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Visualizzazione dei post con l'etichetta Memorie di un adolescente

SOTTO L'ALBERO NON VOGLIO IL DESTINO

SOTTO L'ALBERO NON VOGLIO IL DESTINO. "Forse è il caso di ripartire da queste macerie. Domani è natale, è il mio compleanno. Per regalo ho deciso che da domani il mio destino sarà fare a meno del destino. Io, da domani, indietro non ci torno. Perché il destino è quella cosa che sembra che sta avanti ma alla fine ti riporta sempre indietro, sempre più a fondo. Perché il destino ti frega. Se ci credi troppo pensi che ci sia sempre qualche collegamento, che alla fine deve andare lì, proprio lì. Ma, se non fai un cazzo che è un cazzo, vai lì lì giù. Se fai qualcosa, almeno ci hai provato ad andare un po' su su. Mettiamola così: il destino determina il futuro se svolgi bene (o male) il compito tuo. Ma allora non  chiamiamolo destino, chiamiamolo: svolgimento di un compito e cerchiamo di farlo bene". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2018, SPIN, Sotto Pelle I Negrita, 17 anni). #memoriediunadolescente #m...

PERDERMI NEL MONDO (E OLTRE)

"Quando cammini non sei neutro e non è mai neutro lo spazio intorno a te. Ci sta sempre un significato. Tutte queste reti di relazioni tra noi e il mondo mi fanno sentire dilatato verso l'infinito. Io mi sforzavo di essere il più possibile uguale a me stesso. Volevo proteggermi. Ma stavo morendo di regole e di noia. Perdermi nel mondo! Ecco il nuovo gioco, alla ricerca dell'invisibile che si scopre imparando il linguaggio del mondo". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2018, VD, 21 anni). #memoriediunadolescente #miplab #modelloidealedipersona #andreagiovannibattantier #battantier

NEL SILENZIO

NEL SILENZIO. "Quando sono in silenzio parlo di me stessa con me stessa. E se non son perfetta, fa lo stesso. Finalmente sono nuda, quasi ne ho paura  nell'entrare in questa nuova dimensione della verità. E quando torno tra la folla sento meglio i mille inganni che si appiccicano all'anima come una colla che però ormai, attacca sempre meno. Perché volo oltre, vuoto non ti temo". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Milly, 17 anni). #memoriediunadolescente #modelloidealedipersona #miplab  #andreagiovannibattantier #battantier

LA MIA AMICA BIBLIOTECARIA

LA MIA AMICA BIBLIOTECARIA. "Mi ero messo in un angolo. Per non perdermi. L'altra faccia del nascondersi è cercare di non perdersi, provare di sapere dove sei. Alle volte, ritrovarsi. Così credevo. Intanto combattevo la minaccia di un mondo devastante. La felicità -ne avevo ormai fin troppe prove- me la portava via questo mondo. Nell'angolo di una biblioteca io ci stavo bene. Mi ci strapparono a forza i professori, mia madre, gli assistenti sociali, gli psicologi, gli psichiatri. Tutti vennero in assetto di guerra. Vollero strapparmi l'anima; domanda dopo domanda, pillola dopo pillola. Nel mio angolo io ci stavo bene. Un luogo ordinato, libri che mi consigliava Silvia, la mia grande amica bibliotecaria. Lei sì che mi ha salvato! A modo mio mi davo da fare. Distribuivo volantini, aiutavo a spazzare camini, ho fatto anche piccoli traslochi. Vollero strapparmi l'anima, domanda dopo domanda, pillola dopo pillola. Vollero. Ma non ci riuscirono. Grazie ai libri, grazie a...

