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RICORDI DI UN PADRE E UNA FIGLIA

Tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano, non racconta più favole e ormai non ti prende per mano. Sembra che non capisca i tuoi sogni, sempre tesi fra realtà e sperare, e sospesi fra voglie alternate di andare e restare. E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi  che non sono più quei fantastici giorni all'asilo di giochi, di amici. E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi  che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,  che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi, capendo che a battito a battito è l'età che s'invola. Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto più chiaro e capirai che altra gente si è fatta le stesse domande che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro e non è senza un prezzo salato diventare grande. Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle un po' saggio, nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio. La paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato. La paura e il coraggio di dire: "IO HO QUASI TENTATO". Vola, vola tu, dove io vorrei volare, verso un mondo dove è ancora tutto da fare, e dove è ancora tutto -o quasi tutto- da sbagliare. Ciao infanzia, quando tutto era più facile. Vanno apprezzati quegli anni, quando è il momento. È difficile capire, è difficile spiegare, se non hai capito già. (Memorie di una canzone, F. Guccini).


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LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...