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CAMMINARE: IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA

CAMMINARE: IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA (Camminare è una metafora della vita. Ti muovi, ti stanchi, arrivi. E poi scopri che il tuo ginocchio ha la cartilagine consumata. Ma non è la camminata che ti ha consumato. Il Sole 24 Ore non lo scriverà mai, perché non vende.)

Il “Sole 24 Ore” ha scoperto che camminare fa male. Sì, avete capito: mettere un piede davanti all’altro consuma le ginocchia. Meglio vegetare sul divano con una birra in mano. L’ingegneria sociale prevede che, se convinci il popolo che il movimento è pericoloso, ottieni due risultati: una popolazione obesa, quindi dipendente dal sistema sanitario privato, e consumatori immobili, perfetti per l’e-commerce e la pubblicità targettizzata.

Camminare “consuma”. Anche respirare consuma ossigeno, ma il vero problema è che c’è molto bisogno di cittadini seduti, muti e possibilmente obesi.

Se non cammini, muori. E non per l’artrosi. Muori di noia, di solitudine, di diabete. Ti dicono che camminare fa male, ma poi ti vendono l’integratore, il tutore, la visita ortopedica a pagamento.

L’uomo è l’unico animale che ha bisogno di un articolo di giornale per decidere se camminare. Il cane, il gatto e il cavallo camminano. L’uomo legge il Sole 24 Ore e si chiede se sia il caso di muoversi.

Non occorre credere a tutto ciò che leggi, perché i giornali scrivono per riempire lo spazio tra le pubblicità. Camminare fa male? Allora smettiamo di farlo. E poi scopriremo che anche stare seduti fa male, e allora ci sdraieremo. E poi scopriremo che anche dormire fa male, e allora moriremo.

Se camminare consuma le ginocchia, allora non camminare le conserva. Peccato che senza camminare i muscoli si atrofizzino, le ossa si decalcifichino e il cuore si stanchi. Ma questi sono dettagli. L’importante è non consumare.

Nessuno vorrebbe invecchiare. Ma il corpo non mente. Il corpo si logora anche stando fermo. Solo che il logorio del divano è più silenzioso. E più letale.

Camminare è una metafora della vita. Ti muovi, ti stanchi, arrivi. E poi scopri che il tuo ginocchio ha la cartilagine consumata. Ma non è la camminata che ti ha consumato. È l’ansia, la solitudine, il vuoto.

“Camminare consuma le ginocchia”. E domani: “Respirare consuma i polmoni”. E dopodomani: “Vivere consuma la vita”. E allora smettiamo di vivere. Così non ci consumiamo.

L’allarme vende. La paura vende. Secondo me i giornalisti del Sole 24 Ore non camminano mai. Vanno in macchina, prendono l’ascensore, si siedono alla scrivania. E poi scrivono che camminare fa male.

Immagino un mondo dove la gente ha paura di camminare. Dove i bambini non giocano più a pallone perché “fa male alle ginocchia”. Dove gli anziani restano seduti a guardare la TV. Dove nessuno si muove più.

Paura di camminare, di mangiare, di respirare. Io cammino ogni giorno. Per salute, per puro piacere. Mi piace guardare gli alberi, la gente, i cani. Mi piace sentire l’aria sulla faccia. E se le mie ginocchia si consumano, che si consumino. Almeno avrò visto il mondo.

(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 9/26)


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#MIPLab 

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