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IL PORTATORE DI ACQUA

"Che vi credete che mi piace? 50 anni fa ho scavato io il pozzo, ed ogni giorno la porto io l'acqua, tutti i giorni da 50 anni. 10 chilometri al giorno, taniche da 10 litri e da 20. Felice non lo sono però neanche infelice. E' così e basta come ve lo devo dire, voi fate i giornalisti e avete le sfortune vostre, lasciatemi le mie. Che posso fare? Niente. Che avrei  voluto fare? Non lo so, giocavo a pallone da piccolo,  poi ho iniziato a portare l'acqua. Io sono un portatore di acqua, un MAZA DERSHU, qualcuno deve farlo, lo faccio io e non mi  lamento. Io la vendo l'acqua, è potabile sapete? Vi fa schifo vero? Ma no, che dite? Non sono vermi sono foglie. E certo voi la bevete all'hotel signorina, voi avete la jeep, voi poi tornate all'america e fate il libro  sui poveri, come lo chiamate il libro? 'UN SOGNO: L'ACQUA IN CASA'. Ma non mi rompete i coglioni, che se  arriva l'acqua in casa io non lavoro più!". ("Memorie di un lavoro", Andrea Battantier, 2010).





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LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...