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Visualizzazione dei post con l'etichetta Dignità

HANDE KANDER

CADERE PER MANO DI ODIATORI DI ESSERI UMANI. STORIA DI HANDE KANDER. "Ero una ragazza trans. Volevo fare la maestra, ma sono finita ammazzata da odiatori di esseri umani. La mia famiglia non mi capì e mi cacciò di casa. Finii per fare la prostituta. Non era quello il mio sogno. In Turchia non te lo danno il lavoro se sei trans (chissà invece negli altri paesi!). Amavo la vita, ed il mio sogno era uno: il diritto di esistere come sono. E fare la maestra. Il diritto all'esistenza passa attraverso la resistenza, ed io ho lottato, diventando un punto di riferimento LGBT nel mio paese e nel mondo. Ma le dittature temono le teste pensanti, le minoranze che portano avanti i cambiamenti. Ogni dittatura sa come muovere le teste calde, ha i suoi bravi burattini. Non vi racconto come è andata l'ultima notte della mia vita in terra. Non importa perché io sono ancora viva, fintanto che qualcuno porterà avanti il mio nome, le nostre idee di cambiamento. Ho imparato a perdonare, a so...

LA MIA CORSA PIÙ LUNGA

"Anche io, come nel film che abbiamo visto (400 colpi), ho corso come un pazzerello fino al mare. Era di sera, e mio padre guardava la tv. Io mi ero dato appuntamento con la mia prima vera fidanzatina (avevo 11 anni) ma lei al parco non s'era fatta trovare. Non rispondeva ai messaggini, e sotto casa sua c'era una festa, tante persone anche grandi. Lei stava seduta su una specie di dondolo parlando con un cretino che ci stava di sicuro provando. Io l'ho aspettata, l'ho chiamata, lei mi ha detto: "vai vai ci sentiamo domani ora non posso!" e poi se ne è andata verso la sua piscina. E allora mi ha preso una specie di rabbia e di disperazione. E ho iniziato a correre senza sapere cosa fare e dove andare. Le stelle stavano in cielo, ma erano troppo lontane, così andai al mare. Una fuga da tutto, piangevo ma un po' iniziai a ridere, un pochetto mica tanto. Ho toccato l'acqua con tutte le scarpe ed i vestiti e mi sono messo a ballare, come il ragazzi...

FEMMINICIDIO

ANIME DANNATE. Aveva osato chiedermi separazione. Mi aveva denunciato, vi rendete conto? Anni di botte, non lo nego, e me la comandavo. Ho caricato il fucile a pallettoni. Volevo essere sicuro di ammazzarla. A lei l'ho sparata alla gola subito. E poi, lo sapete, eccomi qua: mi sono sparato. Tanto sulla terra noi maschi abbiamo gioco facile. I carabinieri dovevano cogliermi sul fatto. Già 10 anni fa avevo tentato di ammazzarla. Qui, uno con le ali mi fa: "Perché?". Non volevo essere lasciato, ecco perché. Fosse per me non l'avrei mai fatta uscire di casa, neanche per la spesa. E la parrucchiera, certo, ma solo a domicilio. Io potevo andare a femmine. Lei muta e rassegnata. Ma questa poi da muta mi apre bocca e mi dice: "NON PROVO PIU' AMORE". E altre cazzate. Non l'ho mai accettato. Doveva stare con me. Non sopportavo di essere lasciato. E poi mi serviva una in casa per accudire. E quando mi ha detto: "E' finita", allora ho pensato pure...