È una strana estate, quella che stiamo vivendo in campagna. Il silenzio di monte Aguzzo, solitamente interrotto solo dal canto delle cicale e dalle pecore, è stato invaso da un vocabolario che sembra provenire da un altro pianeta, dove la grammatica è un accessorio obsoleto. Cerco di fare del mio meglio. Mio marito Caio, invece, vive in una beata isola di sordità parziale. Quando i nostri tre nipoti –nove, dieci e dodici anni– iniziano a parlare, Caio inclina la testa, si aggiusta l’apparecchio acustico e mi guarda con l'aria di chi cerca di decifrare un codice Enigma, alzando sovente le spallucce. "Nonno, hai perso tutta la tua aura," esclama il più piccolo, guardando Caio che inciampa nel tubo dell’irrigazione. Caio, ignaro, sorride. "Che ora ora è? Sono le sette, caro mio." I ragazzini ridono. Non è una risata maligna, è una risata di chi si sente parte di una loggia segreta. Per loro, la vita si misura in "punti aura": se cadi in modo goffo, perdi ...
Uno spazio per storie da raccontare alla Persona che è in noi. Buona pace, Andrea Battantier. Psicologo, Fondatore e Master Trainer MIP (Modello Ideale di Persona), anche Skype. Sceneggiatore (Terapia con la scrittura). RIPRODUZIONE VIETATA ©