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DA BAMBINO HO FATTO UN SOGNO: TUTTO IL MONDO BALLAVA ALLO STESSO RITMO

DA BAMBINO HO FATTO UN SOGNO: TUTTO IL MONDO BALLAVA ALLO STESSO RITMO. "Ho sempre amato il ritmo e la musica è la mia compagna. Non sono mai riuscito a stare fermo. Una volta, da bambino ho fatto un sogno: tutto il mondo ballava allo stesso ritmo. Africani, esquimesi, indiani, italiani, francesi. Ognuno lasciava le sue solite cose e prendeva a ballare. E quando furono miliardi le persone, giovani, vecchi, bambini e pure gli animali e piante, ecco che la terra iniziò a pulsare come un immenso cuore perso nell'universo. L'amore per la musica mi ha portato a girare per il mondo, e attendo ancora, ogni giorno, quel momento universale dell'avvio alle danze. Nella musica, serve la passione, ma quella tanto cresce dentro da sola, quando sei pronto. Ma serve la curiosità, uscire da quel solito ritmo. Serve rompere routines, e uscirne via - spiazzando tutto e tutti- è già l'inizio di qualcosa. In fondo io lo so: la musica ripete e rassicura, eppure, porta avanti discorsi sempre nuovi a rinsaldare quelle arcaiche emozioni che ritmano il mondo". (A. Battantier, Memorie di un artista, 2014. Dedicato a Lorenzo “Rigo“ Rigobello).

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LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

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CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...