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CERTE VOLTE CHI SI ACCONTENTA GODE...COSÌ COSÌ.

CERTE VOLTE CHI SI ACCONTENTA GODE...COSÌ COSÌ. "Chi si accontenta alle volte gode. Chi non s'accontenta mai si corrode. Chi si accontenta troppo muore. Eppure, c'è differenza tra l'accontentarsi e l'essere felici. Alcuni accettano quel che viene, può essere un bel fatalismo positivo (alle volte accontentarsi non è la fine del mondo, è prova di maturità). Ma in altri è lasciarsi andare alla deriva, farsi mangiare dall'ignavia, non tentare nemmeno di realizzare il proprio sogno. Spesso è facile accontentarsi. Difficile è vivere per realizzarsi. È bello, quando credi in qualcosa, e se non andrà bene, non sarà la fine, ma almeno ci abbiamo provato fino in fondo, senza troppi rimpianti per i sogni perduti. Gode anche chi finge che vada tutto bene? Chi nasconde l'amarezza di una vita mal spesa? Chi sembra sorridere, e invece porta in faccia il beffardo ghigno della disfatta senza aver neanche combattuto? Ognuno ha la sua strada per cercare la felicità. È una strada che implica cambiamenti. I cambiamenti fanno paura. La paura blocca. Chi si blocca talvolta si auto inganna per stupido orgoglio: Il destino è il nostro compito". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995).

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LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

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Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...