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TU CHE FIORE VORRESTI ESSERE?

Harold: "Maude... Tu preghi?"
Maude: "Prego? No, io comunico." 
Harold: "Con Dio?"
Maude: "Con la vita." 
Harold: "Eh, qui si sta proprio bene...mi viene voglia di fare le capriole."
Maude: "Perché non le fai?"
Harold: "Mi sentirei stupido."
Maude: "Harold, tutti, ogni tanto, hanno il diritto di fare la figura degli stupidi. Non devi preoccuparti di come ti giudica il mondo."

Maude: “Io mi vorrei trasformare in un girasole più che in ogni altra cosa: sono così alti e così semplici…Tu che fiore vorresti essere?”

Harold: “Non lo so. Una di queste margherite, per esempio.”

Maude: “Perchè?”

Harold: “Perchè sono tutte uguali.”

Maude: “Ah ah…lo dici tu! Guarda: certe sono più piccole, certe sono più grosse, certe pendono a sinistra, certe a destra, certe hanno perduto i petali. Sono una diversa dall’altra, e si vede benissimo. Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.”

(Harold and Maude, Hal Ashby, 1971)

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