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Visualizzazione dei post con l'etichetta Raccontami l'estate

PER UN TRAMONTO VAL BENE ASPETTARE UNA VITA

"Signora, si ricordi: per un tramonto val bene aspettare una vita. Quessi giovani d'oggi vojono er tramonto che nemmanco hanno visto l'alba. E a mezzogiorno già je s'è fatto buio". (Raccontami l'estate, A. Battantier, S. Negro, 2017, quando il vecchietto della panchina si avvicina a Nontiscordardime).

VOLEVO UN GATTO NERO

VOLEVO UN GATTO NERO. "Volevo un gatto nero, nero, nero, mi hai dato un gatto bianco con te non gioco più. Non ci siamo capiti. La bimba voleva un gatto nero. Il padre, aveva capito un gatto vero, cioè non di pelouche. Mannaggia. La condivisione delle emozioni non è facile. Ma che almeno si aprano le danze alla condivisione delle informazioni. Non si comunica, lasciando i non detti,  -o i mal detti-  a strisciare nella mente, alimentando vie che allungano il percorso. E ci si trova così, un giorno d'improvviso, a non capire un cazzo che è un cazzo. I non detti nascono come scorciatoie e finiscono in un ginepraio di buone intenzioni, soffocate dalla stratificazione di eventi che fuggono via. Poi, un giorno, arriva il conto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Bisogna fermarsi e bussare, bussare, bussare, instancabilmente, in uno spirito d'attesa insistente e umile: l'umiltà è la virtù più essenziale nella ricerca della verità. L'um...

IL GIARDINO DELL'IO VIVE TRA IL SOGNO INFRANTO E IL SOGNO RISORTO

IL GIARDINO DELL'IO VIVE TRA IL SOGNO INFRANTO E IL SOGNO RISORTO. "Colse una bimba la mela più bella. La bimba ad un bimbo donò una parte di mela, una parte di sé. L'assaporò il bimbo ma, poi, se ne dimenticò, preso com'era dagli altri giochi. E la mela sciupò e si decompose. Ma i semini donarono vita ad un albero immenso che diede il sorriso a tanti, tanti bambini. Il giardino dell'io vive tra il sogno infranto e il sogno risorto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). " Ogni vita non vissuta accumula rancore verso noi, dentro noi, moltiplicando le presenze ostili .  La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro “. (C.G Jung).  

LA VITA PERDUTA CI SI RIVOLTERÀ CONTRO

"Le trasformazioni, ora per ora, mi portano all'essenza. Voglio fare i conti con l'invisibile. Per arrivare alla purezza dei sentimenti.  È questa la moneta dell'onestà. Riuscirò a volermi ancora bene? Mia nonna diceva:  'Non ho più tempo per bere del vino cattivo!'.  Mio nonno preferiva:  'Chi non sta con me in tempo di guerra non sta con me in tempo di pace!'.  Figurarsi chi non sta con me in tempo d'amore.  Non sto scappando, sto vivendo il mio viaggio, che mi porta, incidentalmente, lontano da te.  Noi siamo quello che scegliamo di essere.  Anche incidentalmente, siamo noi che scegliamo".  (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016) "Ogni vita non vissuta  accumula rancore verso noi,  dentro noi,  moltiplicando le presenze ostili.  La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“.  (C.G Jung)

LADRA DI LUNA

Non ci importava quel che sarebbe successo, l’odore era tutto lì, tra le dita, sulla mia vita. Leccai il sale dalla tua mano.  Addormentata, misi la luna nel pozzo. Sorrisi ai tuoi occhi neri, ascoltando promesse di pirata. Abbiano in pochi accesso al giardino del sognatore. Io, ladra di luna.  La portai dentro al mio pozzo.  Gli astronomi presero ad interrogarsi ai convegni:  -Ma dove cazzo è finita? Nessuno vide la luna in cielo per mesi. L'avevo io.  Poi, poco a poco, tornò su nel cielo, come sempre.  Come si alimenta il sogno? Non lo so, ma il mio era morto di fame.  M'ha detto:  -TI AMO.  Ma io non sentivo.  -TI AMOOOO!!!  Ehhh? Io non sentivo niente.  Sai, quelle frasi che dice la gente.  No, io non sentivo niente. Io me lo merito di innamorarmi ancora.  Vesto a lutto quell'antica emozione perduta.  L'esigenza di dar corso ai fatti.  Non si può dar retta solo alle parole. L'emozione.  L'emozione ...

