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Visualizzazione dei post con l'etichetta dipendenza

ADDIO NARCISO. NARCISISMO, MURO DEL PIANTO E SALICI RIDENTI

ADDIO NARCISO. NARCISISMO, MURO DEL PIANTO E SALICI RIDENTI. "Ho capito molte cose conoscendoti. Hai sofferto da piccolo, ti hanno ferito, bastonato, non considerato. Ti sei sentito una merda, e allora hai reagito a modo tuo, caricandoti da solo l'IO di energia. OK. Ma quello che ho capito, a spese mie, è che tu l'energia la prendi da noi che te la diamo. E non ti basta mai. Ci asciughi fino all'ultima goccia di energia e poi ci butti come una cosa vecchia, una pila esausta. Poiché, chi dona tutta la sua energia senza ricaricarsi, almeno un po', alla fine va per spegnersi. Hai preteso, giorno dopo giorno, di manipolare la mia centrale di energia. Ma io te l'ho concesso. È stata mia la colpa. Pensavo di essere una fonte inesauribile? Oh che folle illusione! Mi analizzavo da tempo, e continuavo a non capire. Sapevo essere severa e intransigente, mi assolvevo pensando di aver dato tutto il mio amore a lui. Ho cercato sul vocabolario 'NARCISISMO', e poi ...

LA BARCA DI CARTA

Prima o poi dovevo capirlo: Aiutare è un verbo mefitico.  Alle volte serve lasciare andare, come si abbandona una barca di carta alla corrente d'acqua.  Ti vedo in lontananza scendere giù e ti ringrazio per quegli sprazzi di serenità.  Ho accettato la decisione perché tu non sei solamente quella barca, sei la mano che l'ha fatta partire.  Mi mancherai, barca di carta.  (Memorie di un amore, A. Battantier, 2016, Claudia Pierce)

LA MAPPA DELLA MENTE: COME USCII DA QUELLE QUATTRO MURA

LA MAPPA DELLA MENTE: COME USCII DA QUELLE QUATTRO MURA. "Se non riesci a trovare la strada, trovatela da te. Non c'è? Fattela, ma con criterio. Mi dicevano non c'è, resta qui tra noi. Ma io dentro a quelle mura stavo impazzendo. Io una porta me l'ero pure creata, con tutto il mio candore l'avevo disegnata su di un muro. Non si apriva, e ci sbattevo. Continuavo a farmi del male, perché la fantasia da sola non basta per crearsi nuovi varchi. Allora individuai un pertugio, e piano piano lo aprii. Era il tombino della mente. C'era tanta robaccia, merda e pregiudizi, educazione, perbenismo e topi conformisti, e tante idee degli altri. Non erano le mie. Quel buco lo attraversai, mi sporcai e scivolai, e mi stancai, ed ebbi paura del buio e dei mostri intorno a me. Ma poi tornai alla luce. Grazie a quel pertugio trovai la libertà: terrore, disordine, rumore, ma pure tanto amore". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, come uscii da quelle quattro mura)...

COMBATTERE LA DIPENDENZA CON LA FANTASIA

COMBATTERE LA DIPENDENZA CON LA FANTASIA. "La fantasia andrebbe sperimentata più spesso nella realtà. L'uomo è un creatore di immagini fantastiche. È che alle volte sembra dimenticarsene e cerca altrove quel meraviglioso mondo che ha già dentro se stesso. Il gioco d'azzardo, l'eroina, la cocaina, l'alcool, tutte le dipendenze, che altro sono se non mancanza di fantasia? Con la fantasia è possibile creare altre infinite fantasie. Ma senza fantasia, la realtà è poca cosa, ed è di una noia mortale. Ecco allora la dipendenza a ricreare artificialmente la fantasia, miraggi vuoti che donano provvisoriamente conforto al sopraffare della noia del nulla". (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and others animals, 1996).

Dà più adrenalina non giocare

"Il non giocare mi dona la serenità che il gioco mi toglieva. La mia nuova adrenalina è il non giocare. E' diventato  uno speciale gioco il non giocare. Lo dico a tutti i miei ex compagni di merende ludiche. Guardate che dà più adrenalina non giocare. E la mente alla sera ringrazia". (A. Battantier, Memorie di una dipendenza, 2014).

