La mia amica mi ha detto che sono troppo ingenua o fessa. Secondo lei se non ti invitano, non vai; se ti invitano all’ultimo momento, rifiuti; se si dimenticano di te, dimenticali tu. All’inizio mi sembrava una cosa tipo vendetta, ma lei mi ha detto che è sopravvivenza.
L’amore, però, io non lo capisco ancora. A mala pena riconosco la ferita antica e la scambio ogni volta per casa. Per questo io corro dietro a chi mi ignora: non cerco quella persona, cerco una scena già vista.
Quando vengo esclusa rosico perché pretendevo che l’altro mi rendesse necessaria. Ecco perché un messaggio non risposto è una catastrofe cosmica; quante volte mi hanno chiuso la porta in faccia.
Epperò io mi starei un po’ stufando di chiamare amore l’elemosina. Mantenere le distanze significa smettere di bussare a una porta che mi ha consumato le nocche.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Memorie di un adolescente, Mip Lab, 9/26, Elisa F., 17 anni)
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