La sincerità salva o distrugge? Dipende dal prezzo della bugia.
In amicizia, è il bisturi con cui dici alla migliore amica che il compagno la tradisce, o viceversa: ti ringrazia tagliandoti le gomme e togliendoti l'amicizia.
Alle volte l’amicizia non vuole verità, vuole un complice che dica “hai ragione tu” mentre ordini il quarto o quinto…boh non ricordo…gin tonic.
Capita che dici la verità agli amici resti e solo; se menti resti solo con testimoni.
In amore, la sincerità è un afrodisiaco letale.
“Ti amo” salva.
“Ti amo ma vorrei scopare il tuo amico che adesso è amico mio ma non mi basta come amico” distrugge, e fa bene: almeno sai perché ti senti male.
Il desiderio chiede permesso e poi si vendica. La coppia è la risposta? La domanda è: qual è il modo più elegante di mentire per 20 o 30 anni?
Nel lavoro, poi, la sincerità è eversiva. Dire al capo “questo progetto è una cazzata” ti fa licenziare con onore; dire “ottima idea, capo” ti fa promuovere con nausea.
La banca ti vende trasparenza e un mutuo horror.
Capita anche di pensare che, alle volte nella vita, la sincerità sia la scusa dei maleducati.
Come la pubblicità che ti stordisce la sera, ti dice “sii te stesso”, poi ti vende la cura per non esserlo.
Quindi, amica cara che lo scrivi sui muri piangendo furiosa e maledicendo quella storia: salva? No. Distrugge? Sì.
Ma distrugge le cose sbagliate: amicizie finte, amori recitati, carriere basate sul viscido consenso.
Poi ti lascia nudo. Epperò non devi più sorridere. In questa società è già un miracolo.
La verità è come il dentifricio: una volta uscita non torna nel tubo, e qualcuno dovrà pulire il bagno.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Memorie di un lavoro, Memorie di un adolescente, Mip Lab, Diana G, 9/26)
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