DIPENDENZA: NON C'È COSA PIÙ BELLA CHE DIPENDERE DALLA LIBERTÀ

DIPENDENZA: NON C'È COSA PIÙ BELLA CHE DIPENDERE DALLA LIBERTÀ. "Dipendo da te, da qualche cosa che mi umilia e mi ammalia sull'onda di promesse false di emozioni. Dipendo da te, dolcemente e amaramente mi risveglio, e addosso sento il peso di una gabbia che mi fa sballare fuori e non mi fa più uscire dentro. Mi annoiavo e non ascoltai il vecchio quando disse: '...Il problema non sono le droghe, è la dipendenza'. Ah ah ah!! Ed io ridevo, forte della mia vanità. Dipendo da te, fin quando in faccia io non vedrò la mia libertà; non c'è cosa più bella che dipendere dalla libertà. Non bisognerebbe mai dimenticare come e quando si cade. E la libertà, non è quel cazzo che ti va". (Memorie di una dipendenza, Andrea Battantier, 2011).

RAGNI CHE PAURA!!!

RAGNI CHE PAURA!!! "Mica sono l'unica, però, solo io tra le mie amiche ne rimango attratta e, nel contempo, terrorizzata. Ho scoperto che non è una paura casuale ma ci sta qualche corto circuito nel cervello, collegato a qualcosa di profondo. L'uomo, per esempio, è più pericoloso. Nella fattispecie mia madre. Pensavo che andasse tutto bene, ma più pensavo che andasse tutto bene e più aumentava il mio terrore per i ragni. Coincidenza? Quello che posso dire è che io nella vita voglio controllare tutto, e 'sti maledetti ragni rappresentano l'unico neo alla mia ricerca di perfezione: infatti non riesco a controllarli, sfuggono al mio spietato controllo, anzi, in quei momenti il controllo sfugge da me. E forse è qui che sono più vera. Perché a pensarci (pure se mi fa schifo) io in finale sono come un ragno, che tutto controlla nella sua ragnatela. È mia madre ad avermi insegnato l'arte del controllo spietato sulla mia vita e sugli altri: poraccio il ragazzo mio, lo...

NEONATI A 50 ANNI: CHE COS'È IL TANGUISMO MILITANTE

"La 'neotenia'  è la prematurità fisiologica e psicologica del piccolo essere umano, rispetto alla maggior parte dei neonati di altre specie animali. Il neonato umano nasce insufficientemente preparato ad adattarsi al mondo. Questo ruolo, che è ricoperto, nei primi anni,  dall'ambiente familiare del piccolo, sovente, nella società occidentale, si protrae fino ai 50 anni e più del neonato (Tanguismo) che se ne resta gagliardamente per decenni un micio bello e bamboccione. Poi, i genitori, sfiancati,  lasciano il posto nel mondo alle 'nuove' leve". (M. Thompson Nati, Common sense in everyday life, 1995, 2015).

VINCI SE NON GIOCHI!!!

"Luis ha problemi di gioco e pure il fratello e la madre. Ma quanti sono? Cosa fare per loro? È tremendo esser compulsivi ed ossessivi. Finisci ridotto ad un povero schiavo. C'è chi dice che non si guarisce, che al massimo passi da una schiavitù ad un'altra. Non è giusto, non è giusto" [...] "Si può guarire, ma serve una vera e propria riprogrammazione dell'Io, servono nuovi mantra, nuove consapevolezze. Iniziare ad uscire dalla via del Nulla, della Noia, soprattutto dal vicoletto-scorciatoia del Tutto e Subito. Nuove consapevolezze portano ad innalzarsi, a vedere la nostra vita scorrere in un determinato modo. La vita va vista allontanandosi da essa, da un'altra prospettiva!". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2015).

Insonnia

"Alle 3 mi sveglio e penso: Cazzo! Ma è possibile? Niente, non riesco a dormire. Allora scendo dal letto, mi trascino davanti alla TV. Poi, quando mi sento abbioccato, quatto quatto mi avvicino al letto. Ma a cosa penso? Io qualche pensiero di ansia ce l'ho ma non mi ricordo. Mi monta solo quel nervoso, ma è il nervoso per l'essermi svegliato! Solo la lucetta dell'alba mi rasserena, mi regala quella sicurezza che il peggio è passato. Il peggio è il buio, e allora 2 orette me le faccio. Mi servirebbe una specie di lucetta come di sole-basso-basso-che-ancora-non-è-uscito, e allora io dormirei tutta la notte pensando che è quasi quasi giorno". (Memorie di una dioendenza, A. Battantier, 2005).

