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MARKETING E PEPPA PIG (di A. Battantier)

MARKETING E PEPPA PIG (di A. Battantier) Quanti bambini vogliono il giornalino di Peppa Pig? E poi, figurarsi, s'era sparsa la notizia: Davano in allegato anche il telefonino. Per molti bambini Peppa Pig è un appuntamento sacro. Il genitore (sguinzagliando la rete di conoscenze) si dà allora da fare girando per 5, 10, 15, 20. Ma ahimé, la risposta dell'edicolante è sempre la stessa: "Il giornalino di Peppa Pig è esaurito!". Oppure: "Avevo 2 COPIE, ma son terminate subito!!". Insomma, POCHISSIME copie distribuite, presto andate a ruba, da genitori tossici di porco. Alcuni edicolanti hanno risposto: "Ehh ma abbiamo fatto richiesta, non si preoccupi, speriamo che l'editore le ristampi". La domanda ora che pongo all'editore non mi sembra poi così peregrina: "Ma se decidi di distribuire poche risibili copie, se non vuoi ristampare, perché continui a romperci le palle con la tua pubblicità ossessiva? La risposta ve la porgo subito, su di un bel piatto di marketing argentato. Quasi tutti gli edicolanti ti buttano là, come pusher che vogliono dirottare le tue frenesie: "Se vuole, abbiamo però l'album di figurine di Peppa, guardi che sta andando tantissimo!!". E che fai, non glielo prendi sto cazzo di album? Ed il sensuale e nel contempo viscido edicolante aggiunge pure: "E poi mercoledì esce il secondo numero, lo vogliamo prenotare?" (e tira fuori una lista con 50 altri sfigati nominativi). Esco, con l'album sotto il braccio, e penso: bella 'nculata!! PS: figlie contente, per carità!! Andrea Battantier PS: Lasciate entrare il cane coperto di fango, si può lavare il cane e si può lavare il fango. Ma quelli che non amano né il cane né il fango, quelli no, non si possono lavare. Lasciate entrare il porco coperto di fango, si può lavare il porco e si può lavare il fango e poi si può mangiare il porco. Quelli che non amano il porco possono farsi un' insalata. Andrea Battantier

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LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

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CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...