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AVREI VOLUTO TENERTI

"Avrei voluto tenerti, tenerti nelle mie braccia, vedere quel bel tuo visino, i primi sorrisi, i primi passi. Ma non era il momento giusto, e non era la persona giusta per farti da padre. Il tempo passa, ma non basta per dimenticare. Ti penso ogni singolo giorno, ripenso a quel maledetto giorno, le luci, la ginecologa, gli attrezzi, i rumori, gli odori, l'ospedale.
La gente è brava a giudicare e dire che si sbaglia con questa scelta, ma deve sapere anche i veri motivi per cui lo si fa, come una persona si sente, la situazione!
Io già ti amavo, cazzo quanto ti amavo!!! Mi accarezzavo ogni mattina la pancia per darti il buongiorno! Il pensiero che potessi crescere dentro me mi rendeva felice ma, allo stesso tempo, triste. Non avrei mai potuto darti quello che avrei voluto e meritavi. Ero senza lavoro, il tuo papà ed io litigavamo sempre. Anche lui senza lavoro, quando ho saputo di te ero single, come potevo fare? Mi dispiace non aver detto ai tuoi nonni di te, ma loro non avrebbero capito la mia scelta! Amore mio, l'unica gioia che mi è rimasta è sognarti la notte, dove arrivi in braccio a mia nonna. Lei, nei miei sogni, si sta prendendo cura di te. Un angelo ha scritto il nome del mio bambino nel libro della vita, poi ha sussurrato 'troppo bello per la terra'. Ti amo! La tua mamma!". (Memorie di un amore, 2014. Frammento di EHAWEE, fanciulla che ride).

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LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...