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HO SPENTO IL TEMPO E FELICE IO MI PERDO

HO SPENTO IL TEMPO E FELICE IO MI PERDO. Mi attaccavo goffamente a quegli istanti, tentando di spezzare il tempo ai miei voleri, cercando di comprendere, che cosa poi? Il pozzo è senza fine ed io scendevo, pentendomi ad ogni ora. Cercavo un ponte, che mi portasse a oltrepassare il concetto della dimensione temporale. Ma restai insaccato nella infingarda bolla temporale, e finii a pezzetti, triturato, meccanizzato, aspettando di capire ciò che invece va vissuto. STOP al tempo, voglio vivere senza tempo, fino al tramonto degli dei, non voglio più aspettare, elemosinando da pezzente le lancette. Ho spento la mia sveglia, optando per l'andare a zonzo in questo mondo. Mi sono spinto oltre i confini, penso meno, zitto ai voleri del tempo, e non mi pento se io perdo i pezzi della vita. Io vivo, cercando un posto fuori dal tempo. Nell'impeto di questa vita sono immerso. Vivere spegnendo il tempo, si può ancor lasciar la testa altrove, nuove piste attendono chi vive godendo in balìa della stessa vita. E senza la minaccia del tempo ho trovato il ponte oltre il tempo, non tento di fermare e di catalogare e conservare ciò che tanto sfugge, e vivo immerso nel nulla, piccolo pulcino spettinato, me ne vado a zonzo, ed il pozzo senza fine io non temo. E che l'oblio mi porti a capire un giorno ciò che tontamente tentai fermare. Ho spento il tempo, e felice io mi perdo. (Andrea Battantier, poesie, 1988).

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