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Videogames

Mi chiamo Pepo. Ho 15 anni e ho rischiato di morire, mica per l'ecstasy, no, per i videogames. Bisogna scriverlo sulla scatola del giochetto: se ci giochi troppo ci schiatti col cervello. Mia madre c'aveva paura che giravo troppo in discoteca, non voleva che uscivo, era contenta che giocavo a casa, così mi controllava, lei guardava la tv e io giocavo. Pure 8 orette al giorno, o la notte. Roba che se studiavo come giocavo adesso ero un genio. Mia madre era meglio che mi faceva uscire. E' più pericoloso dentro una stanza col pc che fuori a una piazza con gli amici. PS: A maggio facio pure una lezione a scuola. Per dire de non rincojonisse troppo coi pc, ma neanche alla tv. Come mia madre, le bidelle e certi professori.

L'amore

Si pensa che sia facile l'amare; invece e' difficilissimo. Facile e' il prendere la mano e accarezzare e baciare. Ma l'amare, invece, e' difficilissimo. Esprimere il rispetto con pazienza, distruggere barriere nel cervello, e non arrendersi all'infelicita'. L'amore e' l'infelicita' piu' bella. (A. Battantier, 15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, ed. Battar)

Le Colpe e la Responsabilità Personale

"Io sono, forse, il mio carnefice". (Ugo Foscolo)

Mi sembra di essere un uccello

Bene o male non conosco il cielo. Mi esercito nell'acqua della mia piscina. Io non nuoto, volo nell'acqua. Lascio le tracce di me in una scia che va via e si perde. Lascio agli arti la sensazione di tutto. Io non nuoto, volo nell'acqua.

Tonino, un soldato in terapia

"Io non penso affatto che la vita sia tutta qui. Eppure, mi chiedo, dove si trova l'ultima spiaggia? Sarebbe già qualcosa. Ma io non vedo la spiaggia. Vedo il deserto. Ci hanno fregato! Dicevano che c'era il mare e ci eravamo portati il surf. Ma era un mare di sabbia. Caro Fred, mi sa che tutti e due abbiamo la coscienza di quanto siamo insignificanti".  (A. Battantier, Lettere dei soldati vivi, 2010)

Sono uno scoglio emergente

Sono uno scoglio emergente. Benvenuti su di me. C'è bisogno di credere che qualcuno abbia bisogno di me. Ma io non ho bisogno di niente. Sono uno scoglio emergente.

Maledetta primavera (Viaggio nel mondo delle allergie)

"Maledetta primavera!!" Disse il bambino allergico alla mimosa in fiore. Rancoroso, quella notte cosparse le radici di acido. In meno di un mese l'albero si spense. Ora il bambino ha 18 anni. La sua non era allergia ma patologica avversione al colore giallo. E' arrivato a bere, nell'ultimo periodo, fino a 10 litri di acqua al giorno, pur di non riconoscere il naturale colore della sua urina. E' in cura presso la ASL FM 6.