LA BUGIA, LA VERITÀ, LA FINE DI UN'EPOCA

LA BUGIA, LA VERITÀ, LA FINE DI UN'EPOCA. "Gli volevo bene. Ma oggi, cosa dobbiamo ancora recuperare? Ci attacchiamo al tempo. Ed il tuo quadro malinconico posso pure guardarlo. Epperò? Io sono ancora il tuo decoro più bello. E non ti chiedo più niente. Epperò non mi devi dire balle. La bugia al servizio della tua libertà. È questo che vuoi? D'accordo, io te la lascio la tua libertà. Ma come te la lascio, te la levo la tua libertà. Io ho pagato con la moneta dell'onestà. Ma tu il resto me l'hai dato in bugia. Esiste un momento in cui finisce un'epoca? Ebbene sì, quando non ci si commuove più. Iniziai a non provare più niente. Ecco la fine di un'epoca. Ho un sacco di cose belle da fare". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016).

L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA: L'ALBERO CHE CRESCE DENTRO, E STARE BENE, SENZA CHIEDERSI PERCHÉ

"Come si fa a trattenere qualcosa che ti accade, senza affibbiare subito un nome, un cognome, un'identità? Io ho iniziato ad ascoltare i battiti del cuore. E non si ascolta quando parte... Bum  bum bum.  Bum bum bum:   stai sentendo, non stai ascoltando. Ascoltare è un'altra cosa. Ascoltare il silenzio delle montagne, il silenzio del mare. Siamo noi che facciamo partire il  Bum  bum bum . 'Il cuore è la mente che non sa di pensare', dice Thompson Nati. Il silenzio ti conduce a pensare, è come un albero, ed io, di un albero ho le radici dentro. Crescerai con me fino a che si potrà raccontare la storia di un albero dentro l'albero. Radici ovunque, un albero cresce in me. Aspettavo che il rumore mi dicesse qualcosa. Un inferno non troppo caldo, un paradiso non troppo beato, un purgatorio di passaggio. Ecco l'altra faccia della luna. Trovare una soluzione a tutto, ma stare bene senza chiedersi il perché. L'altra faccia della luna è possibile, e sì...va ben...

STORIA DI UN FRIGO: COME RIPRESI IN MANO LA MIA VITA

STORIA DI UN FRIGO: COME RIPRESI IN MANO LA MIA VITA. "Era il suono del mio frigo un animale primordiale. Mi faceva compagnia. I gatti non mi bastavano e mi chiedevo come potessero restare indifferenti a quei richiami disperati. Passavo molto tempo ad osservarli. Avevano la ciotola accanto al frigo. Gli passavano accanto, senza scomporsi, senza drizzar le orecchie e lo sguardo. Possibile non balenasse in loro un alcun minimo sentore di qualcosa che a me appariva così chiaro? Un'anima in pena implorava una qualche forma di commiserazione, dentro a quel frigo. La notte mi alzavo, lo andavo a trovare, lo accarezzavo. Chiamai un giorno il tecnico frigorista, che mi disse: <<vedrà, se lo abbassa di gradi, non farà più quel rumore>>. Pagai la consulenza, ma io mai avrei abbassato la temperatura. Al contrario, avrei fatto qualunque cosa per mantenere in vita quell'essere. Iniziai a redigere un protocollo d'intesa, tra me e lui. Un manuale per tradurre quei suoni. ...

QUELLO CHE ACCADRÀ ACCADRÀ

Quello che accadrà accadrà. "Piango, mi manca terribilmente, dico non ce la faccio. Sì che ce la faccio, chiudo gli occhi, respiro e accetto la realtà, oggi, adesso è così. Non devo pensare al dopo, non devo chiedermi se tornerà da me, perché queste risposte non potrà mai darmele nessuno, nemmeno lui perché non lo sa. Vivo giorno per giorno e la sera prima di addormentarmi penso: Ok, oggi è passato, domani è un altro giorno, e poi ancora giorni per ricominciare a credere in me stessa, e quello che accadrà accadrà." (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier- S. Negro, 2016).