Dormire per svegliarsi guariti

"Vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Succederà così anche a te. Un giorno ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Al tuo fianco, io aspetto che tu abbia completato il viaggio dentro di te, e guarito le vecchie ferite. So che quando tornerai dai tuoi incubi cammineremo mano nella mano". (Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”/Isabel Allende “Eva Luna racconta”).

La donna perfetta e l'omo dei sogni

"Volete la donna perfetta e l'omo dei sogni, ma quello che ve frega è la pazienza! Il non sapere aspettare la grande occasione! Con il tempo si può imparare a star bene da soli. E con la solitudine, alle volte, è meglio instaurare una relazione solida". (Liberamente, Giovanni El Mamba Carpentieri, 2015).

Il cacciatore di alibi

"Non hanno conosciuto  il senso del dovere e del sacrificio. Solo diritti, premi, libertà, palcoscenico e lesa maestà. E poi, quando devono entrare nell'arena della vita, si trasformano in codardi cacciatori di alibi, per la soddisfazione di un immediato piacere. Piuttosto che umilmente rimboccarsi le mani, si accontentano di miraggi, dipendenza, follia, finanche la morte". (IL CACCIATORE DI ALIBI,  2008/2014. M.Thompson Nati). IL LAVORO È SUDORE E FATICA, MA CHI SEMINA RACCOGLIE. "Un lavoro ce l'ho grazie a mio padre, che mi ha dato un mestiere. Da ragazzo mi rosicavo l'anima, quando i miei amici, finita la scuola, se ne andavano al mare, ed io lavoravo fino al 10 agosto. Non esistevano ponti, sabati e altre finte feste, ma adesso so fare qualcosa, ho un mestiere tra le mani. E tutto è grazie a lui, mio padre. Con me c'hanno provato in molti a togliermi il sorriso, ti parlano dietro, diffamano. Tu fai una cosa: BALLA, qualunque musica ti piaccia balla...

QUANTO CIBO SERVE PER COMPENSARE L'AFFETTO?

Quante volte sono fuggito. Mi sentivo in trappola, e non avevo la forza di lottare. Come la canzone, ho bisogno d'amore, abbracci, affetti, carezze, la retorica del sentimento e chissenefrega, vorrei essere smielato e bacio perugina, per una volta. Perché è tutto complicato? Ho mangiato troppo poco affetto. Quanto cibo serve a compensare l'affetto? Vorrei abituarmi ad essere felice, ma prima devo capacitarmi che il rancore non serve più a molto ormai, e che deve iniziare il secondo tempo della mia vita. La fonte della felicità magari sta nel mondo, e non si esaurirà mai...quando smetterò di pensare che l'ho persa per sempre. In fondo, il bisogno di essere amato, parte dall'amore che io posso dare per primo a me stesso, e poi agli altri. Suvvia, rimbocchiamoci le maniche, e allontaniamoci dal muro del pianto. (Memorie di un adolescente,  Andrea Battantier, 2007).

La volontà del cuore

«Mai più!» diceva imperiosa la sua volontà. «Domani, ancora!» supplicava il cuore singhiozzante. (Hermann Hesse, “Narciso e Boccadoro”). "Impariamo a sognare. Sì certo, ma nel frattempo mi fido dei fatti". (M. Thompson Nati, San Tommaso crede ancora all'amore, 1993). "L'amore è una follia che trova la sua ragion d'essere nella follia di un'altra persona. Ma quando la follia è a senso unico, quel che resta è solo la follia". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

AVEVAMO 16 ANNI, SI BEVEVA PER DIMENTICARE. MA COSA?

