Amo una poesia, scritta in onore di un soldato morto sulla neve 100 anni fa. La porto sempre con me. Quando pensano io preghi, la recito omaggiando i morti di tutte le età ma, soprattutto, i vivi che ancora non sanno d'esser vivi. VIVERE, DOLCE FATICA Ove è la vita accade che l'ovvio s'incarni nell'imprevedibile. Si vive nei volti della gente, pur stando soli nel mondo. Ove è la vita accade che un flebile filtro di vetro si crepi sotto le spinte di un'anima inquieta. Le emozioni forti le vivi senza scordare i momenti più vili, e il livore. Frivoli istanti rappresi nel ghiaccio di morsa, la morte che incombe serrando le fila. Vi prego, vivete la dolce fatica, siate lievi e forti, non siate anzitempo già morti. Cadaverici istanti attendono d'esser sommossi da imprevedibili voli. I desii che cercavate vi attendono. Lazzari alzatevi da quella cassa, non è ancora il tempo di prove, le vite mal spese non tornano, e il certificato di morte può attendere. F...