Passa ai contenuti principali

K2-18b

"Poi dici, la realtà supera la fantasia, ma supera pure la fantascienza. Non so se lo sapete, ma è stato scoperto K2-18b, un pianeta dalla massa simile a quella della Terra, con vapor acqueo nell'atmosfera.
Ha temperature compatibili con l'esistenza di forme di vita ed ha una massa otto volte superiore a quella della Terra.
Voi direte: E allora? Mica dobbiamo andarci ad abitare! Ed è qua che vi sbagliate.
Esiste già un database con tanto di presentazioni al grande pubblico dall'inquietante nome: "K2-18b, Anno Domini 2033: WELCOME TO THE NEW WORLD". Ed ancora, preso dall'agenzia stampa e contatti: "Mezzo milione di esploratori aspetta il momento, una nuova era di libertà". E ancora: "2033: La leggenda si diffuse e gli esploratori vennero nel Nuovo Mondo per cercarla. Iscriviti al nostro programma di affiliazione" ("One million Explorers await the moment, the new age of freedom.. [.. ] 2033, the legend grew, and every explorer came to the New World in search of it. [...] Sign up to our Affiliation Programme"). Ma la frase più bella resta questa: "Qualcuno si prepara alla più nera Apocalisse. Ma se volete un'immagine a colori della vera pace mentale (gioia), dovete guardare a K2-18b, il nuovo giardino dell'Eden. Affrettatevi a prenotare per un NUOVO MONDO da sogno!"  ("Someone prepping for the blackest doomsday. Bit If you want a full-colour picture of true peace of mind you must look back to K2-18b, the new garden of Eden. Hurry to book for the NEW WORLD of your dreams!")". (A. Battantier, Frammenti per l'Apocalisse, 2019).

Post popolari in questo blog

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...

Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti) Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti. Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc. Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e ...

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...