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SE NON SCENDI NON LO PUOI SAPERE


"Scendi insieme a me in fondo al mare. Per trovare quello che qui non abbiamo. Andiamocene via, e capirai quanto è inutile questo soffrire. Guarda il mare che ci fa paura: ci insegna come si può dar tormento all'anima che vuol volare. Ma se non scendi fino in fondo non lo puoi sapere". (traduzione A. Battantier, ben gradite migliori traduzioni). "Scinne cu 'mme nfonno o mare a truva' chillo ca nun tenimmo acca'. Vieni cu mme e accumincia a capi' comme e' inutile sta' a suffri'. Guarda stu mare ca ci infonne e paure, sta cercanne e ce mbara' ah comme se fa' a da' turmiento all'anema ca vo' vula'. Si tu nun scinne a ffonne nun o puo' sape'...". (Enzo Gragnaniello, interpretatata divinamente nel 1991 con Murolo e cantata pure insieme a Mia Martini).

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Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

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