 Si cominciò a bere per lasciarsi andare, per sentirsi del gruppo, perché lo fan tutti, per dimenticare. Ma de che? Che devi dimenticare a 16 anni? La noia prima che uno muoia? Perché se sei triste pensi che non sarai mai felice, e quando sei felice che tanto poi sarai triste. Io e Chicca abbiamo iniziato a bere presto, per farci notare, per andare contro i nostri genitori che non ci hanno mai cacato e che si preoccupano solo della figura in società. Prima dov'erano me lo spiegate? È bello avere l'attenzione di qualcuno, ma tanto è sempre un surrogato, se non hai avuto l'attenzione più importante: quella di mamma e papà. Ma no l'attenzione dei soldi e dei vestiti. Anche quella di farci fare le cose insieme, anche lavorare con loro, prima che ci dicessero: "non fate niente". È pure colpa dei grandi se un piccolo non fa niente. Io a mio figlio lo farò apparecchiare e rifare la stanza a 3 anni. Ed è sempre troppo tardi. Siamo giovani, e soli, e già mezzi morti d...

FIDUCIA in noi stessi e VACCINO N: contro i NARCISISMI di tutto il mondo.

FIDUCIA in noi stessi e VACCINO N: contro i NARCISISMI di tutto il mondo.  Quando crediamo troppo in noi stessi, è facile cadere giù, spinti nel vortice dell'autodistru zione "amorosa". L'eccesso di sicurezza gonfia oltre modo l'orgoglio ("Io non posso perdere!", "Io ti salverò", " Noi noi e solo noi, siamo la coppia più bella del mondo") e ci chiude gli occhi e la mente ai segnali del mondo reale. Ma quando crediamo in noi stessi, senza strafare, sulla base di dati di realtà, il narcisista non riesce a farsi amare, ad ammaliarci, a farci ammalare. Non ce la fa, nonostante le sue abili armi di seduzione e distrazione di massa. Questo meglio lo comprende chi ha sofferto le pene dell'inferno, e si guadagna, sul campo di battaglia, il vaccino N. Chi è vaccinato non perde più il suo tempo, chiude subito il contatto, sfanculando, senza attendere pericolose mosse di accerchiamento dell'io. Il narcisista tenta le sue carte, ma, rico...

Come si uccide l'amore?

"AMORE: NON TUTTE LE VERITÀ SONO PER TUTTE LE ORECCHIE. "Come si uccide l'amore? L'amore, talmente naturale che sembra impossibile reprimerlo. Non si riesce a pensare ad altro. Come è possibile cacciarlo via dalla mente e dal cuore? Come si fa ad elaborare un lutto amoroso? Forse, prima di elaborare un lutto amoroso, occore "uccidere" l'amore. Finché l'amore è ferito, e addirittura lo si cura, non si può elaborare un bel niente,  Forse adesso è così. A ciascuno il suo tempo. Si dice che: 'non tutte le verità sono per tutte le orecchie'. Figurarsi allora una scomoda verità per il cuore e...per l'orgoglio". (Memorie di un amore, 2015, una Walkiria imperfetta. A. Battantier).

CHI PERDE LA LUCE PUÒ RITROVARLA IN MANIERA SORPRENDENTE

CHI PERDE LA LUCE PUÒ RITROVARLA IN MANIERA SORPRENDENTE. Non è una storia che si possa raccontare facilmente. Era irraggiungibile l'amore mio. Altrove, persa nei meandri ingarbugliati della mente. Non mi guardava in faccia. La sua unica necessità era di trovare soldi per la dose quotidiana di miraggio. La scena era sempre la stessa. Mi accorsi dopo 3 anni che la mia era una battaglia definitivamente perduta. Da solo non potevo più aiutarla. Non aveva più la luce dentro. In comunità, abbiamo ritrovato tutti insieme la virtù del comunicare, di guardarci in faccia con nuova dignità. Chi perde la luce può ritrovarla in maniera sorprendente. È questa storia nostra ad avermi fatto capire che gli uomini, insieme, di buona volontà, possono tenere ben acceso il fuoco dell'amore. (Memorie di una dipendenza. Andrea Battantier, 2007).

Narcisi

NARCISI. "Un Verme presto saprà se quella porta scricchiolante si aprirà definitivamente o verrà chiusa per sempre. Però c'è un però. Però, però, però e però. Ecco come vanno le cose. Ta-dah! Il Però è servito. I vermi sono i maestri dei però, dietro un grande verme si cela sempre un immenso però. Sono proprio i sé e i ma i propulsori per le fughe". (Like a rolling worm, LGS, 2014).