QUANDO TUTTO CIÒ CHE CREDEVI SOLIDO DIVENTA SABBIA: LA SOFFERENZA TOGLIE L'INCANTESIMO (il fatto che tu abbia dato tanto a chi poi ti ha voltato le spalle non è una fessaggine)
Esisterà mai una mappa precisa delle persone intorno? Sai qual è il problema delle mappe? Che le guardi solo quando ti sei perso. Finché tutto va bene, la mappa sta lì, nel cassetto, e tu pensi “tanto so dove andare”. Poi arriva la tempesta, e tiri fuori quel foglio sgualcito e scopri che alcune strade che credevi sicure, in realtà portavano dritte al burrone.
E ti viene una rabbia epperò, passata la rabbia, ti accorgi di una cosa: quelle persone che “non ti hanno dato niente” e ora ti stanno accanto, le vedi come piccole luci in mezzo al deserto.
E non te le aspettavi. La vita ti toglie i gioielli di famiglia, ma poi te li fa ritrovare sotto forma di persone che ti fanno venire “i lucciconi allo stomaco”.
Ricambierai con la tua presenza e disponibilità. Il fatto che tu abbia dato tanto a chi poi ti ha voltato le spalle non è una fessaggine. È una testimonianza di come sei fatta tu. E se loro non l’hanno capito, il problema è loro, non il tuo gesto.
Non è solo tracciare una mappa. È stato qualcosa di più radicale. Quando tutto ciò che credevi solido diventa sabbia, e tu sei lì, in piedi, con la mente nuda. Non hai più filtri, non hai più “l’incantesimo”. E in quella nudità, finalmente, vedi le cose per quello che sono: le persone non come le volevi tu, ma come sono.
Alcune se ne vanno. Fa male, lo so. Ma è anche una liberazione: perché hai smesso di portare il peso delle loro aspettative, dei tuoi doveri immaginari.
Dare l’anima a chi poi ha girato lo sguardo. Ma se dare l’anima significa aspettarsi qualcosa in cambio, anche solo il riconoscimento, allora quell’atto nasconde una sottile prigione.
Ma c'è chi dà perché è pieno non perché era in debito. Chi dà perché è pieno, non perde mai nulla. Anche se gli altri se ne vanno.
Io ho sempre pensato che il paradiso non è quello con gli angeli e le arpe, ma è quando ti accorgi che non sei solo. È importante accorgersi di questo nel bel mezzo del deserto. Non è poco. Anzi, è tutto.
Nessuno può ammazzare qualcosa che è vivo, reale, presente. C'è chi costruisce patti di convenienza, ma non è sempre un “tu mi hai dato allora io ti do adesso”. È qualcosa che accade quando le persone si smettono di usare a vicenda e semplicemente sono.
La sofferenza toglie l’incantesimo. Ma ci dà qualcosa di più prezioso: la capacità di vedere l’amore dove c’è, senza pretendere che sia diverso, senza chiedergli di essere eterno. E forse proprio perché non lo chiedi, dura.
Continua a stare nel tuo deserto, se è lì che devi stare adesso. Ma sappi che non è un deserto vuoto. È pieno di tracce, di passi di chi ti cammina accanto.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 3/26, Ad Anna S.)
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Salta! E mentre cadi lascia che ti spuntino le ali (Ray Bradbury)
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