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NAUFRAGI D'AMORE (L'amore è un incidente dove a volte nessuno si fa troppo male. Ma è pur vero che chi getta semi al vento farà fiorire il cielo)

Pensavo di portare dentro abissi che nessuno vedeva. Poi ho scoperto che la maggior parte di questi abissi erano pozzanghere.

Si vocifera che’anima trova sempre il modo di tornare calma. Fortuna esiste la reincarnazione, poiché non bastano 7 vite per tornare calmi. Alle volte il tempo non guarisce un bel niente, semplicemente cicatrizza. E si confonde il callo con la saggezza. 

Qualcuno parla di amore come fosse un puzzle, affermando che i pezzi si possono ricomporre. 

Qualcuno afferma che il gorgo non ci appartiene. Ma il gorgo forse è l'unica cosa che ci appartiene. Noi siamo il gorgo. Un risucchio di cliché, di aspettative deluse e di "e se fosse andata diversamente". 

C'è chi ritiene di essere il mare calmo dopo la tempesta. Magari è la pozzanghera che riflette un cielo finto.

L'amore non ricompone niente. L'amore è un incidente dove a volte nessuno si fa troppo male. 
Tempo fa mi sono guardato allo specchio. Non ho trovato abissi. Ho trovato una persona stanca che ha bisogno di una vacanza. Ho deciso di smetterla di naufragare in un bicchier d'acqua.

Mi sono perso in una stanza che credevo famiglia. Ho trovato una finestra che non avevo visto e l'ho aperta: il vento entra e poi esce. C'è tanto vento in giro.

Come si fa a stare in piedi con il vento contro? Ti pieghi un po', e aspetti.

Il sorriso di uno sconosciuto. Un gesto minimo, ma che tiene insieme ciò che sembrava disperso.

La ferita non si chiude. Si fa più piccola, più densa. Come un sasso lisciato dal mare.

Sto imparando a parlare poco. Restano i gesti. E noi, con le nostre mani ancora aperte, pronte a ricominciare.  

I pezzi del puzzle non vanno rimessi insieme come prima. Si riordinano in un altro modo. La nuova forma è più fragile, ma anche più vera.

Me stolto che cercavo di calmare il gorgo. Il gorgo si calma quando smetti di combatterlo. E poi, noi siamo il gorgo, ricordi?

Il dolore non è nemico. È un messaggero che bussa alla porta. Se non apri, continua a bussare.  

Il corpo sa cosa l'anima dimentica.  
Ogni tensione è una parola non detta.  

Ogni respiro è una risposta che non ha bisogno di domanda.
Amore, non ho più paura di affondare. Sono già in fondo al mare, e respiro. Il gorgo più non mi appartiene.  

Gli errori sono semi. Affondano, germogliano, diventano alberi. Gli alberi fanno ombra. E chi si siede sotto, si riposa.

Sosteneva Lao Bu-Shem: “Arrivare alla leggerezza senza essere superficiali, alla profondità senza essere pesanti".

Attenzione alla troppa leggerezza, che il vento ti si porta via. Anche se, è pur vero, chi getta semi al vento farà fiorire il cielo.

(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 8/26. La zattera della Medusa, Théodore Géricault)

#memoriedounamore
#MIPLab
#laobushem

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