L’odore dei pennarelli e della pioggia sulle giacche appese. Fuori, il cortile della scuola è un rettangolo grigio. Lei è seduta alla cattedra, le mani ferme sulla superficie liscia del legno. Il telefono vibra. Numero sconosciuto. Lo sa, però. È sempre lei. Risponde. La voce dell’altra è calda, professionale, la voce di una collega che chiede del programma di scienze. Poi, a metà frase, scivola. “L’altra sera, in pista. Sono passata lì vicino apposta. Per farmi notare. E per vederti.” Silenzio. L’eco lontano di un pallone che batte contro il muro. Una chiamata come tante, pensa. Le loro chiamate. Fatte di stuzzichi, di domande che non aspettano risposta, di un filo che si tende fino a diventare tagliente. Poi, il clic. L’altra la blocca. Di nuovo. Ora l’aula è immobile. Lei guarda lo schermo nero. “Perché devi fare sempre così?” lo scrive nel blocco note del telefono, perché non c’è altro posto. “Mi chiami, scombussoli tutto. Per te è una semplice chiamata. Parlare ‘normalmente’, ...
Uno spazio per storie da raccontare alla Persona che è in noi. Buona pace, Andrea Battantier. Psicologo, Fondatore e Master Trainer MIP (Modello Ideale di Persona), anche Skype. Sceneggiatore (Terapia con la scrittura). RIPRODUZIONE VIETATA ©