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QUANTUM NON DATUR (L'amore e la meccanica quantistica)

Lanci una palla contro il muro, la palla torna indietro. Logico. 
La meccanica quantistica ti dice che una particella, a volte, non torna indietro. Non scavalca, non sfonda, semplicemente, appare dall’altra parte. Un passaggio segreto nella materia, un’eccezione alla regola del rimbalzo.

L’amore di coppia, per come lo immagino, è spesso una questione di palle e di muri. 
Io lancio una parola, un gesto, un’esigenza. Tu sei il mio muro: la respingi, la fai tornare indietro, a volte con violenza, a volte dolcemente. 

Impariamo la fisica del rimbalzo fin da bambini: a ogni azione, una reazione. Se ti amo, mi ami. Se ti ferisco, mi ferisci. Se parlo, rispondi. 

Costruiamo la nostra vita insieme su questa meccanica rassicurante, prevedibile, a volte estenuante.

E poi c’è l’altro fenomeno, quello che non torna. Succede quando in una coppia, all’improvviso, qualcosa di mio appare in te, senza che io l’abbia lanciato. 

Un pensiero che avevo formulato a metà, una paura che non avevo detto, un perdono che non avevo chiesto. 

E lo ritrovo lì, dall’altra parte del tuo silenzio, integro, come se fosse sempre stato tuo.

È un effetto tunnel affettivo. Non è empatia, che è pur sempre un rispecchiamento. 

È più strano: è l’assenza del muro. Per un istante, la nostra separatezza non esiste. 

Non ti ho detto che avevo paura di perderti, e tu mi hai preso la mano. La palla non è rimbalzata. È arrivata.

La vita di coppia è fatta di stanze e pareti che proteggono, definiscono, separano. 

Un “io” e un “tu” che si scambiano messaggi, che rimbalzano l’uno sull’altro. 

È affascinante scoprire che il muro, a volte, è un’illusione statistica. La materia è porosa, l’anima pure.

La fisica del nostro amore non è solo quella che conosciamo. Ci sono passaggi che non si possono spiegare, che non si possono volere, che non si possono prevedere. 

L’unica cosa che possiamo fare è essere abbastanza attenti e silenziosi da accorgercene quando accadono.

La meraviglia è nel lanciare la palla e vederla tornare. 
La meraviglia è nel ritrovarla, intatta, nella tasca del tuo giubbino jeans, senza che nessuno dei due l’abbia mai toccata.

Domande da rispondere:
Chi ha costruito quel muro, e con quale paura? 
Ma siamo sicuri che ci sia un muro da attraversare?
E se non ci fosse nessun lanciatore ma solo un campo, un movimento?

Non sei tu che ami, ma sei amato dall’amore che ti abita e che abita l’altro. Non due palle, ma un’unica energia che gioca con le forme. 

(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 8/26)

#memoriediunamore
#miplab
#stephenstadif

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