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CARO PAPÀ

Una famiglia può trovarsi in piena povertà per mancanza di lavoro, creando così una difficile situazione  per proseguire nella semplice vita. 
Caro papà, ci siamo conosciuti meglio quando hai perso il lavoro. 
Facevo la quarta elementare e tu hai "deciso" di occuparti di me, mentre mamma era fuori.
All'inizio eri triste, ti sentivi inutile e soffrivi per l'assenza dalla fabbrica.
Io ti conoscevo poco, tu eri imbranato ma un po' alla volta abbiamo imparato ad aiutarci. 
Ricordo le corse per arrivare in tempo a scuola e quando cucinavamo gli spaghetti insieme: 
tu per paura di farli scotti li facevi sempre duri, ricordo tante risate a sgranocchiarli.
Tu sei cambiato tanto ed io ho capito che ci vuole un po' di impegno per conoscere bene le persone, è possibile cambiare.
Ci siamo ritrovati e quando per fortuna hai trovato di nuovo il lavoro siamo rimasti uniti.
Lo so che chiedo l'impossibile epperò sarebbe bello avere più tempo per stare con i nostri genitori.
È bello che ci sia un lavoro altrimenti senza soldi non si riesce a vivere ma quando i genitori lavorano tutto il giorno ti perdi gran parte della bellezza. 
Tu la sera arrivavi sempre stanco, anzi alle volte neanche riuscivo a salutarti perché già dormivo. 
Epperò mi portavi i pupazzetti e li trovavo sul comodino quando mi svegliavo.
Ti voglio bene papà


(Memorie di un bambino, A. Battantier, 2016, Riccardo, 14 anni)

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