Passa ai contenuti principali

Post

L'AEROPLANINO DI CARTA

Oggi è uno di quei giorni in cui il tempo si piega su se stesso come un pezzo di carta che non riesco a piegare nel modo giusto.   -Devi consegnare entro oggi.   -Certo, boss.   Lo dico senza convinzione, perché la mia mente è ancora bloccata su stamattina. Mio figlio mi ha chiesto un aeroplanino di carta. Una richiesta semplice, un gesto che avrei dovuto fare senza pensarci. Ma non ci sono riuscito. Ho preso un foglio, ho provato a piegarlo, e niente. Le mie dita, abituate a schiacciare tasti, a redigere e correggere progetti e report, non hanno saputo trovare la piega giusta. È questo che mi ha sconvolto. Un tempo facevo aeroplanini perfetti, saettavano nell’aria come uccelli.  Stamattina, invece, il foglio mi è scivolato dalle mani come se non mi appartenesse più.  E mio figlio è rimasto lì, deluso, a guardarmi mentre io infilavo la giacca per scappare in ufficio.   Adesso sono qui, davanti allo schermo. Ma invece di lavorare, ho un a...
Post recenti

BIANCANEVE, WOKE E CREATIVITÀ: LA RIVOLUZIONE DEVE INCANTARE E NON EDUCARE ALLA BANALITÀ DEL BENE CHE VINCE

Il "woke" non è un’ideologia imposta, ma una presa di coscienza necessaria, figlia di lotte legittime contro razzismo, sessismo e oppressione. Le battaglie che portiamo avanti sono giuste, urgenti, e chi le riduce a semplice "propaganda" lo fa per comodità o malafede.  Ma c’è un problema: il progressismo rischia di diventare un linguaggio sterile, ripetuto per inerzia più che per convinzione.  E quando la forma supera il contenuto, quando il messaggio si cristallizza in schemi prevedibili, perde la sua forza trasformativa.   Negli anni ’70, il femminismo era scandaloso, teatrale, poetico. Le donne scrivevano opere che rompevano gli schemi, mescolando rabbia e ironia, provocazione e profondità.  Oggi, invece, sembriamo intrappolati in un vicolo cieco di didascalismo: storie che inseguono la perfezione morale anziché la complessità umana, personaggi che incarnano ideali anziché contraddizioni.  Prendiamo Biancaneve. Il problema non è che si parli di consenso ...

L'ADOLESCENTE

"Segni spezzati, graffi d'inchiostro, tracce di pensieri che cercano direzione o l'hanno volutamente persa." (Elisabetta D'Agostino) *** L'adolescenza è un volo notturno senza strumenti. I segni spezzati sono le costellazioni dell'Ego, cercano un nome, i graffi d’inchiostro sono le turbolenze di un cuore che sta imparando a planare.  Scrivono e cancellano, tracciano mappe incerte su un deserto sconosciuto; in quella confusione, si nasconde il senso del viaggio. Rabbia, sogni, hanno dentro un casino che non sanno se abbracciare o distruggere.  Sono spaventati dalla libertà che pretendono, vogliono sfuggire ai confini ma li cercano nelle ombre.  L'adolescenza è un'ossessione: il corpo si allunga o resta ancora piccino, la mente inciampa, il desiderio si moltiplica, il senso di colpa arriva segretissimo come un’onda che travolge la risacca del piacere.  Scrivono, cancellano, riscrivono, nessuna versione di loro stessi sembra mai abbastanza vera. Li tr...

ELIMINIAMO

Bene, bene, bene…   Eliminiamo i lupi, perché disturbano i pastori. Eliminiamo gli orsi, perché infastidiscono i politici del Trentino!   Eliminiamo le volpi, perché danno fastidio ai cacciatori e ai loro fagiani!   Eliminiamo i giunchi lungo il fiume, perché disturbano i “pescasportivi”!   Eliminiamo gli insetti, perché infastidiscono gli agricoltori!   Eliminiamo i delfini, perché osano nutrirsi delle sardine destinate ai pescatori!   Eliminiamo i piccioni e i colombi, perché sporcano le automobili!   Eliminiamo i platani, perché ostacolano le strade delle automobili!   Eliminiamo i bisonti, perché garantiscono la sopravvivenza dei nativi americani (già fatto)!   Eliminiamo le nutrie, perché non servono più a fare cappotti!   Eliminiamo gli alberi in città, perché raccoglierne le foglie costa troppo!   Eliminiamo le talpe, perché rovinano giardini e aiuole!   Elimini...

L’UOMO È ANCORA SAPIENS?

Mi chiamo Emma e ho quasi 9 anni. A scuola ho imparato che l’uomo si chiama Homo Sapiens, che vuol dire “uomo saggio”.  Però, guardando il mondo, mi chiedo se questo nome è ancora giusto.  Un saggio non distrugge le foreste, non sporca l’acqua, non fa male agli animali. Eppure, gli uomini fanno tutte queste cose.   Forse non siamo ancora del tutto Sapiens, ma possiamo diventarlo.  Possiamo imparare a curare la Terra invece di rovinarla, a voler bene invece di fare la guerra. Allora, forse un giorno, potremo chiamarci con il nostro nome. (A. Battantier, Memorie di una bambina, Mip Lab, Emma, 8 anni, 3/25) #memoriediunamore  #memoriediunbambino  #MIPLab 

IL TEMPO CHE SCIVOLA

Papà, perché l’acqua gocciola sempre nello stesso punto, lì, vicino al cancello?  E perché il muro è verde e morbido? Se lo tocco, mi rimane un po’ di muschio sulle dita.  È perché piove tanto?  E i pappagalli, perché sono dappertutto? Non dovrebbero stare nella giungla?  Papà è più forte la tigre o il leone? Papà cammina veloce, le chiavi in una mano, la borsa nell’altra. Non si ferma. "Quante volte te lo devo dire? È così."   Ma io non capisco. Se tutto ha una ragione, perché nessuno me la dice?  Perché bisogna alzarsi così presto la mattina, anche quando fuori è ancora buio?  Perché non possiamo giocare tutto il giorno, per sempre?   Papà sospira, mi strattona leggermente la mano. "Dai, su, sbrigati."   Lo dice sempre, loro hanno sempre fretta. Per cosa, poi? La scuola inizia sempre alla stessa ora, la strada è sempre la stessa. Le case, i negozi, il marciapiede. Anche il signore del bar è sempre lì, con la sua sciarpa rossa...

COS'È L'AMORE PER ME?

L'amore è come quando mia madre mi teneva in braccio, anche se non la vedevo. Anche se dormivo, io sapevo che lei c'era. Non è la coperta che mi scaldava, non è il buio che mi faceva chiudere gli occhi. Era lei. L'amore è così. È quando sto bene anche senza sapere perché.  Io penso che l'amore sia come un filo invisibile che ci lega tutti. Le persone care, anche le persone che non conosciamo. Anche quelle che non ci piacciono. È come se, quando siamo insieme, fossimo un po’ meno soli. Come se ci fosse qualcosa che ci tiene stretti, anche se non lo vediamo.  Ad essere sincero, io credo che l'amore sia un mistero, ma non uno di quelli che devono essere risolti. È più come il vento. Tu non lo vedi, ma senti che ti passa accanto. E se chiudi gli occhi, lo senti ancora di più. Il vento non si può afferrare, ma ti sfiora. Io credo che l'amore sia così. Non si può spiegare, ma si può sentire. (A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab 2010-2025) #memoriediunamore...