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25 DICEMBRE

Io non credo in quel compleanno lassù nel cielo, nelle date scritte che dividono il tempo, che separano gli eletti dai reietti, i purosangue dai bastardi. 

Credo nel sole che ogni mattina prova ad alzarsi. 
Fuori, il giorno ricomincia. È lì il miracolo. 

Secondo me, non era mica un generale, quel bambino. 
Non aveva nemmeno una stanza per sé. 
Dormiva dove capitava, sotto le stelle. 
Non conquistava niente. Non alzava muri. 
Scappava, come scappano loro, sotto le stelle filanti dei droni cecchini.

Oggi, proprio lì dove lo dicono nato, di bambini ne sono morti e muoiono a decine e decine di migliaia, e i sopravvissuti scavano con le mani tra le macerie per ritrovare un altro respiro.

Avercela una grotta, una capanna, una tenda che non sia un obiettivo sul monitor di un falco d’acciaio. Chiedono l’acqua. Chiedono "non sparate".

Quanto a quel Dio che ci guarda da lontano -col registro in mano per segnare i conti, i giusti e i buoni che solo lui decide- se c’è, non è lassù. 

È qui. Nella tua mano che cerca la mia quando hai paura.
Forse Dio è uno spazio vuoto, libero, dove puoi essere te stesso, tanti baci e niente schiaffi. 
Fatto di questa terra e di questo corpo che vuole respirare. 
“Non fare agli altri" precede ogni tavola della legge.

Senti urlare "Dio è con noi!", quando si spara, quando si sradicano gli ulivi, quando si nega il diritto di tornare. 

Ma Dio, se un nome gli vuoi dare, si riconosce negli occhi. Nell'amare senza chiedere "da dove vieni?", "in chi credi?", "di chi sei?".

La chiesa più bella non ha cupola, ha l’orizzonte. 
È il mondo intero, senza passaporti. Senza permessi.

C'è chi aspetta il messia, seduto in attesa. Tanto non arriva con la soluzione in tasca. Arriva camminando. Con i piedi sporchi, per ritrovare con te il respiro.

Dio ha due piedi per terra. E un po' di speranza in tasca. 
La stessa di chi guarda un mare recintato. 
La stessa che ha il contadino espropriato.

Il cielo è vuoto e questo è un bene. La liberazione non la firma nessun dio. La scriviamo noi. Con le mani. Con la cura.
Senza chiedere il permesso a nessun trono, né in terra, né in cielo.

(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 12/25. Art by Stephen Stadif)


#MIPLab
#memoriediunamore
#stephenstadif




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