LETTERA DI UNA FIGLIA AI GENITORI

"Purtroppo i genitori spesso sono gli ultimi a comprendere le ragioni profonde dei figli. Se mai le comprenderanno. Per comprendere i figli serve mettersi in discussione, serve umiltà, serve flessibilità. Non mi sembra che questi doni siano presenti sotto il vostro albero di Natale". (A. Battantier, Memorie di un'adolescente, 2012, Valentina F. ,19 anni, lettera alla famiglia, MIP LAB 11.4). #miplab #memoriediunadolescente #modelloidealedipersona #andreagiovannibattantier #battantier

La calma di Yogananda

"La calma dona il potere di superare gli ostacoli della vita. Chi riesce a restare calmo in ogni circostanza è invincibile. E pure se perde rosica de meno, perché rimane calmo". (PPY, Parannhansa Paraphrasanda Yogananda, A. Battantier, Memorie di un adolescente, 2016, Carletto Tremò, 16 anni)

VIA LATTEA E CENTRALE DEL LATTE

IN ALCUNI CASI È LA VIA LATTEA, IN ALTRI SOLO LA CENTRALE DEL LATTE. "Ho saputo che Zeus ha tentato di fare allattare suo figlio Eracle alla moglie Era. Ma Era non era la madre del bambino. Si è stranita, e l'ha staccato dalla zinna, facendo fuoriuscire il latte. Nacque così la via Lattea. Perché Era, donna forte, si è ribellata a quel prepotente di Zeus. Purtroppo le mucche non possono difendersi come Era. Noi, come tanti piccoli Zeus, ce la comandiamo, fregandoci il latte, ma loro non possono far niente per ribellarsi. Dobbiamo aiutarle noi. Quando guardo il cielo stellato, penso alle mucche private dei loro vitellini per dare il latte a noi. E nei miei sogni Era è la protettrice delle mucche, vitellini, pecore e agnellini. E chi va in cielo, attraversa la via Lattea". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Valerio, 15 anni).

NONOSTANTE (LA FELICITÀ)

"Oh il desiderio di vivere e sperimentare questa vita in ogni suo giorno. So che finirà ma, da quando sto con Giada, è bello scoprirsi felici, nonostante. Il dolore, la sofferenza, fanno parte di questa felicità nuova, che mi conquisto proprio grazie al dolore ed alla sofferenza. Sto meglio da quando so che la felicità non è parola vuota, ma uno stato d'essere da conquistare, nonostante. E non ho più paura, o ne ho sempre meno". (Memorie di un adolescente, memorie di un amore, A. Battantier, 2015, Putz 21 anni, mi sò rimesso co Giada).

NOI SIAMO INFINITO

"C'era un ragazzo schiacciato dalla vita. Quante volte mi sono chiesto: come posso diventare adulto senza perdere me stesso? Ma si può essere eroi per un giorno soltanto? Io penso di sì. Ed è proprio questo giorno a donarti la forza per continuare l'avventura gli altri giorni. L'eroe trova il coraggio in se stesso combattendo le sue paure, e aiuta gli altri che rischiano di soccombere. Insieme si lotta meglio." (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 2014, Attilio L., 15 anni).

ERRORI

ERRORI, GUARDATI ALLO SPECCHIO E PERDONATI. "A 14 anni pensavo che non avrei sbagliato quasi più. A 16 ho capito che quel QUASI fa la differenza. Sbaglio ancora a 17, e penso a 18 e così via. Nuovi errori, ma quello che mi fa impazzire, è rifare sempre gli stessi. Che coglione. Poi vedo gli adulti che continuano a sbagliare da grandi esperti cazzari quali sono. Quante ferite, e quante volte dovrei chiedere SCUSA ogni giorno. Forse devo chiedere scusa a me stesso, per non essere umile e non essere riconoscente, per non vedere ed ascoltare il mondo intorno a me. Quella rabbia che ho dentro andrebbe capita, e una carezza basterebbe alle volte per lasciarla uscire via nel vento. Ma le carezze vanno anche date e non solo pretese". (A  Battantier, Memorie di un adolescente, 2007, Edoardo Angherici, 18 anni...quasi).

A FURIA DI PARENTESI (CACCIATORI DI ALIBI)

A FURIA DI PARENTESI (CACCIATORI DI ALIBI). "Avoja che la consideri una parentesi. Se fosse un foglio la vita tua sarebbe così: ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ...

