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SONO UN SEME

Mi hanno sepolto, ma, quel che non sapevano, è che io sono un seme.  (Mujer Arbol, Olio di Francesca Elisa Sapienza)

"NON CERCO MAI DI MIGLIORARMI". "E FAI MALE PAPÀ!"

Mio padre se ne stava ore ed ore nel suo laboratorio, una stanza all'interno della nostra stessa casa. So solo che io e mia sorella siamo stati fino a 20 anni insieme in camera perché a lui serviva questo laboratorio. Ricordo ancora la scritta all'ingresso: VIETATO ENTRARE. Era tutto un programma. Creava piccole sculture, lavorava i sassi per mesi, e il legno, dipingeva, scriveva. Non voleva essere disturbato. Ad un certo punto si mise a suonare il sassofono ed  insonorizzò quella stanza segreta dei sogni. Una volta entrai  di nascosto. Era un periodo bruttissimo di piogge, scuola chiusa, io me ne restai sotto le coperte. Trovai la chiave nascosta dentro uno scarpone e feci una visitina in questo suo regno. Mi colpì molto una frase che campeggiava in alto, come fosse lo stemma del suo essere: "Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa, rimango esattamente come sono. Non sono uno che impara, sono uno che evita. Non ho voglia di imparare, mi sento perfett...

L'OROLOGIO DI ORA

...per non perdere gli appuntamenti (Illustrazione Saul Steinberg)

VELTRONI E I MANGA

"Così i ragazzi almeno entrano in libreria e poi magari passano ad altro". Chissà, magari passano ad uno dei suoi libri. Per lui i "fumetti manga" sono "storie  sempre intrise di una violenza parossistica” . Ascoltando i ragazzii tutti i giorni, capisco che il successo dei manga dipende in parte dalla loro leggerezza nell'affrontare temi profondi, a loro cari. Ma io sono nato nel 1970 e, di anime e  manga (cartoni e fumetti) ne ho letti e visti molti, dalla seconda metà degli anni 70 in poi. Veltroni si è svegliato oggi!? Non lo sa che i cartoni animati giapponesi si chiamano anime e i manga sono i fumetti relativi!? Termina il suo articolo così: "Non ho un giudizio definitivo sul fenomeno culturale in corso. Forse mi inquieta, ma non mi indigna". Facciamogli studiare bene il fenomeno, magari nel frattempo indaga anche la violenza di questi nuovissimi cartoni animati giapponesi, Goldrake, Mazinga, l'Uomo Tigre, Capitan Harlock, per non parlare...

INNAFFIARE L'AMORE

È arrivata una prof davvero forte.  Ci parla di arte dei libri, ma anche di street, murales, graffiti e land art, perché dice che abbiamo da imparare e  possiamo dare anche noi all'arte se ci impegniamo con passione.  Poi adesso sto con Marta, io per scherzo la chiamo Mirtilla Malcontenta perché quando s'arrabbia fa le vocette della morta che vola nel cesso di Harry Potter. Io proprio la Amo.  Abbiamo capito tutti e due che, se vogliamo rimanere innamorati per i prossimi mesi, e forse pure per i prossimi anni, bisogna  impegnarsi, perché noi siamo compatibili ma siamo anche tanto diversi e l'amore ogni giorno va innaffiato, ogni giorno va fatto crescere con la passione e le cose in comune, con il rispetto per l'altro e per l'altra, insomma per il rispetto e basta. L'importante è che sia un amore colorato, un amore vivo, pieno di energia come siamo noi.  Certe coppie sono spente perché secondo me volevano splendere per sempre nel firmamento, epperò si sono g...

SONO PASSATI 20 ANNI

Sono passati 20 anni dalla morte di un figlio. Mi sembra un’enormità soltanto dirlo. Anche se mi ero preparata anticipatamente a quel dolore, giorno dopo giorno, dalla diagnosi tremenda quasi senza appello, quel dolore mi ha devastata per molto tempo.  Ogni giorno da dicembre ‘99 al 29 ottobre 2001, avevo coltivato la speranza ma non l’illusione e il dolore era già stato una quotidiana costante.  Avevo camminato, mangiato, riso, giocato, alternato i ricoveri ad una ostinata serenità famigliare, cercato di sostenere le figlie, i nonni, gli amici come se facendomi roccia potessi vincere il mostro.  Guardavo il mio bambino bellissimo anche pelato o gonfio o smagrito, le sue sorelle sofferenti ognuna a modo suo e mi dicevo che non potevo arrendermi.  Ma dentro di me un tarlo di lucida consapevolezza mi scavava gallerie di dolore. Poi arriva la morte, ma ancora prima la drammaticità della fine, della terminalità.  Quella sofferenza di madre che aspetta la morte di un...

OH VOGLIA DI TE!

"Oh voglia di te, che mi assale nei momenti impensati e lentamente sospiro sapendoti lontana.  Anch'io so che il verbo è HO, eppure Martina, amore mio, non fare la maestrina poiché, da errore, nasce a volte nuovo amore.  Tu mi correggi con la biro, ed il mio OH, semmai, dovrebbe averne altre 4 di H; è un OHHHH che sa di tristo sospiro, e si perde nel vento, mia principessa Zaffìro".  (Memorie di un amore, A. Battantier, 2012, Riccardo, l'amore in ritardo)