di dati di realtà, il narcisista non riesce a farsi amare, ad ammaliarci, a farci ammalare. Non ce la fa, nonostante le sue abili armi di seduzione e distrazione di massa. Questo meglio lo comprende chi ha sofferto le pene dell'inferno, e si guadagna, sul campo di battaglia, il vaccino N. Chi è vaccinato non perde più il suo tempo, chiude subito il contatto, sfanculando, senza attendere pericolose mosse di accerchiamento dell'io. Il narcisista tenta le sue carte, ma, rico...

L'amore a senso unico

La ragazza mia quando mi ha lasciato mi ha detto: "Se ami due persone, è meglio scegliere la seconda. Perché se io amassi la prima, la seconda non sarebbe mai esistita. Amore mio tu sei la prima persona che amo!". Che culo èhhh! Na vorta che arrivavo primo, m'ha lasciato! ("Memorie di un amore", documentario di A. Battantier, 2012, frammento di DDP). L'AMORE A SENSO UNICO. Ho lasciato alle mie spalle il tempio dell'amore. È sempre difficile trovare un'altra strada, senza contar la nostalgia del rimirar rovine dell'ardore che fu. Eppure sono ancora vivo, i sogni svaniti col mio arrogante desìo. Quel che resta è il mio temporeggiare con l'accettazione di una prevedibile sconfitta. Poiché l'orgoglio, quando assai poco suffragato da fatti e raziocinio, è sovente destinato a perdere...la Dignità innanzitutto. Ah l'amore a senso unico, quale assurdità. E l'innocente, nel tempo, diviene idiota. (Memorie di un amore, Battantier, 1989...

Narcisi

NARCISI. "Un Verme presto saprà se quella porta scricchiolante si aprirà definitivamente o verrà chiusa per sempre. Però c'è un però. Però, però, però e però. Ecco come vanno le cose. Ta-dah! Il Però è servito. I vermi sono i maestri dei però, dietro un grande verme si cela sempre un immenso però. Sono proprio i sé e i ma i propulsori per le fughe". (Like a rolling worm, LGS, 2014).

Passione armoniosa e passione ossessiva

"Stai piegando la ragione ai tuoi ossessivi propositi di rivalsa! Ma se la pieghi ancora un po' sta ragione, si spezza e si piega alla follia! Non senti già lo scricchiolio nel cervello?"...."Meglio una passione armoniosa, che se è ossessiva bene mai non fa". (Era lei, T. Bergen/A. Battantier, 2009).

INFELICITÀ (FELICITÀ)

INFELICITÀ (FELICITÀ). "In alcuni casi l'infelicità sopraggiunge quando il desiderio è lanciato al di là delle nostre possibilità. E un desiderio incompatibile con la nostra realtà -se non risolto o arginato- può generare conflitto da senso di fallimento. Serve una buona  conoscenza di sé, in grado di regolare l'ampiezza dei desideri. Ansia, depressione, dipendenze, sono alimentate da un senso malato del desiderio. Ma occorre precisare che l'infelicità non è inevitabile. E che l'auto commiserazione,  il piangersi addosso (e addosso agli altri) non è un sistema molto valido per prenderci cura di noi stessi. L'infelicità non è un nemico, ma solo una scelta". (Mario Thompson Nati, Ricerche sulla Felicità: Kaufman a cena, 2014).

Una famiglia d'azzardo

"Nonna preferisce i gratta e vinci, mamma il Bingo, io le scommesse sportive. Siamo una famiglia d'azzardo insomma, tranne papà che è solo alcolizzato. Papà mi ha fatto conoscere Monekò, l'unico usuraio che pure quando "presta" ti fa giocare d'azzardo, nel senso che quando vai all'ufficio suo ti fa vedere 3 buste e se scegli quella buona ti fa lo sconto del 10% sul 50% d'interessi. Io mi diverto a giocare, solo che non capisco che c'ho da divertirmi visto che perdo soldi su soldi. Il fatto è che mi diverto nel mentre, il dopo arriva dopo, insomma non ci penso e quando ci penso è troppo tardi. Ho aumentato nel tempo la mia posta in gioco e la cosa allucinante è che io mi sono sempre considerato padrone di niente e schiavo di nessuno, Invece con il gioco ho scoperto che sono padrone di niente e schiavo del gioco. Perché quando c'hai c'hai un vizio, sei schiavo del vizio. Altro che gioco responsabile. Tacci loro dello Stato e della pubblicità...

L'addio non sarà tanto lieve

Yes little Otty, You will always be swimming in my heart little one!

Videogames

Mi chiamo Pepo. Ho 15 anni e ho rischiato di morire, mica per l'ecstasy, no, per i videogames. Bisogna scriverlo sulla scatola del giochetto: se ci giochi troppo ci schiatti col cervello. Mia madre c'aveva paura che giravo troppo in discoteca, non voleva che uscivo, era contenta che giocavo a casa, così mi controllava, lei guardava la tv e io giocavo. Pure 8 orette al giorno, o la notte. Roba che se studiavo come giocavo adesso ero un genio. Mia madre era meglio che mi faceva uscire. E' più pericoloso dentro una stanza col pc che fuori a una piazza con gli amici. PS: A maggio facio pure una lezione a scuola. Per dire de non rincojonisse troppo coi pc, ma neanche alla tv. Come mia madre, le bidelle e certi professori.