L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA: STARE BENE, SENZA CHIEDERSI PERCHÉ

Come si fa a trattenere qualcosa che ti accade, senza affibbiare subito un nome, un'identità? Io ho iniziato ad ascoltare i battiti del cuore.   E non si ascolta quando parte...Bum bum bum...Bum bum bum! Stai sentendo, non stai ascoltando. Ascoltare è un'altra cosa. Ascoltare il silenzio delle montagne, il silenzio del mare. Siamo noi che facciamo partire il Bum bum bum. "Il cuore è la mente che non sa di pensare", dice Thompson Nati. Il silenzio ti porta a pensare. Crescerai con me fino a che si potrà raccontare la storia di un albero dentro l'albero. Aspettavo che il rumore mi dicesse qualcosa. Un inferno non troppo caldo, un paradiso non troppo beato, un purgatorio di passaggio. Ecco l'altra faccia della luna.  Trovare una soluzione a tutto, ma stare bene senza chiedersi il perché. L'altra faccia della luna è possibile, e sì...va bene i Pink Floyd, ma mica è sempre scura l'altra faccia della luna. Ecco il profumo dei fiori. L'albero...

Almeno una volta l'anno

"Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima". (Dalai Lama). [...] "Caro diario, siccome pure quest'anno in famiglia non abbiamo un soldo, ho deciso che col motorino visito ogni anno un paese nuovo vicino al mio. Da Campagnano voglio esplorare Sutri (pe sputà in faccia a Sgarbi). L'anno prossimo una puntata a Ronciglione e, se m'avanza la benza, pure a Caprarola". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2018, frammento di Matteo P., 16 anni).

QUANDO ANSIA E FELICITÀ FANNO A BOTTE

QUANDO ANSIA E FELICITÀ FANNO A BOTTE. "Trovare ciò che esiste di bello nella vita è un'arte  da imparare giorno dopo giorno. Si può imparare ad essere felici? La felicità per me non è SOLO inseguire i sogni  di domani, ma ANCHE cercare di godere quello che si ha, oggi. La felicità è ANCHE nel presente. È uno stato di gioia del presente. Ricordiamocelo quando inseguiamo i soldi, il benessere, la fama, il successo, il potere, ritenendo che il loro raggiungimento dia la sensazione di felicità. Questo atteggiamento crea ANSIA, e l'ansia spesso fa a botte con la felicità. Chi è schiavo di troppe cose non è libero e quindi non è felice". (Memorie di un adolescente, 2016, A. Battantier, frammento di Gigi DragonB, 16 anni).

IL NOSTRO PROSSIMO TEMPO INSIEME

"L'altro giorno mamma mi ha detto: 'Come faccio a ridarti il tempo che ti ho tolto?'. Io le ho risposto: 'Il tempo tolto non me lo puoi ridare, mamma, ma possiamo sfruttare meglio -e questa volta insieme- il nostro prossimo tempo. Possiamo vivere bene da adesso in poi, va bene?". (Memorie di un adolescente, 2007, A. Battantier, frammento di Giadina Red, 13 anni). 

LA DIFFICILE ARTE DEL PERDONO

LA DIFFICILE ARTE DEL PERDONO. "Va bene, sto cercando di non prendere più nulla in modo personale. Dice il maestro mio di Arti Marziali che gli altri non fanno nulla a causa tua. E che ognuno ha un viaggio suo e un sogno suo, e dice tu pensa al tuo Giannì. E va bene. Ho perdonato mio padre che c'ha lasciato che avevo 2 anni. Ho perdonato mamma che, colla scusa che ce voleva dà un padre ce n'ha dati artri 5 in 10 anni (aò, nun se poteva fà nà scopata e basta, senza facce tribolà a me e mi sorellina!?). E poi ho perdonato Licia quanno s'è messa cò Germano l'amico mejo mio (pensa quelli peggio). E ho perdonato pure Germano. Va bene, forse se perdoni nun sei più vittima di sofferenze inutili. Ma il maestro mio c'ha 50 anni e fa meditazione, yoga e Taccituan o come se chiama. Io c'ho solo 16 anni e perciò ve dico, e vabbè ve perdono, epperò mò nnatevene tutti affanculo". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2014, Gia...

