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MI ERO FATTO UN FERRARINO

MI ERO FATTO UN FERRARINO. “Mi ero fatto un ferrarino, a rate. I soldi, bè,  un po’ li avevo trovati un po’ tanto sti cazzi. Ero felice, sfrecciavo come una saetta. Sfrecciavo un par di palle. Nel traffico l'ho mezzo fuso, e per pagarlo l’ho venduto. E continuavo a pagarlo pure quando l’ho venduto. Di nuovo nella massa io mi sono spento d'improvviso. Non serve mica bere e droghe varie. Io ve lo dico, ma tanto dovete arrivarci da soli. Il consumismo consuma l’anima, e pure questa cosa dovete arrivarci quando vi ritrovate l'animella vostra attaccata all'osso. Un dottorino un giorno m'ha preso da una parte e m'ha fatto credere all'arcobaleno. Erano goccette di felicità, duravano lo spazio de pijanne ancora 30 dopo un po’. Che vita de merda aoo. La felicità dentro a un bicchiere, con ste gocce che tintillano il cervello. Te senti gli uccellini, ma poi aritornano li mostri ch'io non ho voluto vede mai. La felicità non la raggiungi se non li combatti i mostri. È importante sapere, sapere sempre qualcosa in più di questo mondo che ci pretende tutti uguali sempre pronti a spendere pezzetti d'anima". (Memorie di una dipendenza, Andrea Battantier, Lawrence D'Arrabbite, 2014).

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LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...