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Vinci se non giochi, e il banco vince sempre

"Sono calate le vendite dei gratta e vinci e allora, stranamente esce gente che vince. Vince, e intanto e vanno in malora intere famiglie. Gente che si spende tutto, facendosi imbrogliare. Vince uno su un milione. E l'italia va in rovina. Ci si lamenta, eppure, buttare i soldi ai gratta e vinci pare sia uno sport innocuo. Uno vince e non si pensa alle migliaia di persone che perdono soldi e dignità. Giochi che, ricordiamolo, sono truffe statali legalizzate. Quando ero ragazzino ero appassionato di film, e me ne restavo incantato a vedere gli attori che giocavano -che ne so- a poker o a carte di tutti i tipi, o alle slot. Nei film, fateci caso, gli attori, sono perfettamente  controllati, e vincono pure un botto. Mica sono sfigati come noi che pensiamo sempre di vincere e invece, ce ne torniamo a casa bastonati con la testa rincojonita dai miraggi. Vinci se non giochi, e il banco vince sempre". (A. Battantier, Memorie di una dipendenza, 2014).


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Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

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