NON SI PUÒ SCAVARE IL CIELO

NON SI PUÒ SCAVARE IL CIELO. "Scava, scava, mi sembro sempre in superficie. Mi chiedo, forse sto scavando il cielo? O forse non c'è tanto da scavare, da capire. Tutta questa resistenza è stata inutile. È brutto quando fatichi per anni, e tutto resta tale e quale. Pretendevo di salvare mio padre, mia madre, e mi sono perso io. Poi mi sono chiuso in letargo, per 2, 3 anni, spento e rassegnato. Ma tutto questo dolore mi ha insegnato che le cose alle volte vanno lasciate andare, che non puoi farci niente. Ma mica tutto. Io posso dare ancora trantissimo alla mia vita. Mi serve un po' di pace. Non so come dire però, una pace attiva. Basta letargo, e basta pure questo vittimismo rassegnato del cazzo che ormai fa vomitare pure me. Ed è bellissimo sorridere di nuovo alle piccole cose della vita -perché ci sono- ma io non le vedevo, preso com'ero a scavare il cielo. Ho buttato la pala. Il cielo non si scava. Non so dove sto andando. In fondo ho solo 18 anni e ta...

I GENITORI DOVE STANNO?

I GENITORI DOVE STANNO? “In questi giorni a scuola abbiamo parlato con i prof della dipendenza che abbiamo noi ragazzini con smartphone e tablet. Delle persone hanno chiesto alla Apple di bloccare questa dipendenza da iPhone dei ragazzini. E magari è pure giusto, visto che un uso eccessivo ci rincoglionisce a tutti quanti. Epperò, c'è una cosa che non capisco. E va bene che le società di tecnologia devono fare qualcosa per la salute ma, i genitori dove stanno? Per esempio i miei stanno sempre con il cellulare e sapete perché sono contento quando vado a casa della mia, diciamo ragazza? Perché la mamma ed il papà fanno lasciare tutti i cellulari dentro ad un cestino di lana, e non si tocca più. È bellissimo parlare e giocare tra di noi, così nel frattempo il cervello si sfritta e si raffredda un po’". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 2018, frammento di Dariok, 13 anni).

PRETENDEVA (SU CHI TI SUCCHIA L'ANIMA CON STILE)

PRETENDEVA. "C'era una compagna di classe. Pretendeva, e sempre lei si protendeva volta ad ottenere ciò che riteneva -già- suo di pertinenza naturale, avvantaggiata sol dall'essere una principessa in casa, coccolata, vezzeggiata dai suoi genitori servi. E lei dolce tiranna. Pretendeva fotocopie, libri, un pezzo di merenda o lo strappo in motorino. Pretendeva con il dito teso e un mezzo sorriso presto svanito, perso dentro a uno sbadiglio. Il bambino che pretende, diventa grande pretendente se -negli anni- trova chi, lungo il suo cammino, tutto gli concede. Similemente ella pretendeva, poiché, trovava morbidi lacchè, o più semplicemente buoni che, poco a poco, entravano nella sua rete proverbiale di esigente dominanza. La pretendente sparava nel mucchio, sapendo già dove puntare al dunque: su chiunque le avesse offerto un pur minimo appiglio. "Chi mi presta il motorino?". Ad ella non bastava il primo fesso che provava a dire: "Dove devi andare? Posso accompa...

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA. "Nascondi le cose lontane, nebbia impalpabile e scialba. Alle volte è meglio non vedere oltre. La nebbia difende e protegge, non mi troverete, pensavo. E pure pensavo che Pascoli fosse un poeta vecchio. Sarà, ma è un vecchio che ritorna. Pascoli si attacca alle piccole cose, come noi ragazzi a due cazzate. Schiacciati da un passato e soprattutto da un futuro troppo ingombrante. In mezzo ci siamo noi, 4 deficienti sui muretti di un quartiere senza decoro, identità e lavoro. Mio zio l'altro giorno è passato alla fontana in scooter e ci fa: Ehh ai tempi miei...". Ai tempi miei un cazzo zì. Ai tempi tuoi stavi col posto fisso alle Poste a comprarti i vestiti da fichetto con la beata convinzione che l'Italia era la quarta potenza del mondo. Mò la festa è finita e stamo a pagà il conto". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2013. Matteo Lizard, 16anni).