Oggi è uno di quei giorni in cui il tempo si piega su se stesso come un pezzo di carta che non riesco a piegare nel modo giusto. -Devi consegnare entro oggi. -Certo, boss. Lo dico senza convinzione, perché la mia mente è ancora bloccata su stamattina. Mio figlio mi ha chiesto un aeroplanino di carta. Una richiesta semplice, un gesto che avrei dovuto fare senza pensarci. Ma non ci sono riuscito. Ho preso un foglio, ho provato a piegarlo, e niente. Le mie dita, abituate a schiacciare tasti, a redigere e correggere progetti e report, non hanno saputo trovare la piega giusta. È questo che mi ha sconvolto. Un tempo facevo aeroplanini perfetti, saettavano nell’aria come uccelli. Stamattina, invece, il foglio mi è scivolato dalle mani come se non mi appartenesse più. E mio figlio è rimasto lì, deluso, a guardarmi mentre io infilavo la giacca per scappare in ufficio. Adesso sono qui, davanti allo schermo. Ma invece di lavorare, ho un a...
BIANCANEVE, WOKE E CREATIVITÀ: LA RIVOLUZIONE DEVE INCANTARE E NON EDUCARE ALLA BANALITÀ DEL BENE CHE VINCE
Il "woke" non è un’ideologia imposta, ma una presa di coscienza necessaria, figlia di lotte legittime contro razzismo, sessismo e oppressione. Le battaglie che portiamo avanti sono giuste, urgenti, e chi le riduce a semplice "propaganda" lo fa per comodità o malafede. Ma c’è un problema: il progressismo rischia di diventare un linguaggio sterile, ripetuto per inerzia più che per convinzione. E quando la forma supera il contenuto, quando il messaggio si cristallizza in schemi prevedibili, perde la sua forza trasformativa. Negli anni ’70, il femminismo era scandaloso, teatrale, poetico. Le donne scrivevano opere che rompevano gli schemi, mescolando rabbia e ironia, provocazione e profondità. Oggi, invece, sembriamo intrappolati in un vicolo cieco di didascalismo: storie che inseguono la perfezione morale anziché la complessità umana, personaggi che incarnano ideali anziché contraddizioni. Prendiamo Biancaneve. Il problema non è che si parli di consenso ...