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GESÙ, GEGIÙ, GEPIÙ, CUCÙ (LA PASSIONE DI CRISTO)

Marco Sinimberghi aveva una vita di merda che lo cingeva d'assedio.  Probabilmente una vita mal spesa.  Ma avreste dovuto conoscere il padre. Il ragazzo era reduce dalla rievocazione della Passione di Cristo a Civita di Bagnoregio, la famosa cittadella che muore. Per comprendere l'importanza dell'evento, basti pensare erano giunte 1450 candidature per un solo posto di posto di Cristo. Del resto si trattava di una rievocazione assai realistica, con scene di violenza cruda, a tratti gratuita. Come se la folla di quei turisti pellegrini accorsi, già due o tre giorni prima, provasse un malcelato sadico piacere nel donare frustate al Messia, metafora triste del quotidiano trattamento riservato dai cristiani all'illuso redentore. Quell’anno venne scelto proprio Marco Sininberghi, spinto a partecipare dalla comunità per il recupero tossicodipendenti.  Pensate che Marco, in comitiva con gli altri della comunità, era giunto stremato da Monaco,  attraverso la francigena. Il po...

PERCHÉ AMO LE CANZONETTE

"Le canzonette dicono la verità. E più sono stupide più dicono la verità”. (François Truffaut, La signora della porta accanto) 

LA PRIMA CANZONE DI PONGO

Ecco la prima canzone di Pongo, Pino Pigna. Ne approfitto per dire che sta bene e la mamma di Siria ha deciso di adottarlo. Non te ne accorgi alle volte,  cose capitano e tutto cambia.  E il mondo va avanti.  Siamo sottili come carta, fragili come pongo che come niente finisco  secco, sepolto, sciolto.  Viviamo, temporaneamente.  E questo è bello e brutto.  Non ci si può fare niente.  Alle volte pensiamo troppo.  Pensare di meno? È un'idea.  Sentire di più. Fai tu.  (Charles Bukowski, e Pongo, A. Battantier, 2021) https://youtu.be/UeGlNn5xUeQ

IL MIO CANE

Il ricordo di quell’incrocio di sguardi che ha visto nascere il legame più forte, autentico e puro che abbia mai vissuto è dentro di me, oggi come ieri, più vivido che mai.  A quei tempi io non potevo sapere a cosa sarei andato incontro, ma mi è bastato un suo sguardo, la vista della coda scodinzolante e quegli occhi che mi guardavano e mi chiedevano solo amore. No, io davvero non potevo sapere che la presenza di quell'essere peloso mi avrebbe travolto e avrebbe sconvolto la mia vita, ogni giorno sempre di più.  Ma l’ho capito subito, durante i pianti notturni che riuscivo a calmare solo con la sua presenza, nelle passeggiate all’aria aperta, in quei centimetri in più che aumentavano a vista d’occhio. Non lo sapevo, ma io e il cane, da quel primo incontro, stavamo vivendo una storia d’amore, la più bella.  Completamente diversa da quelle che conoscevo e che avevo vissuto, perché autentica, pura e onesta come solo lui sapeva essere. E mentre gli anni passavano, lui era sem...

PINO PIGNA (ERA NA PALLETTA DE PONGO)

A me piace giocare con il pongo epperò mi dispiace sempre quando finisce il gioco perché poi i personaggi che ho inventato vorrei mantenerli per sempre, ma la mamma li rompe e rimette tutto via, dice che l'ordine è importante. Io questa volta le ho detto: "Mamma stai attenta ci sta Pino Pigna!". Ma lei che ne sa, pensa sempre a mettere a posto, ma io non voglio perdere Pino Pigna. Io vorrei tenerli tutti con me e mandarli in giro per il mondo ma la mamma dice che sono solo pezzi di pongo. Ma per me sono amici che mi fanno compagnia e quando li distruggi per rimetterli a posto poi non tornano mai più come prima. Sì, è vero, ce ne sarà un altro, ma non sarà più Pino Pigna.  Pino Pigna è meraviglioso perché ha un occhio che sembra un cuore. (Memorie di un amore, A. Battantier, 2019 Siria, 7 anni)

PIOGGIA DI MARZO

È qualcuno un po' solo.  È la vita,  è il sole,  la notte,  la morte.   È il profondo mistero,  è il non volere o volere.  È il vento che soffia.  Cade la pioggia,  incontra il ruscello,  la fatica è finita.  Promessa di vita nel cuore. (Águas de Março, Antônio Carlos Jobim)

CALCIO, VECCHIE GLORIE E IL TEMPO CHE PASSA

Sono stato un bravo calciatore eppure oggi, a quasi 62 anni, è crollato un mito. Ho perso a Calcio Tennis, 11- 7 con un ragazzo di 14 anni.  Era dal 1971 che non perdevo una partita. Ho sperato, per un attimo, in notizie fantasiose, ad esempio, che il ragazzino stesse definendo l'ingaggio col Barcellona. Macché.  È che ci dobbiamo arrendere al tempo. Del resto, ricordo che recentemente partecipai ad un torneo a 7. E, quando iniziammo a giocare, vidi i giovani passare come schegge e, mi resi conto che, fisicamente, atleticamente, erano più forti.  Certo, tecnicamente ero meglio di loro, però il calcio si era evoluto e allora CIAO! Comunque, a onor del vero, qualche soddisfazione me la sono tolta contro i Giovani.  Ma il fatto è che noi "anziani" siamo un po' patetici. (Memorie di un calciatore, Giorgio Diano, Rodolfo Bassi, Mauri Capitani, editing A. Battantier, 2021)