Passa ai contenuti principali

DEDICATO AD UNA MAMMA SPECIALE (E AI SUOI CAPELLI)

Sono da sempre un sostenitore delle legittime stranezze che tutti abbiamo; alcuni le manifestano di più, altri meno. 
Mamma ad esempio mi ha sempre fatto ridere ma anche un po' vergognare. 
Forse perché era rimasta agli anni '80 ma io lo so, bisogna essere clementi con le mamme. 
Lei aveva la fissa dei capelli.
La mattina la salutavo che aveva i capelli neri lisci e, il pomeriggio, me la ritrovavo bionda e riccia. 
La maestra mia, per carità anzianotta di suo e mezza cecata, non la riconosceva mai ed io la imploravo: 

-Maestra ma è la mamma!

E la maestra imperterrita: 

-Edoardo è impossibile, tua mamma non ha i capelli elettrici color carota!

Quel giorno si guardarono 20 secondi buoni, ed io, me ne stavo conteso in mezzo a loro, un braccio per parte. 
Ma il massimo è stato quando siamo tornati a casa, parcheggiamo, io stavo prendendo lo zaino, mia madre suona, mio padre apre, la guarda, e le richiude la porta in faccia. 
Non l'aveva riconosciuta.

(Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, frammento di Edoardo, 15 anni)


Post popolari in questo blog

LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...